Balenciaga The Plant | MetroOffice
Nuova sede produttiva a Cerreto Guidi (FI) Cerreto Guidi / Italy / 2025
Il progetto per il nuovo polo produttivo Balenciaga The Plant nasce come un intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione di un complesso industriale dismesso nel cuore di Cerreto Guidi, in Toscana. L’obiettivo è stato quello di restituire vita e funzione ad un luogo fortemente radicato nel tessuto urbano e nella memoria collettiva della comunità, trasformandolo in un moderno centro di produzione e formazione per la pelletteria di alta qualità. Il risultato è un intervento che unisce sostenibilità, recupero architettonico e innovazione tecnologica, nel pieno rispetto della memoria storica del sito.
La storia dell’edificio, insieme alla sua forte risonanza locale, ha reso impegnativo e delicato, nonché stimolante, l’approccio progettuale.
L’intero complesso si compone di tre edifici, denominati Training center, Bridge e Main Plant, realizzati in fasi successive tra gli anni Sessanta e Ottanta. Il Training center, tra i tre edifici quello posto più a sud, ha rappresentato la prima fase del processo di riqualificazione. La scelta di partire da questo blocco rispondeva a una strategia precisa da parte dell’azienda: dare inizio a un primo trasferimento operativo a Cerreto Guidi, con l’obiettivo di avviare per la prima volta in Italia una produzione diretta e interna, accompagnata da un programma di formazione dei dipendenti. L’edificio, un open space produttivo, dotato di area taglio e uffici, è nato fin da subito con una funzione transitoria, pensata per garantire operatività e continuità durante la successiva e più ampia ristrutturazione del Main Plant, avviata a partire dal 2022.
Il Main Plant è oggi il cuore dell’intero complesso produttivo, mentre il Bridge - il corpo di fabbrica sospeso che connette funzionalmente gli altri due - è stato interamente ripensato per ospitare la nuova mensa aziendale e la cucina annessa.
Il Main Plant si sviluppa su più livelli: il piano seminterrato mantiene la sua originaria destinazione a parcheggio coperto; il primo livello, rappresenta invece l’ingresso principale all’intero complesso, uno spazio ampio, luminoso e accogliente, dove trovano posto reception, uffici con auditorium, magazzino, spogliatoi e area taglio; il secondo livello invece è dedicato interamente alla produzione, concepito come un grande open space libero da pilastri interni, che consente la massima libertà di configurazione.
I livelli terzo, quarto e quinto definiscono l’organizzazione verticale ed il sistema di copertura: il terzo livello ospita una lobby vetrata, che conduce all’area relax, e che connette le aree produttive del Main Building, sia con il giardino esterno che con il Training center; i livelli quarto e quinto fungono da doppio solaio di copertura, quello inferiore adibito a terrazze tecniche per gli impianti e quello superiore - l’effettiva copertura - volto ad ospitare le strutture di supporto per i pannelli solari.
Un aspetto interessante di questa organizzazione multilivello è che la verticalità dell’edificio non è immediatamente percepibile dal fronte strada, dove la struttura si presenta con un unico livello fuori terra, in sintonia con la scala del contesto urbano. È solo dal piazzale sul lato ovest, già parte dell’area di pertinenza dell’edificio, che si coglie appieno lo sviluppo in altezza del Main Plant. Da questa posizione, l’articolazione dei vari livelli, le terrazze sovrapposte e la scansione della doppia copertura emergono in tutta la loro complessità, svelando un’architettura che si adatta al paesaggio, si nasconde nella sua essenzialità verso la strada, ma si lascia leggere con chiarezza dal retro, in rapporto diretto con il territorio e la sua morfologia.
Dall’esterno, l’intervento di ristrutturazione del Main Plant si rende immediatamente leggibile grazie alla nuova copertura, o meglio, alla nuova doppia copertura. Questo elemento distintivo, chiaramente percepibile, non è solo una soluzione tecnica, ma una dichiarazione architettonica che ridefinisce l’immagine complessiva del complesso. L’edificio esistente già mostrava una struttura in cemento armato di grande rigore e carattere, composta da pilastri e travi differenziati per ogni livello, con andamenti e svasature differenti, capaci di costruire un ritmo plastico visibilmente immediato. L’elemento strutturale dirompente resta però rappresentato dai filari di pilastri a “V” disposti sui prospetti est e ovest, scanditi da ampie superfici vetrate. Questi pilastri, autentico simbolo dell’identità del complesso, sono stati oggetto di un attento lavoro di restauro e valorizzazione: non solo sono stati preservati nella loro forma e posizione originaria, ma sono diventati elemento fondante della nuova narrazione architettonica. Il loro disegno, potente e riconoscibile, dialoga oggi con la leggerezza della nuova pelle in vetro e con il ritmo delle lamelle, esprimendo una continuità tra memoria industriale e innovazione.
In tutto il complesso, la struttura in cemento armato a vista – vero elemento identitario dell’intero complesso – è stato oggetto di un intervento di ripristino accurato, condotto secondo criteri tecnici rigorosi ma con una sensibilità rivolta all’estetica e alla materia. Il progetto ha scelto non di coprire, ma di mostrare e enfatizzare la struttura originaria, ritenendola un valore architettonico degno di nota, testimonianza di un periodo e di una cultura costruttiva che oggi viene reinterpretata con rispetto e consapevolezza.
La copertura originaria dell’edificio prevedeva due falde molto inclinate, che si traducevano in un notevole ingombro in altezza. Questa configurazione alterava le proporzioni dei prospetti e interferiva visivamente con lo skyline del paesaggio collinare circostante, fatto di linee morbide e continue. La nuova copertura – pur articolandosi su due solai sovrapposti – risulta discreta e rispettosa del contesto: sembra sospesa sui filari di ulivi, lasciando che l’architettura si ponga in dialogo con il territorio anziché sovrastarlo.
Ciò che rimane come segno percettivo forte è la marcata orizzontalità dei nuovi solai, che oggi agiscono come linee di lettura sui prospetti, quasi a scandire i livelli e dare ritmo all’insieme. Sul lato ovest, affacciato sulla vallata e non visibile dalla viabilità pubblica, questa orizzontalità si fa ancora più evidente grazie alla presenza delle due grandi terrazze esterne coperte, collocate al primo e al secondo piano. In questo caso, il segno orizzontale diventa una fascia leggera e continua, valorizzata dall’uso di parapetti in vetro trasparente, che si dissolvono visivamente lasciando emergere solo il disegno nitido del solaio. Un gesto architettonico semplice, ma capace di definire il paesaggio costruito con misura ed eleganza.
Quello che si sviluppa tra il quarto ed il quinto livello è un sistema tecnologicamente avanzato e rappresenta una delle componenti più articolate del progetto: la struttura che separa le due coperture è costituita da coppie di travi reticolari, disposte in modo da collegare i supporti a “V” del lato est ai tripodi presenti sul lato ovest. Questa maglia strutturale, oltre a sostenere i due solai sovrapposti, costituisce lo scheletro di una copertura tecnica attiva, in cui ogni elemento è pensato per contribuire alla qualità spaziale e ambientale del piano produzione.
Entrambi i solai sono infatti caratterizzati da una serie di forature intenzionalmente disassate tra loro, una scelta progettuale precisa che consente alla luce naturale di raggiungere il piano produzione senza causare abbagliamenti o eccessi di luce diretta. Le asole presenti nella copertura inferiore (quarto livello) sono protette in corrispondenza della copertura superiore (quinto livello), in modo da filtrare la luce dall’alto, incanalarla e diffonderla in maniera controllata. Questi vuoti sono racchiusi da pareti in policarbonato, un materiale scelto per la sua capacità di modulare la luce in modo morbido e uniforme, creando un’illuminazione ambientale omogenea e priva di contrasti. Le pareti sono apribili a vasistas sui lati nord e sud, per favorire la ventilazione naturale, mentre restano fisse sui lati est e ovest. In questo modo, oltre a garantire un apporto costante di luce, l’intero sistema agisce anche come superficie aero-illuminante, incrementando la qualità ambientale degli spazi produttivi sottostanti.
La copertura inferiore ospita inoltre due terrazze tecniche, progettate per accogliere le macchine degli impianti meccanici e speciali, schermate anch’esse da chiusure verticali in policarbonato, che ne celano la presenza e ne integrano il volume nella geometria complessiva dell’edificio. Il risultato è un sistema di copertura che, pur estremamente articolato dal punto di vista tecnico, si presenta all’esterno come un segno architettonico orizzontale, continuo e ordinato, coerente con il paesaggio e con l’estetica dell’intero intervento.
Alla base del progetto vi è la volontà di conservare la destinazione originaria migliorandone l’organizzazione, la flessibilità e la qualità degli spazi. L’impianto distributivo generale è stato rispettato e reinterpretato alla luce delle nuove esigenze. Il complesso è stato pensato come un organismo dinamico, capace di adattarsi ai futuri cambiamenti produttivi, mantenendo al contempo una forte coerenza compositiva. Le scelte materiche e cromatiche (cemento a vista, resine grigie, vetro, metallo e alluminio), insieme alle soluzioni tecniche adottate (impianti e pannelli fonoassorbenti lasciati a vista), danno forma a un disegno essenziale, funzionale e di alta qualità, che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso.
Nel suo insieme, il progetto affronta con rispetto e ambizione la complessità di un sito industriale storico. Ne riconosce il valore, restituendo dignità e nuova vita. Rende tangibile un modello di manifattura contemporanea, dove tecnologia, sostenibilità e qualità architettonica si fondono in uno spazio capace di accogliere il lavoro, formare competenze e raccontare una storia mai interrotta, ma che oggi trova una nuova voce.
Il progetto per il nuovo polo produttivo Balenciaga The Plant nasce come un intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione di un complesso industriale dismesso nel cuore di Cerreto Guidi, in Toscana. L’obiettivo è stato quello di restituire vita e funzione ad un luogo fortemente radicato nel tessuto urbano e nella memoria collettiva della comunità, trasformandolo in un moderno centro di produzione e formazione per la pelletteria di alta qualità. Il risultato...
- Year 2025
- Work started in 2022
- Work finished in 2025
- Client Balenciaga Logistica S.r.l.
- Contractor ATI: Costruzioni Cinquegrana S.r.l.; PICHLER projects GmbH / S.r.l.; Pegam S.r.l.
- Status Completed works
- Type Corporate Headquarters / Establishments, Production, production plants / Industrial facilities / Recovery of industrial buildings



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