Rigenerazione comparto CS26-POR04 | bc studio Bizzo-Cornacchini
Sede associazioni e nuovo collegamento pubblico nel centro storico di Moglia Moglia / Italy / 2026
Committente _ Comune di Moglia e Autorità Commissariale per il sisma Regione Lombardia
RUP _ Arch. Alessia Giovanelli
Supporto RUP _ Architetti Paola Bringhenti e Pier Giuseppe Bardi
Gruppo di lavoro:
bc studio _ Architetti Bizzo e Cornacchini
Team Leader _ Arch. Bertazzoni
Collaboratori_ architettonico Lorenzo Scansani
_ strutture Studio Peroni
_ impianti Studio Energia: Per.Ing. Fabbi e Per.Ind. Rambelli
_ sicurezza Geom. Emmanuele Carlone
Impresa _ ROMA srl
Premessa
La comunità di Moglia ha superato con coraggio la primissima fase di emergenza. Si è rimboccata le maniche ed ha voltato pagina superando anche i seguenti assestamenti, fisici e psicologici, che sono stati non meno convulsi ma comunque affrontati con un certo instabile equilibrio.
Ora ci troviamo nella fase in cui si deve completare una minuta ma diffusa serie di interventi che restituiscano a Moglia un tessuto armonico che sia lo specchio, ed il supporto, ad un altrettanto armonico tessuto economico e sociale.
Per questo il Comune di Moglia ha deciso di creare una rete fisica di interventi, coordinati tramite il Piano Organico di Ricostruzione (di seguito richiamato con l’acronimo POR), sia Pubblici che Privati. Nel nostro caso il presente progetto Definitivo-Esecutivo è la specificazione dello Studio di fattibilità tecnico-economica approvato con Deliberazione della Giunta Comunale n° 51 del 30.06.2020. Il progetto si focalizza su un’area posta nella parte centrale dell’isolato individuato dalle vie XX Settembre a sud, via Ardigò lato nord ed ovest e la via Garibaldi sul confine est, in particolare sul complesso edilizio composto dall’insieme di vari edifici di minuta entità tutti severamente danneggiati dagli eventi simici, in parte crollati e/o demoliti nei mesi successivi all’evento, in parte puntellati e totalmente collabenti. Si è proposta la creazione di uno spazio per accogliere le Associazioni attive sul territorio, con spazi il più possibile flessibili dedicati al lavoro individuale e/o di staff e spazi di gestione e servizio condivisi, un centro polivalente di modeste dimensioni ma di grandi potenzialità per la rivitalizzazione di un intero comparto. Lo studio di fattibilità appena citato, pur non essendo volutamente iconico, ha però nella sua “normalità” la finalità di accogliere in modo naturale il cittadino ponendo particolare attenzione ai soggetti più sensibili e fragili. L’assunto di sottofondo è che Moglia potrà divenire attrattiva solamente se riuscirà ad offrire un’ampia e completa offerta di servizi in cui contenitore e contenuto diventino un riferimento per un territorio più ampio. Tali opere pertanto, pur essendo di tipologia e scala variegata, hanno un "trade union" ulteriore oltre alla finalità Pubblica. Vista la loro centralità nell’abitato potremmo infatti inquadrarle in una logica sociale inclusiva, collocando nell’intervento un complesso di funzioni atte a ricreare quel micro tessuto di relazioni che un evento così destabilizzante come il Sisma del 2012 ha inevitabilmente minato. Da qui il nome/slogan di questo centro polivalente: NOI Nuovi Organismi Inclusivi
Il Progetto
Si propone la creazione di uno spazio per accogliere le Associazioni attive sul territorio con locali il più possibile flessibili dedicati al lavoro individuale e/o di staff, oltre che a spazi di gestione e servizio condivisi. Le zone condivise divengono, a tutti gli effetti, un’occasione di continuo e sinergico scambio di idee. Non di rado in questi spazi ibridi, quali la micro-zona service, la sala riunioni/corsi/eventi, financo gli spazi aperti contigui, si creano occasioni per condividere progetti e per lanciarne di nuovi. Pertanto una sede unica per le Associazioni è una modalità più economica che permette nuovi sbocchi di collaborazione.
Distruzione e inserimento nel contesto
L’edificio e gli annessi sorgono ricalcando i manufatti già crollati o in fase di crollo, in particolare quello identificato al Mapp. 163, di cui rimane a terra la sola imposta ed alcuni relitti pericolanti e non recuperabili. Si coglierà l’occasione per rimodulare leggermente le sagome al fine di rispettare i distacchi dai confini e le distanze da altre proprietà prospettanti pur mantenendo la sagoma della superficie coperta. Ne deriva un nuovo edificio con geometria assimilabile ad un trapezio che, come superficie coperta, ricalcherà i manufatti precedenti. Tale scelta permette di mantenere l’attraversamento del lotto da nord verso sud e viceversa, con un collegamento pubblico-privato tra la via Ardigò, da cui avverrà l’accesso principale, e la via XX Settembre, tramite il sotto-portico pre-esistente (Mapp. 168). L’occasione di creare questo percorso, che di fatto ricalca ed amplia leggermente il Mapp. 154 già destinato a tale funzione ma con proporzioni asfittiche e non conformi alle Norme attuali, è venuta dalla necessità di mantenere in essere, sostituendoli con manufatti stabili e duraturi, i sistemi di puntellazione dell’edificio identificato al Mapp. 155. Tale edificio su 2 piani è di proprietà privata e non sarà oggetto del presente intervento di recupero.
Si propone pertanto la riedificazione di una volumetria con uno sviluppo su due piani fuori terra e andamento dei prospetti a doppia falda, esattamente come l’edificio pre-esistente, adatta ad accogliere le seguenti funzioni:
- Piano terra: a questo livello si trovano degli spazi più pubblici destinati a sala riunioni, corsi e/o esposizioni temporanee;
- Piano primo: nel livello superiore si trovano gli spazi più privati che potranno accogliere funzioni direzionali utilizzabili quali sede di Associazioni del territorio in forma di co-working.
I livelli saranno fruibili e gestibili in modo potenzialmente distinto ed autonomo in quanto serviti da una scala esterna ricavata nel sedime del Mapp. 204. I vani saranno inoltre dotati di un impianto elevatore interno servito da piccolo spazio di disimpegno comune. La scala esterna sarà “racchiusa” in un sistema di portali metallici che ripropongono la sagoma dell’edificio ora quasi integralmente crollato.
Nonostante la modesta superficie, per complessivi 106 mq utili interni (53 mq per piano), sarà possibile ricavare: a piano terra una sala per n° 30 posti sfruttabile per corsi, riunioni ed eventi, fruibile sia dalle Associazioni che per iniziative pubbliche aperte a soggetti terzi; al piano primo fino a n° 8 postazioni di lavoro. Entrambi i piani saranno dotati di un blocco bagni con anti-wc e doppio servizio di cui, uno per piano, adatto alla utenza diversamente abile. Con il concorso delle logge sud e della zona protetta di accesso, si ha una Superficie coperta complessiva di 82,40 mq.
Si prevede di riqualificare integralmente il passaggio comune verso il portico di via XX settembre e, ovviamente, di ridisegnare i cortili interni già presenti, Mapp. 157 e 164 dando continuità alle pavimentazioni dell’intero comparto in analogia a quanto già presente nei portici di via XX Settembre. Il cortile interno (Mapp. 164) verrà attrezzato con una comoda panca mentre il percorso verso via Ardigò (Mapp. 157) verrà delineato da un muretto che ricalcherà fedelmente la traccia dei fabbricati demoliti per lasciarne memoria e per creare un filtro rispetto alle pertinenze della proprietà privata contigua. Per rendere ulteriormente piacevoli e più vivibili gli spazi aperti si prevede di trattare i muri di confine con supporti per la crescita di rampicanti, in modo da creare pareti vegetate di semplice impianto e manutenzione, una sorta di “verde verticale” che migliori sia l’aspetto che il microclima del comparto. L’accesso sulla via Ardigò potrà essere reso carrabile, per piccoli mezzi, in occasione di traslochi e per l’accesso di mezzi per la manutenzione del fabbricato e degli esterni.
Sotto il profilo dello sviluppo degli alzati e della articolazione delle volumetrie si sono fatte le seguenti considerazioni di ordine generale: pur non sussistendo obblighi di ricostruzione fedele e filologica si ritiene che il contesto, centrale e delicato, necessiti di grande attenzione e cura. Pertanto pur giungendo ad una proposta ideativa “pienamente contemporanea” si sono trovati dei caratteri generali, per materiali proposti ed immagini di riferimento, che a nostro avviso ben si adattano al contesto. Come già riferito l’edificio è molto semplice ed assimilabile come sagoma in pianta ed in alzato, al fabbricato, ora crollato, destinato a magazzino che in origine doveva essere dedicato allo stoccaggio di prodotti agricoli visto che il lotto confinava a nord con la campagna circostante. Come già riferito si prevede la realizzazione di un tetto a doppia falda, come la maggior parte degli edifici contigui e come il pre-esistente.
Sulla facciata sud si è introdotto uno sporto di gronda che permette di arretrare il fronte vetrato ad una distanza minima di 10 m dalla cortina di edifici contigui. Le grandi aperture saranno protette da questi aggetti ed ulteriormente filtrate con gelosie che si ispirano a quelle classiche presenti negli edifici agricoli che trovano vasta diffusione in questa terra di confine fra Lombardia ed Emilia Romagna. Originariamente si tratta di manufatti realizzati in mattoni pieni variamente apparecchiati, di seguito si riportano alcuni esempi presenti nel territorio che vista la loro fragilità strutturale, anche per effetto del Sisma del 2012, si stanno perdendo.
Qui troviamo una loro reinterpretazione contemporanea, proporzioni e positura sono riprese dalle tipologie usuali, ma in luogo del laterizio, non più adeguato agli standard e requisiti statici contenuti nelle NTC 2018, si è dovuto optare per un sistema in profili e lamiere piegate di acciaio zincato e poi verniciato con colorazioni in consonanza o dissonanza agli intonaci. Vengono qui proposte diverse variazioni di colore che verranno campionate al vero per una scelta finale da effettuarsi nel corso del cantiere. Le gelosie hanno una triplice funzione:
- di controllo dell’apporto solare, per quelle poste a sud;
- di minimizzazione dell’introspezione, per la facciata ad est, dove non sono garantiti i minimi distacchi di Norma, torneremo in seguito sull’argomento;
- di integrazione degli elementi di raccolta e poi evacuazione delle acque meteoriche.
Il nuovo edificio presenta una “gelosia” metallica che prosegue come spalliera di una ampia seduta. Le murature saranno trattate ad intonaco con una grana che si ipotizza grossolana in modo da enfatizzare il gioco di luci ed ombre dato dalle proiezioni derivate dalle gelosie.
Committente _ Comune di Moglia e Autorità Commissariale per il sisma Regione Lombardia RUP _ Arch. Alessia Giovanelli Supporto RUP _ Architetti Paola Bringhenti e Pier Giuseppe Bardi Gruppo di lavoro: bc studio _ Architetti Bizzo e Cornacchini Team Leader _ Arch. Bertazzoni Collaboratori_ architettonico Lorenzo Scansani _ strutture Studio Peroni ...
- Year 2026
- Work started in 2024
- Work finished in 2026
- Main structure Reinforced concrete
- Client Comune di Moglia
- Contractor ROMA srl
- Cost 500.000
- Status Current works
- Type Restoration of old town centres / Multi-purpose Cultural Centres / Associations/Foundations


comment