Corte Renèe | bricolo falsarella
Oliosi / Italy / 2024
TESTO DESCRITTIVO
Bricolo Falsarella - Corte Renèe
Un piccolo borgo storico è stato recuperato tra i vigneti nell’entroterra del Lago di Garda, un patrimonio abbandonato ricco di memoria è stato riportato in vita generando spazi poetici misurati da un intimo rapporto tra nuovo e antico.
Si parla spesso di rigenerazione urbana, ma non meno importante è la rigenerazione dei siti rurali che permette di riutilizzare quella grande quantità di rustici dismessi che giacciono “in attesa” nei nostri territori, evitando l’insostenibile consumo di suolo.
La rigenerazione del piccolo borgo storico non ha solo permesso di riutilizzare i vuoti volumi dei rustici, ma ha soprattutto voluto dare una risposta ai bisogni di una società sempre più alienata dalla città standardizzata recuperando, in primis, l’umanizzazione intrinseca negli spazi, nelle atmosfere e nella cultura materiale ancora viva e pulsante nelle strutture antiche.
Il progetto si muove su due azioni: la conservazione totale dell’esistente lasciato nella sua poetica nudità e l’innesto calibrato di nuovi dispositivi che consentono l’inserimento degli elementi necessari alle nuove condizioni di vita (scale, servizi, impianti…).
Per armonizzare il nuovo con il vecchio bisognava che i nuovi elementi fossero legati a quelli esistenti da una comune radicalità generativa. Sono stati fissati quindi nuovi ordini: per ogni necessità abbiamo scritto una nuova regola e alla fine si è formato un Manuale, che raccoglie 24 azioni costruttive.
Ognuna di queste 24 azioni, e quindi ogni elemento aggiunto, ripropone le tre condizioni presenti nella vecchia costruzione: l’evidenza del processo costruttivo, l’imperfezione materica generata dalle modalità costruttive stesse e la nudità (assenza di finiture superficiali coprenti).
Le regole 14 e 15 del manuale riguardano, ad esempio, le nuove murature. Volevamo che le nuove parti in elevazione appartenessero all’ambiente come accadeva per le murature dei due rustici.
Per i muri esistenti il senso di appartenenza era dato dall’essere stati costruiti con lo stesso materiale del paesaggio. I contadini costruivano raccogliendo i sassi direttamente dai campi. I sassi erano arrivati lì con lo scioglimento del ghiacciaio del Garda che aveva dato forma alle colline moreniche. I piccoli massi venivano raccolti e posati direttamente nelle murature, la malta era impastata con la sabbia dei fiumi.
La bellezza di questi muri è data da questo equilibrio di intenzionalità e caso, natura ed artificio, ordine e disordine.
Ci siamo chiesti com’era possibile riportare in vita in maniera contemporanea questo mondo.
Nello stesso momento, a pochi chilometri di distanza, stavamo costruendo alcuni nuovi edifici in zona rurale (Ristorante Tamburino Sardo, San Rocco house, Corte Vittoria). In questi edifici stavamo sperimentando la costruzione di muri in cemento additivato con le terre/sabbie dei luoghi, i muri venivano poi lavati ottenendo una superficie grezza e scabra che formava un dialogo con gli intonaci esistenti da secoli in questi territori.
Abbiamo pensato di inserire i sassi nel cemento armato additivato e poi lavarlo la mattina dopo per togliere il disattivante messo sui casseri. Era una tecnica simile a quella usata in maniera spontanea in diverse parti del mondo ma anche da alcuni maestri. La torre è stata costruita in questo modo (regola 14) mentre i muri divisori del giardino ed i basamenti sono costruiti con la stessa composizione ma senza sassi (regola 15). Tutte le parti di isolamento sono state inserite internamente e coperte con un intonaco lavato con inerti reinterpretando le vecchie soluzioni (regola 28).
Ogni elemento aggiunto, inoltre, si distacca dall’esistente, dichiarandosi gentilmente. La nuova costruzione in cemento con il sistema distributivo, ad esempio, è staccata dal muro dei rustici. Lo stacco permette alla luce di entrare e di bagnare il muro irregolare in sasso, enfatizzandone la bellezza. Tutti i volumi abitabili (regola 19) che nascondono i servizi e tutti gli impianti e gli oggetti tecnologici, non toccano mai i muri esistenti, generando così una tensione equilibrata tra nuovo e antico.
Il progetto di recupero dei rustici è in fondo un invito a rallentare per ritrovare un nuovo equilibrio: chi si troverà in questi spazi potrà vivere in una sospensione del tempo che potrà aiutare a staccarsi dall’inerzia abitudinaria.
COSA DICE L'ARCHITETTURA
Filippo Bricolo
Forse un’architettura è solo un’architettura e non ha nulla da dire perché non ha la parola.
Ma forse l’architettura dice non dicendo, parla con il linguaggio degli spazi, delle ombre e dei silenzi, della materia.
Perché tutte queste ombre, questi materiali, queste costruzioni in fondo dicono delle cose.
E magari queste cose che vengono dette dall’architettura sono anche una presa di posizione su quello che accade nel mondo, su questo fatto del vivere sulla terra, su dove sta andando questa cosa strana che è l’umanità, su questi momenti veloci, distratti. Momenti sottili e senza sosta come le immagini e le informazioni che ogni giorno ed in ogni momento riceviamo sui piccoli rettangoli neri che ci portiamo addosso.
Cosa dice Corte Renèe? Cosa dice il suo “non dire”?
Forse dice che si può rallentare. Che questa corsa veloce e frenetica delle donne, degli uomini e dei bambini si può anche sospendere per un attimo, un momento. Che non succede niente se si respira. Che ci si può fermare per guardare un paesaggio, per ascoltare silenzi. Che in questi sguardi ed ascolti profondi si possono trovare le radici di un vivere consapevole, magari anche alternativo.
Perché no?
Forse, Corte Renèe dice anche che in Italia c’è un patrimonio enorme di luoghi così, di corti rurali inutilizzate ed in attesa. Magari dice anche qualcosa su cosa sono e su cosa potrebbero essere questi luoghi rurali. Dice che sono spazi intrisi di una cultura materiale profonda fatta di imperfezioni e poesia e che queste cose delicate, fragili e sfuggevoli potrebbero essere conservate e rimesse in vita per parlarci, per riattivare dialoghi con la terra e con i luoghi, con quel tempo magico che c’era una volta quando l’architettura era fatta di terra, quando l’architettura era il luogo e non un’aggiunta.
Forse, Corte Renèe dice anche che lavorando in questi spazi fatti di pietre secolari e di geologie rotolate fino a noi, la rigenerazione può essere qualcosa in più. Può essere non solo un recuperare metri quadri per evitare il consumo del suolo. Può diventare quasi uno scivolare verso una “rigenerazione umana”, dentro una riscoperta delle radici profonde e delle memorie vive. Perché un discorso è riutilizzare spazi abbandonati, un altro è farlo senza coprire nulla, lasciando tutto così com’è, come ci è arrivato, così com’era stato pensato dalle mani sagge di chi compiva solo gli atti necessari.
Dice che si può recuperare senza cappotti, senza nuovi colori chimici e che lo si può fare, soprattutto, senza correggere le imperfezioni. Perché ciò che c’è veramente da correggere oggi è questa paura della imperfezione, questo odio del tempo, questa tecnologia che ancora si attarda in quella vecchia idea novecentesca del pulire, dell’anestetizzare la profondità, in quell’idea stupida che pensa che il contemporaneo debba per forza essere il lucido o lo sterile.
Magari, Corte Renèe dice anche qualcosa sul tempo. Dice che questo imperfetto materiale può anche essere un declinare l’architettura in un imperfetto temporale, in un tempo in cui le cose si stanno sempre svolgendo. Una cronologia sospesa, non definita, senza fine. Una cronologia diversa che poi coincide con il tempo umano del sogno, delle architetture che parlano non dicendo, lasciando intuire le radici dei sensi.
TESTO DESCRITTIVOBricolo Falsarella - Corte Renèe Un piccolo borgo storico è stato recuperato tra i vigneti nell’entroterra del Lago di Garda, un patrimonio abbandonato ricco di memoria è stato riportato in vita generando spazi poetici misurati da un intimo rapporto tra nuovo e antico. Si parla spesso di rigenerazione urbana, ma non meno importante è la rigenerazione dei siti rurali che permette di riutilizzare quella grande quantità di rustici...
- Year 2024
- Work finished in 2024
- Client Corte Renèe
- Status Completed works
- Type Country houses/cottages / Hotel/Resorts / Tourist Facilities / Interior design / Building Recovery and Renewal
- Websitehttps://www.bricolofalsarella.it/it/opere-costruite/costruzioni/corte-renee/
- Websitehttps://corterenee.com/



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