Riqualificazione e valorizzazione degli ambulacri meridionali del Colosseo | Stefano Boeri Interiors
Rome / Italy / 2026
Il progetto di valorizzazione degli ambulacri meridionali del Colosseo, sviluppato dallo studio Stefano Boeri Interiors, fondato da Stefano Boeri insieme all’architetto Giorgio Donà, si configura come un intervento di ricomposizione spaziale volto a ristabilire sul lato meridionale il perimetro di riferimento dell’Anfiteatro Flavio e restituendo una nuova leggibilità agli ambulacri meridionali. L’operazione progettuale, successiva alla campagna di indagini archeologiche, ha previsto il ripristino delle quote originarie e della crepidine e la ripavimentazione degli ambulacri meridionali mancanti.
Alla luce delle attività di scavo condotte dal Parco archeologico del Colosseo e con le necessità progettuali emerse, il progetto - che interviene sul fronte meridionale del Colosseo, tra i fornici 60- 76 (lato Valadier) e 1-18 (lato Stern) - prevede in primis il ripristino dell’antica crepidine, ovvero il doppio gradino perimetrale che definisce il basamento e funge da limite architettonico tra il monumento e la piazza (visibile nella sua forma originaria sul lato settentrionale). Per raggiungere questo risultato è stato eseguito un ribassamento controllato delle quote della piazza fino a circa -1 m nei pressi del fornice sud, permettendo l’emersione di due alzate costanti di 19 cm e di una pedata di 38 cm.
Dall’indagine archeologica del Parco archeologico del Colosseo e dallo studio geometrico condotto dallo studio Stefano Boeri Interiors, e grazie ai contributi di ricerche condotte* (Source: Camillo Trevisan, Sullo schema geometrico costruttivo degli anfiteatri romani: gli esempi del Colosseo e dell'Arena di Verona **Jean-Claude Golvin, L'Amphithéâtre romain: essai sur la théorisation e sa forme et de ses fonctions, Boccard, Paris 1988, pp. 284-8), è stato possibile affermare che l’area dello scavo conferma lo studio geometrico del monumento. La sovrapposizione tra il perimetro dello scavo e quello geometrico ha consentito di definire con maggiore precisione il ripristino del perimetro della crepidine. Il lavoro di controllo e ripristino delle quote originarie del monumento, oltre a restituire leggibilità all’impronta dell’Anfiteatro Flavio e al suo basamento geometrico, ha rappresentato anche l’occasione per riconsiderare il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. La ridefinizione altimetrica della piazza ha infatti consentito di analizzare e perfezionare il deflusso delle acque piovane, calibrando pendenze e raccordi in modo coerente con l’impianto del monumento. Ne deriva uno spazio pubblico più ordinato dal punto di vista idraulico e più fruibile per i visitatori, dove la gestione delle acque diventa parte integrante del progetto di suolo.
Il sistema pavimentale degli ambulacri meridionali si struttura attraverso un disegno che interpreta in chiave contemporanea la geometria generatrice dell’Anfiteatro Flavio. La posa delle lastre esplicita la trama radiale che governa l’intero organismo monumentale. La superficie, estesa per circa 3.130 m², è scandita da un casellario a fasce alternate: alle campate regolari, si intervallano fasce di compensazione, soluzione tecnica che assorbe le variazioni geometriche imposte dalla curvatura della crepidine. Le lastre, di morfologia trapezoidale a geometria variabile, sono allineate lungo gli assi ottici dei fornici, orientando lo sguardo verso il monumento. La posa delle lastre in travertino restituisce agli ambulacri l’immagine di spazi unitari e percorribili, dove la trama del suolo diventa strumento per una rilettura critica delle spazialità originarie. In antitesi alla pavimentazione urbana in sanpietrini, l’area degli ambulacri è trattata con Travertino Classico della Cava del Barco, tagliato in falda per assicurare continuità materica e cromatica con le preesistenze originali. Il progetto prevede la marcatura a terra delle strutture scomparse lungo il fronte sud del monumento tramite due tipologie di “impronte” integrate nella pavimentazione: 44 elementi estrusi, alti 40 cm, che consentono la lettura della pianta originaria e fungono da sedute, e 8 elementi a filo pavimento, presso rampe e nodi di percorrenza, riconoscibili grazie a una bocciardatura superficiale che segnala i percorsi senza ostacolare il flusso dei visitatori. Parallelamente, il progetto assicura la piena accessibilità degli spazi attraverso l’inserimento di rampe di accesso collocate alle estremità del percorso e in corrispondenza di quello che, in origine, costituiva l’avancorpo meridionale del monumento. Questo sistema consente di superare i dislivelli generati dal ripristino della quota storica, rendendo l’area percorribile in modo continuo e inclusivo e integrando i dispositivi di accesso nella nuova configurazione dello spazio. L’intervento è stato concepito secondo principi di reversibilità e accessibilità. Le soluzioni adottate permettono infatti di preservare l’integrità, garantendo al tempo stesso la possibilità di rimuovere o modificare le strutture senza compromettere le preesistenze.
Tra i fornici 65 e 71 la pavimentazione si interrompe per lasciare una finestra archeologica che scende fino alla quota +21,32 m.l.s, consentendo la visione delle fondazioni e delle stratificazioni storiche. orizzazione degli ambulacri meridionali del Colosseo razione dei fornici nel fronte meridionale All'interno del settore archeologico esposto, il perimetro dello scavo è delimitato da blocchi in tufo, rifiniti con profili metallici e parapetti in vetro, rendendo l’intervento reversibile.
In epoca antica, ogni fornice — ad eccezione di quelli posti in corrispondenza degli assi maggiore e minore — era contrassegnato da un numero inciso sulla sommità dell'arco, sotto la prima cornice della facciata, per facilitare l'individuazione degli ingressi. Il crollo degli ambulacri sul fronte meridionale ha comportato la perdita definitiva della numerazione antica in quel settore. Per ristabilire la leggibilità storica del monumento, il progetto prevede la riproposizione a terra dei numeri progressivi in corrispondenza di ciascun fornice. La ricostruzione si basa sull’analisi dei prospetti del fronte settentrionale, dove gli elementi originali sono ancora conservati: da questi è stata desunta l'altezza dei caratteri, pari a circa 40 cm. La numerazione sarà incisa su lastre di travertino dedicate, di dimensioni 120x60 cm, posizionate in asse con l’ingresso, garantendo così la continuità del sistema di orientamento originario.
“Progettare lo spazio prospiciente la facciata sud del Colosseo è stata un’esperienza straordinaria, vissuta in stretto contatto con la direzione e i tecnici del Parco Archeologico. Dopo la collaborazione sperimentata nel progetto per il nuovo ingresso alla Domus Aurea, la riforma del piazzale sud dell’anfiteatro Flavio ha finalmente restituito la percezione della dimensione originale del monumento e della sua quota di calpestio, offrendo al contempo al pubblico la possibilità di avvicinarsi alle sue mura e di immaginare il ritmo e la sequenza degli ambulacri e dei fornici oggi perduti. Un progetto rispettoso e insieme utile che completa la ricerca portata avanti con intelligenza e cura dagli archeologhi del Parco archeologico del Colosseo.” afferma l’archietto Stefano Boeri “La campagna di scavo archeologico ha consentito una nuova rilettura della storia dell’Anfiteatro Flavio. La crepidine e la ripavimentazione dell’area di scavo, insieme alle porzioni lasciate a vista, restituiscono al Colosseo la propria quota originaria e ne ricostruiscono l’antico sedime. Attraverso l’astrazione architettonica dei pilastri di sostegno degli ambulacri mancanti, l’intervento rievoca il sistema dei passati accessi agli spazi interni del monumento. Un’azione corale arricchita da una molteplicità di voci, sostenuta dai contributi di archeologi, ricercatori, architetti e partner tecnici. Un progetto che vuole restituire alla città, alla comunità internazionale e ai visitatori una nuova piazza e un punto di vista di prossimità: un modo, del tutto inedito, di interagire con il monumento e la sua storia.” conclude l’architetto Giorgio Donà
Il progetto di valorizzazione degli ambulacri meridionali del Colosseo, sviluppato dallo studio Stefano Boeri Interiors, fondato da Stefano Boeri insieme all’architetto Giorgio Donà, si configura come un intervento di ricomposizione spaziale volto a ristabilire sul lato meridionale il perimetro di riferimento dell’Anfiteatro Flavio e restituendo una nuova leggibilità agli ambulacri meridionali. L’operazione progettuale, successiva alla campagna di indagini...
- Year 2026
- Work finished in 2026
- Status Completed works
- Type Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of Works of Art




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