LA CASA "CESSOCENTRICA" | bernardo re

Ristrutturazione di appartamento - Casa-studio dell'architetto FORMIA / Italy / 2025

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“CASA CESSOCENTRICA”


(definizione appropriata appioppata all’opera da un amico e collega)


Due parole di accompagno


OGNI OCCASIONE PER CREARE QUALCOSA DI NUOVO VA SFRUTTATA A PIENO NEL PICCOLO E NEL GRANDE


 Questo progetto è nato quando Barbara ed io abbiamo deciso di sposarci… senza soldi, con pochi lavori di cui alcuni mal pagati, ed un appartamento sito in un complesso del ’76 con tutti i difetti di vetustà, d’uso e di nascita, tipici di complessi nati con le lottizzazioni private di quegli anni.


 Volevamo una casa NOSTRA, ma economica e …. anche dei bambini.


Decidemmo quindi di buttare giù tutti i tramezzi in forati, demolire pavimenti in piastrelle e massetto, rimuovere le porte in plastica e ricostruire con un criterio nuovo.


 Ricordavo come da bambino i miei fratelli ed io soffrivamo il fatto che il corridoio cominciasse dalla porta d’ingresso e finisse con la porta della camera dei genitori, il che andava benissimo per le partite di calcio improvvisate con una pallina da tennis ma non andava bene per girare scappando senza essere presi o far girare le macchinine in un percorso senza fine. Ci voleva un anello: una strada che percorresse tutti i vani senza finire mai dove girare in triciclo, correre senza sosta e sfuggire a liscia e bussa tipici e necessari.


Ma non solo, doveva essere anche calda e sicura con riscaldamento radiante a pavimento e vie di fuga antincendio.


 Inoltre una famiglia con bambini in età scolare la mattina deve poter usare i servizi senza dare fastidio e far perdere tempo agli altri; quindi l’idea: unire entrami i sevizi dei due bagni originari e, senza perderne neanche uno, fare in modo che tutti potessero essere usati contemporaneamente dal maggior numero possibile di componenti familiari. E così, dopo alcuni tentativi, è nata la soluzione progettuale proposta e realizzata visibile nelle immagini e al centro un macro ambiente composto da:


-          Un ambiente lavandino e lavapanni in cui due persone potessero contemporaneamente lavarsi il viso;


-          Un ambiente doccia;


-          Un ambiente water e bidet;


-          Un ambiente solo water;


-          Un ambiente vasca e doccia;


-          Un ambiente lavatrice, collegato alla cucina, da cui accedere anche agli ambienti vasca, water uno e water due;


ogni ambiente separabile dall’altro o dagli altri tramite tenda; tutto il nucleo servizi così come configuratosi e realizzato è separato dal resto: oggi, con quattro porte che vengono usate solo in presenza di ospiti che hanno difficoltà ad usare i servizi solo con le tende, ieri, solo con le tende. In realtà il progetto è nato col preciso scopo di non far uso di porte ma solo di tende, poi ci siamo resi conto che qualche amico-ca era in seria difficoltà.


La particolare forma dei servizi, infatti, è venuta fuori proprio dalla necessità di evitare l’introspezione durante l’uso ed utilizzando solo tendine di basso costo regalateci e cucite da mia madre; stessa logica per i vani credenza e sotto lavello che per molti anni sono stati chiusi solo da tendine rosa; così pure i vani armadio nelle due camere da letto.


Ci eravamo proposti, col tempo e col portafogli non vuoto di integrare piano piano tutte le necessità.


Pochi clienti, di cui alcuni morosi, non ci hanno consentito di realizzare la cosa e così quella casa nata povera, tale è rimasta e, durante i tempi di buco o di vacanza, piano piano, nel corso degli anni ho disegnato e realizzato in autocostruzione i mobili, le porte e tutto il necessario per integrare il mancante e renderlo accettabile anche ad estranei poco disinvolti ma anche timidi; ad oggi rimangono da farsi tre porte, e tutti gli sportelli degli armadi a muro ancora chiusi dalle tende cucite da mia madre: sono ancora lì in ottimo stato dopo 27 anni.


Tutte le parti realizzate, ad eccezione dei piani tavolo, credenza, lavello e piano cottura che sono stati eseguiti da un bravo falegname formiano con gli avanzi del parquet del pavimento incollati su doppio strato di multistrato marino, tutte le altre parti in legno, porte, armadio studio, cappa, cassetti, mobile sotto lavello eccetera, rappresentati e fotografati sono stati eseguiti dal sottoscritto in multistrato facendo uso di semplici e piccoli utensili… materiale povero per una casa povera. Ho cercato, nell’esecuzione e nella progettazione di non sprecare niente per quanto possibile cercando di riciclare sempre.


Le pareti sono in calcestruzzo areato tagliato in blocchetti e disposto a facciavista in modo da risparmiare intonaci e pitturazioni, il pavimento è in listoni di iroko a formare il percorso all’ingiro ed a individuare ile specchiature in cui posizionare gli arredi, come si deduce dalla pianta; tali specchiature del pavimento sono state riempite con getto di malta pigmentata lisciata a mano con la cazzuola; la malta doveva essere integrata con un additivo antiritiro ma l’impresa, poco attenta alla differenza sostanziale, l’ha sostituito con un espansivo, il risultato, visibile dal confronto delle immagini nel tempo, è stato il progressivo rigonfiamento dei settori in malta verso l’alto, oggi, e da tempo, causa di inciampo. Ci sono stati anche errori di pigmentazione del verde, in due punti più acceso del previsto, che ho preferito non far togliere per evitare inutili rivendicazioni, ma anche per segnare la storia dell’opera; anche la posa delle pareti non si è rivelata così precisa come doveva essere ma ho lasciato correre: i fili verticali dei vani di passaggio non sono spesso a piombo, nonostante tutto l’effetto globale era sufficiente a garantire l’immagine voluta: le pareti in gasbeton di fatto individuano un esterno virato da cui si accede al giardino rappresentato nei luoghi dei vani. Tutte connotazione simboliche necessarie a dar logica al tutto e a dare continuità e episodicità al contempo. In natura non esiste un fiore o un filo d’erba uguale all’altro; mai visti due alberi di olivo uguali. Noi facciamo tutto troppo uguali imitando le due gambe dei pantaloni.


Il pavimento posa sopra un massetto che copre l’impianto di riscaldamento radiante, Particolarmente complessa è stata la progettazione e la posa dell’impianto idraulico perfettamente riuscito, grazie ad un ottimo artigiano del luogo, cercando di evitare gli effetti di sifonamento, ho fatto prevedere dei tubi di connessione superiore per lo sfiato della pressione da un tubo all’altro; direi con pieno successo.


Il tutto per risparmiare quanto più possibile sui costi di gestione.


Una cosa ho avuto modo di verificare: gli odori, anche quando non c’erano le porte ma solo le tende non hanno mai invaso la zona cucina pranzo; la fortuna aiuta gli audaci.


Ora, nell’attesa di potermi dedicare a quello che ancora manca, saluto tutti coloro che, interessati, hanno scorso immagini e relazione; a loro rivolgo un grazie facendo notare che ogni elemento è progettato differenziandosi dagli altri poiché differenti sono i punti di connessione con le parti adiacenti in forma e materiale allo scopo di far correre lo sguardo sulle parti come il triciclo del bambino che gioca in casa ridendo con i fratellini e fantasticando così di percorrere un bel giardino.


Buon Natale.


Un caro saluto,


Formia, 22-12-2025                  


Bernardo Re architetto

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    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 1997
    • Work finished in 2025
    • Client TATTA ALDO
    • Status Completed works
    • Type Apartments / Interior design / Interior design / Furniture design / Product design / self-production design
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