FORSU | andrea oliva
biodigestore della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani Reggio Emilia / Italy / 2024
L’architettura del polo FORSU di Reggio Emilia (situato a Gavassa) rappresenta un esempio emblematico di come l’architettura industriale contemporanea possa superare la logica del puro "contenitore funzionale".
Il progetto non subisce passivamente il ciclo tecnologico della macchina per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biometano, ma lo organizza attraverso una precisa visione spaziale, formale e paesaggistica.
I concetti chiave che hanno generato l’architettura del progetto sono descritti di seguito.
La sintesi tra l’edificio e la "Macchina"
L'approccio tratta i manufatti architettonici come veri e propri dispositivi meccanici ed energetici. L'architettura non si limita a nascondere le componenti impiantistiche, ma dialoga con esse. La struttura spaziale dell'impianto organizza i flussi in modo rigoroso, integrando i complessi volumi della digestione anaerobica e del compostaggio all'interno di un disegno geometrico unitario.
Risignificazione del paesaggio rurale (Tra granaio e industria)
L’impianto si inserisce nella campagna reggiana, un territorio storicamente caratterizzato da una forte antropizzazione legata all'agricoltura e alla zootecnia. L'archetipo rurale trae sostanza dalle forme macro-geometriche dei padiglioni richiamano la memoria di grandi strutture agricole (come granai o vivai).
L'impianto FORSU di fatto "industrializza" un processo naturale — la decomposizione e il ritorno alla terra della materia organica sotto forma di compost — che appartiene da sempre alla cultura contadina del luogo. L’architettura fa da ponte tra questa memoria storica e l'alta tecnologia dell'economia circolare.
Mitigazione visiva e riscrittura dello skyline
Uno degli elementi architettonici più caratterizzanti è il trattamento dei volumi verticali e delle immancabili componenti tecniche degli impianti di questo tipo (come i camini o le ciminiere).
Invece di lasciare che le ciminiere e i silos tecnici impattassero in modo disordinato sul paesaggio visibile dalla vicina autostrada e dalla linea Alta Velocità, si integrano le emergenze verticali attraverso un paesaggio dinamico di elementi geometrici trasformando l'impianto in un landmark riconoscibile anche in dialogo con i ponti e la stazione Mediopadana di Calatrava.
Particolare attenzione è stata data alla modularità e alla sostenibilità intrinseca dei materiali. La monumentalità dei volumi industriali viene mitigata dalla definizione del dettaglio figurativo e costruttivo e dall'uso di soluzioni che integrano la tecnologia edilizia con le massime performance ambientali richieste da un biodigestore di ultima generazione (impermeabilità all'aria, controllo degli odori e durabilità).
FORSU di Reggio Emilia dimostra come un impianto di trattamento rifiuti può rappresentarsi come fabbirca pubblica di economia circolare attrverso il rigore di un'architettura identitaria della transizione ecologica del territorio emiliano.
L’architettura del polo FORSU di Reggio Emilia (situato a Gavassa) rappresenta un esempio emblematico di come l’architettura industriale contemporanea possa superare la logica del puro "contenitore funzionale". Il progetto non subisce passivamente il ciclo tecnologico della macchina per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biometano, ma lo organizza attraverso una precisa visione spaziale, formale e paesaggistica. I concetti chiave che hanno generato...
- Year 2024
- Work started in 2022
- Work finished in 2024
- Main structure Reinforced concrete
- Client IREN
- Contractor Montanari Luigi srl
- Cost 80.000.000,00
- Status Completed works
- Type Parks, Public Gardens / Public Squares, Streets / Masterplan / Urban and landscape plans / Establishments, Production, production plants / Industrial facilities / Concert Halls / Strategic Urban Plans / Metropolitan area planning / Gardens, private greenery / Green routes, scenic routes

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