Kinder Rain | AACM | Atelier Architettura Chinello Morandi
Piove di Sacco / Italy / 2025
Un asilo primordiale, modellato nello spirito del luogo e sulle emozioni dell’infante. Uno spazio protetto, sicuro ed immaginifico al contempo. Un piccolo villaggio, insieme astratto di volumi piramidali uniti da corti. Una scuola vermiglia, calda ed accogliente, che si staglia tra gli alberi, immersa nel verde.
Kinder Rain sorge dalla memoria del territorio reinterpretando l’archetipo del Casone Veneto, dimora vernacolare di contadini e pescatori, dalle spiccate coperture in paglia. La forma individua tre aule, che emergono come eccezioni volumetriche in un continuum materico di scandole di terracotta, a recuperare la secolare tradizione costruttiva del laterizio e del coppo. A basamento, una morbida panca in calcestruzzo pigmentato addolcisce l’architettura, definendo una soglia giocosa tra spazio ludico e didattico, tra esterno ed interno.
Il volume, apparentemente compatto, cela in realtà un gioco di pieni e vuoti, dove ogni aula si “specchia” all’esterno, estendendosi in patii di didattica outdoor, protetti ed incorniciati dal cortile circostante. Come edifici attorno ad una piazza, le aule si affacciano poi anche all’interno, dialogando tra loro attraverso l’agorà centrale, spazio condiviso di gioco e didattica informale. Qui lo sguardo si perde verso il giardino, traguarda aule e patii, tracciando una costante interazione tra gli ambienti. Lo sguardo cerca infine il cielo, espandendosi verso il camino di luce zenitale. Il sole scandisce il passare del tempo, come meridiana, lambendo radente la scabrosità della fibra di legno a soffitto, eco materica e silenziosa ai tetti in paglia dei Casoni.
La scuola si presenta così come paesaggio costruito, sintesi tra memoria e invenzione, tra archetipi rurali e pedagogia contemporanea. Un immaginifico villaggio, radicato nel territorio e capace di accendere la fantasia dei suoi più piccoli abitanti.
Kinder Rain è il risultato di un percorso progettuale complesso, nato dalla vittoria di un concorso in due fasi selezionato da una commissione incaricata della gestione dei fondi PNRR e sviluppato attraverso il confronto continuo con un’amministrazione pubblica. Fin dalle prime fasi, il progetto si è confrontato con la natura concreta del processo costruttivo, diventando esito di una negoziazione costante tra visione architettonica, vincoli economici e responsabilità pubblica.
Tra i primi temi emersi nel dialogo con la committenza vi è stata la preoccupazione legata ai costi e alla gestione dei camini di luce zenitale. Inizialmente percepiti come elementi critici e persino sacrificabili, sono stati oggetto di revisione fino all’ipotesi della loro eliminazione. Solo attraverso un approfondimento progettuale e tecnico è emerso il loro ruolo essenziale: dispositivi spaziali e percettivi capaci di strutturare la qualità dell’esperienza interna, trasformando la scuola da semplice organismo distributivo a spazio atmosferico e pedagogico. La loro presenza è ciò che consente al progetto di prendere pienamente forma, rendendo tangibile la relazione tra territorio, comunità, pedagogia e spazialità.
I cinque tetti richiamanti la forma del casone originariamente previsti in fase di concorso sono stati rielaborati fino a diventare tre, uno per ciascuna aula. Questa riduzione non è stata una semplificazione formale, ma un atto di chiarificazione tipologica e spaziale, che ha rafforzato il rapporto tra ogni volume e la propria autonomia didattica, rendendo ancora più leggibile la struttura del progetto e il suo carattere educativo.
Un ulteriore momento di trasformazione ha riguardato il passaggio materico dalla fase di concorso alla fase esecutiva. Il progetto prevedeva inizialmente un rivestimento in legno, successivamente messo in discussione per ragioni di durabilità, con l’ipotesi di una sostituzione in lamiera metallica, più economica e durevole, che avrebbe però compromesso profondamente la qualità architettonica dell’edificio. Il processo progettuale si è quindi configurato come un continuo lavoro di mediazione tra sostenibilità economica e identità del progetto. L’esito di questo confronto ha portato alla definizione di un accordo virtuoso con un produttore locale di laterizio, che ha consentito l’impiego di un materiale ceramico di facciata resistente e capace di sviluppare nel tempo una patina naturale, rafforzando il legame con la tradizione costruttiva del territorio e restituendo all’edificio una forte identità materica.
Fondamentale, all’interno di questo processo, è stata la gestione del cantiere come sistema complesso e interdipendente, sviluppata in stretta collaborazione con l’impresa esecutrice e con tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera. Il progetto ha richiesto un controllo continuo delle fasi operative e delle loro interrelazioni, dove ogni scelta progettuale aveva ricadute dirette sull’intero processo costruttivo. In questo equilibrio delicato, la gestione delle lavorazioni e in particolare del sistema di ponteggi ha assunto un ruolo strategico, non solo in termini di sicurezza ma come infrastruttura temporanea di coordinamento dell’intero cantiere. Ogni interferenza o rallentamento avrebbe generato effetti a catena sull’intero sistema produttivo, fino al rischio di bloccare il processo stesso.
Il progetto si è così rivelato un insieme di ingranaggi interdipendenti, in cui progettisti, impresa, fornitori e maestranze hanno operato come parti di un unico organismo coordinato, dove la qualità del risultato finale è dipesa dalla precisione delle relazioni e dalla capacità di mantenere attivo e sincronizzato l’intero processo.
Un asilo primordiale, modellato nello spirito del luogo e sulle emozioni dell’infante. Uno spazio protetto, sicuro ed immaginifico al contempo. Un piccolo villaggio, insieme astratto di volumi piramidali uniti da corti. Una scuola vermiglia, calda ed accogliente, che si staglia tra gli alberi, immersa nel verde. Kinder Rain sorge dalla memoria del territorio reinterpretando l’archetipo del Casone Veneto, dimora vernacolare di contadini e pescatori, dalle spiccate coperture in...
- Year 2025
- Work started in 2024
- Work finished in 2025
- Status Completed works
- Type Kindergartens / Schools/Institutes



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