A void to share | RigonSimonetti
Vicenza / Italy / 2022
[IT]
Nella parola dividere, che nella sua accezione più ricorrente si riferisce ad una separazione, risiede, in apparente contraddizione con il vocabolo che la ospita, il verbo vedere (videre). E’ proprio in questa contraddizione che troviamo il cuore di questo progetto, che ha come scopo quello di dividere un unico capannone di 3000 mq in due parti, da destinare a due diverse aziende, ognuna delle quali guidata da uno dei due fratelli che hanno commissionato la ristrutturazione di questo edificio per trasferirci la nuova sede dei loro laboratori di falegnameria e verniciatura. Il fatto che i committenti siano due fratelli non è di certo secondario e forse è proprio da questo che ha avuto origine la scelta di dividere con uno spazio, con un vuoto in luogo di un pieno, di mettere in gioco un elemento divisorio immateriale. Questa scelta riflette infatti la volontà di separare e allo stesso tempo unire: il nuovo giardino interno definisce infatti il limite tra le due attività e diventa allo stesso tempo uno spazio di condivisione, un dispositivo per vedere e per aprire i laboratori e i rispettivi uffici sia verso il paesaggio esterno sia verso gli spazi dell’altra azienda, oltre che un grande pozzo di luce che introduce un’inedita luminosità negli spazi della produzione.
La nuova corte interna, generata dalla rimozione di una porzione della copertura, è delimitata da due nuovi blocchi gemelli, costruiti all’interno dello spazio esistente, che ospitano gli uffici di produzione delle due aziende; sono definiti da un nucleo e da una soletta in C.a. e da una facciata realizzata in vetro e alluminio, attraverso la quale ci si può così affacciare da un lato verso gli spazi della produzione e dall’altro verso il nuovo giardino e verso il paesaggio collinare circostante.
[EN]
In the etimology of the italian word “dividere” (to divide), which in its most recurrent meaning refers to a separation, lies, in apparent contradiction with the word that hosts it, the verb “videre” (to see). It is precisely in the contradiction that lies within this word that we find the heart of this project, which aims to divide a single shed of 3000 square meters into two parts, to be allocated to two different companies, each of which led by one of the two brothers who commissioned the renovation of this building to move the new headquarters of their carpentry and painting workshops. The fact that the clients are two brothers is certainly not secondary and perhaps is the reason for choosing to divide the building with a space, a void in place of a full (a wall), and therefore to put into play a kind of intangible dividing element. This choice reflects the desire to separate and unite at the same time: the new internal garden defines the boundary between the two companies and becomes a space for sharing, a device to see and open the laboratories and their offices both towards the external landscape and towards the spaces of the other company, as well as a large light pit that introduces an unprecedented brightness into the production spaces.
The new internal courtyard, created by removing a portion of the roof, is delimited by two twin blocks built within the existing space, which house the production offices of both companies. They are defined by a structural core and a slab built in concrete, a steel column structure and a facade made of glass and aluminum, through which one can thus look on the one hand towards the production spaces and on the other to the new garden and the surrounding hilly landscape.
Architecture Firm: RigonSimonetti (lead) with the collaboration of amaa
Photography Credits: Alberto Sinigaglia
[IT] Nella parola dividere, che nella sua accezione più ricorrente si riferisce ad una separazione, risiede, in apparente contraddizione con il vocabolo che la ospita, il verbo vedere (videre). E’ proprio in questa contraddizione che troviamo il cuore di questo progetto, che ha come scopo quello di dividere un unico capannone di 3000 mq in due parti, da destinare a due diverse aziende, ognuna delle quali guidata da uno dei due fratelli che hanno commissionato la ristrutturazione...
- Year 2022
- Work finished in 2022
- Client Zordan F.lli di Zordan Vittorio & C. S.n.c.
- Contractor Zordan Giancarlo & C. s.n.c.
- Cost 700,000
- Status Completed works
- Type Corporate Headquarters / Establishments, Production, production plants / Industrial facilities / Showrooms/Shops / Lighting Design / Recovery of industrial buildings / Furniture design / Product design / Gardens, private greenery




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