Fondazione D'ARC | 3c+t Capolei Cavalli Architetti Associati
Rifugio d'Arte Contemporanea Rome / Italy / 2024
“Quando siamo entrati nella ex fabbrica di manufatti in cemento, quasi tutti i macchinari, i nastri trasportatori, i carrelli erano già stati asportati, venduti ad una ditta di recuperi mentre per fortuna erano ancora lì i carri-ponte. Dal tetto pioveva dentro da anni; dappertutto sui pavimenti rottami di ferro, calcinacci, pezzi di lamiere; sul pavimento uno strato di morchia, bidoni di vernice e ancora rottami. Per una sessantina d’anni luogo di lavoro faticoso e di grande traffico di mezzi pesanti che accedevano all’area attraverso una piccola stradina dalla via Tiburtina, la struttura industriale se ne stava lì come un relitto completamente svuotato in attesa di un progetto.”
Conservare la struttura e recuperare quanto possibile è stato il tema di progetto. L’intervento si delinea quale vera operazione di Archeologia Industriale finalizzata al riuso dell’area trasformandolo in un rifugio per l’arte contemporanea, che ospita spazi espositivi, laboratori e alloggi per artisti, con il fine di mediare la salvaguardia delle caratteristiche morfologico-tipologiche dei manufatti, con le esigenze della committenza di disporre di ampie superfici e spazi facilmente adattabili ai diversi momenti espositivi. Con la struttura a navate lunga 50 metri, larga 25, alta quasi 6 assomiglia molto ad una cattedrale. Struttura portante in ferro di colore giallo con capriate sagomate, copertura in pannelli coibentati direttamente posati sui correnti longitudinali, tamponamenti in muri in pannelli coibentati e contropareti in cartongesso e grandi finestroni con telai verniciati color ferro. La parete di fondo tutta in vetro sulla quale incombe una meravigliosa “tagliata” di tufo che isola il lotto dal resto della città.
Il tema progettuale ha riguardato il riuso dei grandi spazi per trasformarli da fabbrica industriale a fabbrica per l’arte, uno spazio laboratorio visitabile dal pubblico. A tal fine, l’intervento ha riguardato la bonifica dell’area, il rifacimento delle coperture nel pieno rispetto del disegno originario e la ricollocazione in opera dei carroponti, da utilizzare anche per il trasporto e la collocazione delle opere.
Il progetto si basa sulle straordinarie possibilità offerte dal grande volume, che consente di distribuire pezzi, anche di notevoli dimensioni, e farli vivere nello spazio. La macchina espositiva è stata realizzata costruendo un sistema di setti che attraversano le navate, permettono di percorrere lo spazio senza una direzione precisa e, quindi, di ammirare le opere da angolazioni inedite. L’obiettivo finale è dare una nuova centralità dell’arte e della cultura ad un quadrante semiperiferico della città: il quartiere Tiburtino, manifesto del neorealismo architettonico costruito negli anni 50 e caratterizzato da edifici molto alti abbastanza anonimi a prevalente vocazione popolare.
progetto:
3C+t architetti associati
Fabrizio Capolei
Federico Capolei
Maria Chiara Carassiti
“Quando siamo entrati nella ex fabbrica di manufatti in cemento, quasi tutti i macchinari, i nastri trasportatori, i carrelli erano già stati asportati, venduti ad una ditta di recuperi mentre per fortuna erano ancora lì i carri-ponte. Dal tetto pioveva dentro da anni; dappertutto sui pavimenti rottami di ferro, calcinacci, pezzi di lamiere; sul pavimento uno strato di morchia, bidoni di vernice e ancora rottami. Per una sessantina d’anni luogo di lavoro faticoso...
- Year 2024
- Work started in 2023
- Work finished in 2024
- Main structure Steel
- Client privato
- Cost 1500000
- Status Completed works
- Type Adaptive reuse of industrial sites / Museums / Interior design / Lighting Design / Leisure Centres / Art Galleries / Exhibitions /Installations / Recovery of industrial buildings
- Websitehttps://fondazionedarc.it/
- Websitehttps://www.platformarchitecture.it/fondazione-darc-il-futuro-dellarte-vive-qui/



comment