Masseria Torre | Flore & Venezia
Polignano a Mare / Italy / 2025
In the heart of the countryside of Polignano a Mare, nestled among centuries-old olive trees and terraced fields overlooking a karst ravine, stands Masseria Torre—a rare example of stratified rural architecture, now brought back to life through a respectful yet decisive restoration.
Also known as Masseria Cannone-Baldassarre, the original structure develops around a massaria tower dating back to the 17th century. The main building, spread over two levels, features a central courtyard accessible through a large arched portal, typical of the defensive and productive architecture of historical Puglia.
Everything is built in local stone, with vaulted interiors—both pavilion and barrel vaults—alternating with later additions featuring flat ceilings and pitched roofs. What dominates the landscape is the quiet monumentality of the built elements: a gabled bell tower, a large chimney, a small gable-roofed chapel, and a series of ovens, cisterns, and threshing floors scattered across the surrounding land, now densely covered with Mediterranean vegetation.
The main façade features an inscription in Latin, etched into the stone—a proud declaration of rural identity and ownership:
“To God, Most Good and Great. Nicola Canisone established this small estate, planted with trees and vines, with money earned by his own labor. In the Year of Our Lord 1808.”
In stark contrast, the message carved on the façade of the small chapel attached to the masseria is harder and more pragmatic. The Italian inscription reads:
“No asylum is granted here.”
A terse warning that explicitly excludes the building from the ecclesiastical right of asylum, which was once recognized in places of worship. The church was part of the masseria’s system, but not a legal or moral refuge.
These two epigraphic fragments are direct testimonies of the past, revealing the site’s cultural complexity—where spirituality, labor, land, and law intersect.
The architectural intervention sought to re-establish a dialogue between historical traces and contemporary needs, focusing on preserving the material and typological identity of the masseria.
All materials used in the restoration respect the area's construction traditions: lime-based plasters, limewash paint, local stone, wood, and iron.
The main operations involved reconfiguring the interior spaces, with the aim of translating the building’s original residential vocation into a new way of living—one that engages with contemporary needs while respecting the site’s identity.
The intervention does not impose a new hierarchy, but rather enhances the existing typologies, maintaining a subtle relationship between material, light, and function.
The interior layout revolves around a central courtyard and adheres closely to the original organization: on the ground floor, three bedrooms, a living room with fireplace, a dining-living area with arched vault, and an island kitchen are discreetly arranged, fitting within the spatial limits of the existing structure.
Materials and finishes—such as glossy black Etruscan terracotta in the guest bathroom or the wood paneling along corridors with concealed doors—act as elements of continuity, reinterpreting the memory of the place.
The upper floor, once used for storage or formal functions, has been converted into a master suite: a study, a walk-in closet, and a bedroom with geometrically patterned cement tile flooring define a private space that retains the original spirit of the room. The bathroom, opening onto a small terrace with countryside views, becomes a visual pause between architecture and landscape.
The small chapel has also undergone precise restoration: reconstruction of the ground-level floors, consolidation of the roof, restoration of interior surfaces, and the reopening of the original passage toward the rear land—thereby reestablishing both symbolic and physical connection with the earth.
Today, Masseria Torre is more than a restored historical dwelling: it is a built reflection on time, on the balance between permanence and transformation.
The project does not impose a contemporary vision onto the past but allows the material to speak, the stone to breathe.
It is the result of a silent, thoughtful architectural gesture that gives back to Puglia a piece of its history—while making it a livable, poetic, and deeply contemporary place.
[IT]
Nel cuore della campagna di Polignano a Mare, incastonata tra ulivi secolari e terrazzamenti affacciati su una lama carsica, si erge la Masseria Torre, un raro esempio di architettura rurale stratificata, che oggi torna a vivere grazie a un intervento rispettoso ma deciso.
Conosciuta anche come Masseria Cannone-Baldassarre, la struttura originaria si sviluppa intorno a una torre masserizia risalente al XVII secolo. Il corpo principale, articolato su due livelli, accoglie al piano terra una corte interna raggiungibile attraverso un grande portale ad arco, tipico delle architetture difensive e produttive della Puglia storica.
Tutto è realizzato in pietra locale, con ambienti voltati a padiglione o a botte, alternati a successivi ampliamenti con solai piani e tetti a falda. A dominare il paesaggio è la semplice monumentalità del costruito: un campanile a vela, un grande comignolo, una piccola chiesetta a capanna e una serie di forni, cisterne, aie disseminate nel terreno di pertinenza, oggi fittamente popolato da vegetazione mediterranea.
La facciata principale è caratterizzata da una incisione nella pietra, in lingua latina ed è una dichiarazione di orgoglio contadino e senso di proprietà: “A Dio Ottimo Massimo. Nicola Canisone pose questa piccola villa, piantata di alberi e viti, con denaro guadagnato con il proprio lavoro. Anno del Signore 1808.”
Di segno opposto, più duro e pragmatico, è invece il messaggio inciso sulla facciata della piccola chiesa annessa alla masseria, dove compare una scritta in italiano:
"Qui non si gode asilo". Un monito secco, che esclude esplicitamente l’edificio dal diritto d’asilo ecclesiastico, anticamente riconosciuto nei luoghi di culto. La chiesa era parte del sistema della masseria, ma non un rifugio giuridico o morale.
Questi due frammenti epigrafici sono testimonianze dirette del tempo, che contribuiscono a definire la complessità culturale del sito: tra spiritualità, lavoro, terra e legge.
L'intervento architettonico ha mirato a ricucire il dialogo tra le tracce del passato e le esigenze contemporanee, in un percorso che privilegia la conservazione dell’identità materica e tipologica della masseria.
Tutti i materiali impiegati nel restauro rispettano le peculiarità costruttive della zona: intonaci a base di calce, tinteggiatura a latte di calce, pietra locale, legno, ferro.
Le principali operazioni hanno riguardato la riconfigurazione degli spazi interni, con l’obiettivo di tradurre l’antica vocazione abitativa della masseria in una nuova forma dell’abitare, capace di dialogare con le esigenze contemporanee nel rispetto dell’identità del luogo.
L’intervento non impone una gerarchia nuova, ma lavora valorizzando le preesistenze tipologiche e mantenendo una relazione sottile tra materia, luce e funzione.
La distribuzione interna si articola attorno a una corte centrale e segue una logica rispettosa dell’organizzazione originaria: al piano terra ci sono tre camere da letto, un living con camino, una zona giorno-pranzo con volta arcuata e una cucina ad isola si dispongono con discrezione, integrandosi nei limiti spaziali imposti dalla struttura esistente.
Materiali e finiture, come il cotto etrusco nero lucido nel bagno di servizio o le boiserie nei corridoi con porte a scomparsa, sono pensati come elementi di continuità, reinterpretando la memoria dei luoghi.
Il piano superiore, un tempo destinato a funzioni di rappresentanza o di deposito, è oggi riconvertito in suite padronale: uno studio, una cabina armadio e una camera da letto con pavimentazione in cementine a disegno geometrico definiscono un ambiente privato che mantiene intatta l’anima originaria dello spazio. Il bagno, aperto su un piccolo terrazzino con vista sulla campagna, diventa un punto di sospensione visiva tra architettura e paesaggio.
Anche la chiesetta è stata oggetto di un restauro puntuale che consiste nel rifacimento dei solai controterra, consolidamento delle coperture, ripristino delle superfici interne e la riapertura dell’originario passaggio verso il terreno retrostante, recuperando così una connessione simbolica e fisica con la terra.
Oggi Masseria Torre non è solo una dimora storica restaurata: è una riflessione costruita sul tempo, sull’equilibrio tra permanenza e trasformazione. Il progetto non impone una visione contemporanea sul passato, ma lascia che la materia parli e che la pietra respiri.
È il risultato di un gesto architettonico silenzioso e attento, che restituisce alla Puglia un pezzo della sua storia, facendone al contempo un luogo abitabile, poetico e profondamente contemporaneo.
In the heart of the countryside of Polignano a Mare, nestled among centuries-old olive trees and terraced fields overlooking a karst ravine, stands Masseria Torre—a rare example of stratified rural architecture, now brought back to life through a respectful yet decisive restoration. Also known as Masseria Cannone-Baldassarre, the original structure develops around a massaria tower dating back to the 17th century. The main building, spread over two levels, features a central courtyard...
- Year 2025
- Work finished in 2025
- Status Completed works
- Type Country houses/cottages / Interior design




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