Restauro della Villa comunale | FèRiMa

Canosa di Puglia / Italy / 2025

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Il progetto di restauro della Villa fonda le sue premesse da una profonda rilettura delle foto d’archivio rinvenute, da cui si è constatato che la prima trama formale dei giardini pubblici della città, risalente alla fine del 1800, risentiva delle teorie e del gusto del cosiddetto “giardino paesaggistico”.


Il giardino canosino era composto da grandi “parterre” dalle forme morbide, con piante basse e folte, e da viali. Le aree a “parterre” erano leggermente sopraelevate dai percorsi pedonali di poche decine di centimetri attraverso un salto di quota dalle linee morbide. Solo dopo gli anni Sessanta del secolo scorso la Villa ha subito profonde modificazioni con l’introduzione di cordoli in cemento squadrati e lineari che hanno di fatto alterato la precedente impostazione.


Il progetto di restauro della Villa intende pertanto riconfigurare il giardino storico alla conformazione di giardino paesaggistico “a parterre” basandosi sui dati documentali rinvenute dalle foto d’archivio e rileggendo in chiave contemporanea alcuni elementi come sedute e bordure. L’intento progettuale è di ricucire e ridefinire lo spazio verde che, a causa dei forti rimaneggiamenti subiti negli anni, si presenta oggi scomposto e smembrato a causa dell’inserimento di attività funzionali e materiali incongrui che hanno alterato ulteriormente la forma e l’estetica della Villa. Il ridisegno della nuova Villa quindi si configura come attento disegno degli spazi verdi e dei camminamenti interni conservando la gerarchia degli spazi architettonici, ovvero i grandi viali che definiscono una trama a cardo e decumano della Villa. Su questi tracciati fondativi, presenti anche nella prima impostazione fine ottocentesca, si innestano le nuove aiuole “a parterre”, definite da bordure metalliche e vegetazione bassa sui bordi, alcune delle quali con altezza non superiore ai 15cm e altre con altezza di circa 48 cm per ospitare delle sedute integrate alle bordure.


Il “cardo” ovvero il viale trasversale più corto, sancisce una divisione tra due macro-aree della Villa: nella parte lato via Bovio il disegno dei camminamenti e delle aiuole tende a ricostruire e riproporre il disegno del primo impianto ottocentesco del giardino paesaggistico, desumibile dalle foto d’archivio; mentre nella parte su via Rossi il disegno si presenta più geometrico ricalcando la trama ereditata ma riconfigurando le aiuole stesse.


I due viali laterali, per dimensione e per la presenza di filari alberati su entrambi i lati, assumono il ruolo di veri e propri boulevards strutturanti lo spazio aperto della Villa. Il viale centrale, invece, con una sezione più piccola connette lo spazio che si affaccia su via Bovio, alla nuova area attrezzata per il gioco dei bambini, riconfigurata per meglio integrarsi con il disegno a terra della Villa.


I due viali Est-Ovest che tagliano trasversalmente il disegno della villa connettono gli spazi più importanti, i boulevards e le due “piazze” della Villa.


All’interno del nuovo disegno della Villa un ruolo fondamentale riveste il lapidarium composto da numerosissimi reperti archeologici. Come una nuova sovrastruttura il lapidarium si adatta alle nuove prospettive sceniche per valorizzare sia i reperti che le traiettorie visive. I reperti più importanti vengono dislocati all’inizio/fine dei camminamenti diventando quinta scenica dei percorsi o nei punti di intersezione dei camminamenti stessi. I reperti più minuti invece vengono collocati all’interno delle aiuole. Gli arbusti e le essenze arboree si interrompono in corrispondenza dei vari reperti, la vegetazione cinge, in un metafisico abbraccio, l’elemento scultoreo archeologico diventando essa stessa quinta scenica della storia canosina. Vegetazione e archeologia lavorano in simbiosi per valorizzare i reperti giunti fino a noi. All’interno delle nuove aiuole i reperti si collocano creando punti di interesse circoscritti come delle “stanze archeologiche”. Ogni reperto è disposto su un proprio basamento lapideo calcareo sbozzato di dimensioni variabili. I reperti archeologicamente più importanti verranno ulteriormente valorizzati grazie ad una illuminazione ad hoc mediante faretto su palo.

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    Il progetto di restauro della Villa fonda le sue premesse da una profonda rilettura delle foto d’archivio rinvenute, da cui si è constatato che la prima trama formale dei giardini pubblici della città, risalente alla fine del 1800, risentiva delle teorie e del gusto del cosiddetto “giardino paesaggistico”. Il giardino canosino era composto da grandi “parterre” dalle forme morbide, con piante basse e folte, e da viali. Le aree a “parterre”...

    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 2024
    • Work finished in 2025
    • Client Città di Canosa di Puglia
    • Contractor Impresa Santovito Michele
    • Total area 3850 m²
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares, Streets / Urban Furniture / Urban area recovery, squares and streets
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