Appartamento San Sebastiano | deamicisarchitetti

Milan / Italy / 2024

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The project draws inspiration from the concept of the Wunderkammer, the German term for “cabinet of curiosities” or “chamber of art.” Historically, these rooms were spaces where objects of different styles, eras, or functions coexisted, creating layered and complex environments.


The intervention concerns a late-19th-century corner apartment in which the new interior layout follows a deliberately fluid distribution logic. The traditional articulation of separate rooms gives way to a continuous sequence of interconnected areas and sub-areas, arranged along a circular path and free of rigid hierarchies or abrupt transitions. Visual permeability—achieved through the introduction of strategic slits, cuts, and openings—not only enhances functional flexibility but also produces a more dynamic and porous spatial quality, capable of adapting to the various modes of contemporary living.


Within this fluid system, the conversation area becomes a hinge between the home’s spaces: a place of pause that connects environments and encourages a more horizontal, intimate relationship among the people who inhabit them. A distinctive feature of this zone is a custom-made structure integrating sofa, bookcase, and ramp. Its inclined surface features an inlay inspired by the star motif of the apartment’s original cement tiles.


Spatially, each area is uniquely connected to a specific type of light and exposure; linguistically, the project introduces the dimension of “time” through the preservation of


existing wall decorations and portions of original flooring, the rediscovery of materials and


The kitchen—heart of domestic life—echoes the functional tripartition of 1930s kitchens, organized into operational, convivial, and storage zones. This concept is reinterpreted through three distinct yet continuously interacting elements: a central steel island with brass accents; a glass-and-wood cabinet recalling the typology of the open pantry; and a compact technical block in wood and marble housing operational functions. The range hood, beyond its technical role, becomes an octagonal luminous sculpture, serving as a visual and symbolic fulcrum that structures and illuminates the entire room. The high artisanal quality of the marble workmanship appears again in the bathrooms.


The guest bathroom, featuring a Carrara marble washbasin reminiscent of a holy-water font, naturally takes on an intimate, almost meditative atmosphere. In place of the usual mirror, a painting has been installed, creating an unexpected moment of suspension. The master bathroom, by contrast, is defined by a large window and the restrained use of Carrara marble—selected directly in the quarry—for the washbasin, floor, shower enclosure, and furnishings. The custom-designed washbasin, shower, and flooring are conceived in continuity with the geometries and alignments of the architectural envelope.


Many of the vintage objects and artworks were acquired by the residents from Spazio RT, the Milan gallery of Antonio and Jacopo Tabarelli. Notable pieces include the large sculpture of Saint Sebastian at the entrance—placed in a niche created using a purpose-designed template and formwork—an angel in wood positioned on one of the consoles, and a portrait of Lucrezia Romana in the bedroom. The art collection displayed on the walls is continuously expanding, ranging from contemporary photography to works by Old Masters.


 


[IT]


Il progetto trae ispirazione dal concetto di Wunderkammer, termine tedesco che significa “camera delle meraviglie” o “camera dell’arte”. In passato, queste stanze erano luoghi in cui oggetti diversi, per stile, epoca o funzione, convivevano creando un ambiente stratificato e complesso. L’intervento riguarda un appartamento d’angolo della fine dell’Ottocento, in cui il nuovo assetto interno si struttura secondo una logica distributiva volutamente fluida. La tradizionale articolazione per stanze lascia spazio a una sequenza continua di aree e sotto aree interconnesse, articolate lungo un percorso circolare, prive di gerarchie rigide e di passaggi netti. La permeabilità visiva, ottenuta anche grazie all’inserimento di fessure, tagli e aperture strategiche, favorisce non solo una maggiore flessibilità d’uso, ma anche una qualità spaziale più dinamica e porosa, capace di adattarsi alle diverse modalità dell’abitare contemporaneo. In questo sistema fluido, la zona conversazione diventa una cerniera tra gli spazi della casa: un luogo di sosta che mette in comunicazione gli ambienti e invita a una relazione più orizzontale e raccolta tra le persone che li abitano. Elemento distintivo di quest’area è una struttura su misura che integra divano, libreria e rampa. La superficie inclinata che la caratterizza presenta un intarsio ispirato al motivo a stella delle cementine originali a pavimento. Sul piano della spazialità, ogni ambiente si lega in modo univoco a uno specifico tipo di luce e di affaccio; sul piano linguistico, il progetto introduce la componente del “tempo” attraverso il mantenimento delle decorazioni murali e di porzioni di pavimento preesistenti, la riscoperta di materiali e trame strutturali precedentemente celate, come il soffitto in cemento armato con disegno geometrico dell’area centrale, e la sovrascrittura dei molteplici nuovi interventi di dettaglio. Questi ultimi sono stati realizzati tramite una progettazione integrata che ha fuso la definizione dell’involucro murario con la realizzazione di arredi su misura, creando un unico fatto architettonico. La cucina, centro della vita domestica, riprende idealmente la tripartizione funzionale delle cucine degli anni Trenta suddivise tra zona operativa, area conviviale e spazio contenitivo, reinterpretandola attraverso tre elementi distinti ma in costante dialogo: un’isola centrale in acciaio e dettagli in ottone, una vetrinetta in vetro e legno che richiama la tipologia della madia aperta, e un blocco tecnico compatto in legno e marmo che integra le funzioni operative. La cappa, oltre al suo ruolo tecnico, si trasforma in una scultura luminosa dalla forma ottagonale, diventando fulcro visivo e simbolico che struttura e illumina l’intero ambiente. L’alta qualità artigianale delle lavorazioni in marmo si ritrova anche nei bagni. Il bagno ospiti, con il lavabo in marmo bianco di Carrara che richiama la forma di un’acquasantiera, assume naturalmente un’atmosfera raccolta, quasi meditativa. Al posto del consueto specchio è stato inserito un quadro, creando un inaspettato momento di sospensione. Il bagno padronale, invece, è definito dalla presenza di una grande finestra e dall’uso calibrato del marmo di Carrara, selezionato direttamente in cava, per lavabo, pavimento, vano doccia ed elementi di arredo. Lavabo, doccia e pavimento, tutti realizzati su misura, sono progettati in continuità con le geometrie e gli allineamenti dell’involucro architettonico. Molti degli oggetti vintage e delle opere d’arte sono stati acquistati dai residenti presso Spazio RT, la galleria milanese di Antonio e Jacopo Tabarelli. Tra le opere si segnalano la grande scultura di San Sebastiano all’ingresso, posizionata in una nicchia realizzata attraverso una dima e un cassero appositamente progettati, un angelo in legno su una delle console e un ritratto di Lucrezia Romana nella camera da letto. La collezione d’arte sulle pareti è in continua crescita, spaziando dalla fotografia contemporanea a opere dei Maestri Antichi.


 


Lead Architects: Giacomo De Amicis, Luigi Lorenzi


Photography: Alberto Strada

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    Project details
    • Year 2024
    • Work finished in 2024
    • Status Completed works
    • Type Interior design / Residential renovation
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