Polpo | b-arch
Il bar trattoria dal sapore di mare di Viviana Varese Milan / Italy / 2023
Nel cuore di Milano, Polpo nasce come un progetto di architettura d’interni che interpreta il ristorante come spazio di prossimità e relazione. Una dichiarazione di sincerità: un bar–trattoria vivace e allegro, dove il pesce è protagonista ma l’atmosfera è quella delle estati italiane più autentiche. È un luogo in cui si torna perché ci si sta bene. Un posto dal sapore sincero, luminoso, diretto: proprio come il mare che lo ispira.
Il nuovo progetto firmato da Viviana Varese e Ritu Dalmia interpreta la cucina di mare attraverso un linguaggio immediato, fresco e popolare, costruendo un luogo di ritrovo in cui la qualità viene prima di tutto — senza formalismi, senza barriere, senza distanze. L’obiettivo non è costruire un luogo iconico, ma un ambiente capace di entrare nella quotidianità del quartiere: uno spazio familiare, riconoscibile, in cui l’accoglienza è affidata prima di tutto alla composizione degli interni, ai materiali e alla qualità dell’atmosfera.
Il concept degli interni nasce dal desiderio di evocare un immaginario collettivo: quello delle vacanze al mare con i nonni, del fritto appena scolato, dei pranzi rumorosi con tovaglie colorate, dei pomeriggi assolati che odorano di sale. Per questo, la proiezione di fotografie selezionate crea un gusto amarcord, una memoria luminosa che accompagna il gesto del mangiare e restituisce al presente il sapore di un’Italia semplice e felice.
L’identità dello spazio si costruisce sul dialogo tra tradizione marinaresca e contemporaneità urbana. I colori sono saturi e solari, in equilibrio tra tonalità mediterranee e cromie più decise, capaci di restituire energia e movimento. Pavimenti materici, pareti pigmentate, dettagli grafici fanno emergere un’estetica essenziale ma giocosa, dove nulla è finto e tutto parla di immediatezza.
La cucina, parzialmente a vista, si affaccia sulla sala creando una continuità visiva e funzionale tra preparazione e consumo. Il rapporto tra i due ambienti è enfatizzato da una scelta cromatica netta: il verde citrino della cucina emerge sul blu profondo della sala, distinguendo le funzioni senza separarle, e costruendo una tensione visiva che rafforza la relazione tra gli spazi.
Il bar, fulcro del locale, riprende la logica delle vecchie trattorie di porto: banco robusto, luci calde, sgabelli che invitano alla sosta veloce o al bicchiere condiviso. La sua matericità è pensata per essere vissuta e segnata nel tempo, diventando parte del racconto quotidiano del locale. Non è un elemento scenografico, ma una presenza solida e funzionale, attorno alla quale si organizza il movimento e la socialità.
Attorno, i tavoli si distribuiscono in un ritmo fitto e conviviale, costruendo un ambiente democratico, inclusivo, vivo.
Gli arredi seguono un linguaggio semplice, pratico, diretto: sedute in legno e metallo, tinte vivide, materiali resistenti che interpretano la tradizione senza scivolare nella nostalgia. Ogni dettaglio partecipa all’idea di un luogo che non vuole imitare le osterie di mare, ma assorbirne lo spirito per restituirlo in chiave contemporanea. Le scaffalature in legno degli anni Sessanta, recuperate e reinterpretate, introducono una dimensione domestica e affettiva, mentre le librerie in ferro grezzo, dal colore quasi nero, portano un segno contemporaneo più deciso. Il dialogo tra questi elementi genera un equilibrio tra memoria e presente, evitando qualsiasi lettura nostalgica. Il legno scuro, in contrasto con il bluette delle pareti, diventa un filo conduttore che attraversa il locale e si estende anche agli ambienti di servizio.
Anche gli spazi più intimi, come i bagni, partecipano alla definizione dell’identità complessiva. Qui, gli arredi riprendono le stesse essenze e cromie della sala, mentre gli specchi ToiletPaper x Seletti introducono una nota ironica e colta, in continuità con il linguaggio del progetto: un gioco sottile tra patrimonio iconografico italiano e cultura visiva contemporanea.
Le proiezioni di immagini storiche e le grafiche dedicate diventano parte dell’atmosfera, contribuendo a costruire un immaginario condiviso che rafforza il carattere accogliente e informale dello spazio.
Nel suo insieme, Polpo si configura come un interno misurato e coerente, in cui ogni scelta — dalla distribuzione alla palette cromatica, dai materiali agli arredi — concorre a creare un ambiente leggibile, vissuto e durevole. Un progetto che mette al centro l’esperienza spaziale, restituendo l’idea di un luogo in cui tornare, perché l’architettura, prima ancora del cibo, riesce a far sentire a casa. Polpo non è solo un ristorante: è un ritrovo di quartiere, una micro-comunità in cui la cucina diventa gesto quotidiano di ospitalità. L’ambiente racconta un’Italia popolare e spontanea, filtrata attraverso lo sguardo di due chef che hanno fatto della qualità e dell’inclusione il cuore della propria filosofia. Qui l’esperienza non è dettata dalla forma, ma dal contenuto: profumi, ricordi, relazioni.
Nel cuore di Milano, Polpo nasce come un progetto di architettura d’interni che interpreta il ristorante come spazio di prossimità e relazione. Una dichiarazione di sincerità: un bar–trattoria vivace e allegro, dove il pesce è protagonista ma l’atmosfera è quella delle estati italiane più autentiche. È un luogo in cui si torna perché ci si sta bene. Un posto dal sapore sincero, luminoso, diretto: proprio come il mare che lo...
- Year 2023
- Work started in 2023
- Work finished in 2023
- Client Polpo
- Status Completed works
- Type Bars, Cafes, tea houses / Restaurants / Interior design / Interior design / Recovery of industrial buildings



comment