De Amicis 154 | Giovanni Vaccarini architects
Pescara / Italy / 2024
DeAmicis154_Pescara
“Pescara è una città americana in Italia”
Cosi Giulio Piovene nel suo “viaggio in Italia” definisce Pescara, una città lineare, senza un vero centro, nata dalla confluenza delle genti d’Abruzzo, che dalla montagna si spostava verso la costa in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Un sogno che somiglia molto a quello americano.
Una città che con la sua offerta di servizi è stata in grado di attrarre capitali, persone, attività e che nell’arco di pochi anni è diventata il polo economico d’Abruzzo e del medio Adriatico.
Pescara è una città giovanissima, ha meno di cento anni, è stata fondata nel 1927, ma è nel dopoguerra che essa è cresciuta ad un ritmo vorticoso.
La Pescara del dopoguerra, città natale di Ennio Flaiano, è un luogo dai forti contrasti: è la città d ei “vitelloni”, ragazzoni nullafacenti che trascorrevano il loro tempo nei locali della città di mare, ma al contempo la città laboriosa di una florida e giovane imprenditoria che oggi ha assunto dimensioni nazionali ed internazionali.
Il progetto si colloca in una porzione di tessuto urbano che racconta con efficacia questa crescita tumultuosa; si tratta di un quartiere fortemente segnato da alcuni esempi mirabili nell’architettura del dopoguerra della città di Pescara.
Sul lato nord è presente la palazzina “tonda” realizzata nel 1965 ed opera dell’architetto Luigi Aligi. Sempre sul lato nord, adiacente alla palazzina “tonda” sorge un edificio fronte mare caratterizzato dalla struttura in cemento armato faccia a vista con forti aggetti; l’opera, datata 1977, è dell’architetto romano Francesco Berarducci.
Sul lato ovest, all’incrocio tra via Regina Elena e Via De Amicis troviamo un altro edificio degli anni sessanta, realizzato nel 1964 su progetto dell’architetto Enrico Summonte.
La palazzina è una tipologia architettonica ibrida, anarchica per eccellenza che ha costruito interi brani del tessuto urbano delle nostre città.
Questo tipo edilizio è stato per molto tempo associato esclusivamente ad operazioni di speculazione edilizia, anche se la storia dell’architettura italiana ci ha consegnato esempi magistrali: opere di alcuni tra i migliori architetti italiani del dopoguerra sono: Luigi Moretti, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco, Gio Ponti, Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti, solo per citarne alcuni.
Non è un "palazzo" (non ne ha la mole, ma soprattutto il ruolo urbano) , ma non è nemmeno un piccolo edificio mono/bi familiare (un villino).
Si tratta di un ibrido (altro passaggio cardine), una de-formazione che ha scardinato il consolidato rapporto tra tipologia edilizia e morfologia urbana proprio della città storica.
La costruzione della città con questi nuovi “dispositivi” architettonici ha generato delle fortissime lacerazioni nel tessuto urbano; se da un lato il volume architettonico è stato al centro delle attenzioni progettuali, dall’altro, il disegno dello spazio vuoto (lo spazio pubblico/collettivo) non è riuscito a dare risposte corrispondenti con il mutare della sua identità
L’intervento proposto si inserisce in questo contesto riprendendone gli allineamenti prevalenti su via De Amicis e su Via Regina Elena, attestandosi in continuità con il tessuto urbano.
Il tema è quello di immaginare una serie di ville sovrapposte. Un corpo di fabbrica, dalla pianta relativamente piccola, circondato da terrazzi/giardino con degli sbalzi molto pronunciati.
La sovrapposizione dei piani, segnati dagli sbalzi dei terrazzi, si enfatizza sull’angolo tra via De Amicis/Via R.Elena, in cui i terrazzi/giardino si aprono a cercare gli scorci di paesaggio tra mare e montagna.
L’idea di progetto è quella di reinterpretare la tipologia a blocco della palazzina, introducendo una logica distributiva polarizzata dall’invenzione di un inaspettato affaccio a mare.
DeAmicis154 non è un edificio frontemare, ma, si trova in seconda fila e, come una pianta che cerca il sole, si orienta verso questo pezzo del paesaggio adriatico ergendosi sopra l’edificio prospiciente.
L’affaccio est si presenta come una sezione netta sul paesaggio con dei piani a sbalzo, come una sorta di trabocco urbano.
Al bianco delle masse murarie e dei solai si affianca il grigio metallico dei parapetti laterali e la pilastrata metallica su via De Amicis, pilastri esili che come fusti di alberi longilinei si affiancano all’edificio.
stragia ad “uovo”
L’organizzazione tipologica segue quella che potremmo definire una “stragia ad uovo”.
La parte centrale, il nucleo, sono i vari appartamenti completamente circondati da uno spazio esterno dalle dimensioni variabili che costituisce una corona circolare (l’albume) di spazi interni/esterni, caratteristica che connota l’abitazione adriatica.
Il progetto è un progetto di luce :
_diurna : le masse dei piani con aggetti sfalsati, i pilastri estradossati (nel prospetto principale su via De Amicis) e la presenza di una folta vegetazione sul perimetro del lotto, disegnano una trama in continua mutazione di ombre proprie e di ombre portate e proiettate sull’edificio.
_notturna : di notte le costole luminose dei piani disegnano una ragnatela di linee su piani sovrapposti.
Così come nelle architetture della costa adriatica (appartenenza fortemente esplicitata) che di notte si trasformano in “lucciole” appariscenti, l’edificio veste un abito da sera luminescente.
La presentosa
Il progetto delle luci si ispira alla “presentosa”, un gioiello abruzzese di origine settecentesca, in cui una serie di filamenti d’oro convergono nella parte centrale di un ciondolo a forma di stella.
La presentosa, nota per la descrizione che ne fa Gabriele d’Annunzio nel “trionfo della morte”
“Portava agli orecchi due grevi cerchi d’oro e sul petto la Presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori”, veniva spesso ricevuta dalle giovani donne come promessa d’amore eterno.
L’intradosso dei solai in aggetto è segnato da una serie di linee luminose che seguono, ai vari piani, un passo modulare che si ribalta su tutto il perimetro. L’dea è, come nella presentosa, di avere una raggiera di filamenti luminosi convergenti verso il centro dell’edificio. Il disegno degli angoli e del modo con cui la luce cambia geometria, come in un caleidoscopio, avviene per ribaltamento e proiezione anche sulla parete verticale, un dispositivo compositivo che, come in un gioco di specchi, ne amplifica la percezione.
DeAmicis154_Pescara “Pescara è una città americana in Italia” Cosi Giulio Piovene nel suo “viaggio in Italia” definisce Pescara, una città lineare, senza un vero centro, nata dalla confluenza delle genti d’Abruzzo, che dalla montagna si spostava verso la costa in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Un sogno che somiglia molto a quello americano. Una città che con la sua offerta di servizi...
- Year 2024
- Work finished in 2024
- Client ELEA srl
- Status Completed works
- Type Multi-family residence
- Websitehttps://www.archdaily.com/1028107/de-amicis-154-residencial-building-giovanni-vaccarini-architetti
- Websitehttps://www.theplan.it/magazine/2024/the-plan-158-11-2024/edificio-residenziale-de-amicis-154


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