Casa SC | Vid’A

Menfi / Italy / 2025

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Ci sono edifici che chiedono di essere ascoltati e nei quali il progetto è semplicemente la visione e la riconoscenza di un carattere esistente. Quando si attraversava questo fienile di fine Ottocento nello stato originario tra archi ribassati, pareti scrostate e piccole bucature quadrate che lasciavano filtrare lame di luce era evidente che l’identità del luogo fosse ancora intatta, nonostante l’abbandono. Non c’era bisogno di reinventarlo: bisognava restituirgli dignità.


Il progetto di recupero nasce da questa consapevolezza. La trasformazione da magazzino agricolo a residenza non è stata concepita come una sostituzione di senso, ma come una continuità. Il grande spazio unico del fienile, un tempo dedicato allo stoccaggio e al lavoro, è rimasto il cuore dell’abitare contemporaneo. Le altezze generose non sono state negate, ma esaltate: la copertura lignea è stata recuperata e lasciata a vista.


Le murature portanti, spesse e imperfette, non sono state levigate fino a diventare neutre; al contrario, il progetto ha scelto di preservarne la vibrazione, la grana, le leggere discontinuità. Gli archi esistenti, segni forti, quasi primordiali, continuano a scandire lo spazio, diventando soglie che mettono in relazione gli ambienti senza separarli davvero.


Uno degli elementi più sorprendenti è la parete traforata, un sistema di piccoli fori quadrati che in origine garantiva aerazione al fienile. Oggi quel disegno semplice e ripetuto diventa un dispositivo poetico: la luce entra puntuale, si frantuma sulle superfici chiare, disegna ombre che cambiano durante il giorno. Non è un dettaglio decorativo, ma una memoria funzionale trasformata in qualità spaziale.


Il progetto introduce un cortile interno come fulcro silenzioso della casa. Non si tratta di un gesto spettacolare, ma di una sottrazione misurata: un vuoto che porta aria e luce nel corpo profondo dell’edificio e ristabilisce un rapporto diretto con il cielo. L’albero al centro diventa presenza viva, radice e respiro, mentre le grandi superfici vetrate mettono in comunicazione interno ed esterno senza mai annullare la protezione delle murature storiche.


Gli innesti contemporanei sono dichiarati con chiarezza. La grande vetrata a tutta altezza, con il suo telaio scuro e rigoroso, non imita il passato: si appoggia alle murature esistenti con rispetto, rendendo percepibile l’intero volume originario. La scala in ferro, leggera e lineare, si inserisce come una struttura autonoma; il piccolo volume vetrato sospeso nel cortile appare quasi come un oggetto incastonato nella materia antica. Nulla cerca di confondersi con ciò che c’era, ma tutto dialoga con esso.


Anche la scelta dei materiali segue questa logica di continuità e misura. Intonaci a calce, pavimenti continui in tonalità neutre, legno naturale, ferro brunito. Le superfici non sono state rese perfette; conservano leggere irregolarità, tracce di tempo, segni che ricordano la precedente vita agricola dell’edificio.


La casa che emerge da questo intervento non potrebbe esistere altrove. Non è un contenitore contemporaneo travestito da architettura rurale, né un esercizio di nostalgia. È un luogo in cui la memoria diventa struttura e la contemporaneità si misura con ciò che trova, senza imporre un linguaggio estraneo.


Il fienile non è reinterpretato con discrezione e la sua monumentalità semplice, fatta di archi, luce e legno, è rimasta intatta e fedele alla propria identità; la forza del progetto è stata quella di dimostrare che il vero atto innovativo oggi può essere il rispetto.

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    Project details
    • Year 2025
    • Work finished in 2025
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence / Country houses/cottages
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