Pomponazzi | RAAR—Radicioni Architetto
Milan / Italy / 2024
Il progetto nasce con l’intento di restituire coerenza e identità a un alloggio situato in un elegante palazzo degli anni ’30 a Milano. L’elemento caratterizzante erano i pavimenti originali in cementine, nel tempo compromessi da una suddivisione forzata degli spazi, dettata dalla necessità di mettere a reddito l’immobile.
L’idea progettuale trova una sintesi perfetta nella pianta dei “gialli e rossi” (demolizioni e nuove costruzioni): i tramezzi che tagliavano i tappeti di cementine sono stati rimossi, e da lì ha preso forma un principio ordinatore preciso.
La dimensione 20×20 cm della cementina originale è diventata il modulo base di una nuova griglia progettuale, sulla quale sono stati ricalibrati i nuovi ambienti.
L’obiettivo era duplice: restituire centralità alle pavimentazioni decorate e, al tempo stesso, ricostruire un senso di armonia in tutto lo spazio abitativo, attraverso un ritmo silenzioso che informasse l’idea e il disegno.
Potendo puntare su pavimentazioni originali di forte impatto, il progetto si è concentrato sul ripristino di un linguaggio architettonico anni ’30, attraverso una rilettura dell’involucro interno che assume un ruolo attivo: non un semplice sfondo ma la struttura di riferimento per l’inserimento di elementi contemporanei.
Il recupero degli scuri interni e delle gelosie scorrevoli, affiancato a nuovi serramenti in legno realizzati artigianalmente e decorati in opera, ha consentito una continuità materica e cromatica con le superfici murarie – trattate in una tonalità gesso uniforme – eliminando la distinzione visiva tra elementi costruttivi e finitura.
Le porte – anch’esse originali dell’epoca – sono pezzi selezionati all’interno di magazzini edili e reinseriti nel progetto con coerenza stilistica.
L’ingresso si configura come una sorta di quinta teatrale: è qui che i tappeti di cementine dei diversi ambienti si rivelano simultaneamente, rendendo visibile la complessità materica e cromatica dello spazio.
Il progetto prevede una zona giorno unitaria il cui fulcro compositivo è una parete attrezzata che funge da diaframma tra cucina e salotto, ridefinendo i confini funzionali senza interrompere la continuità spaziale.
Le aperture ad arco diventano elementi di misura: esaltano la verticalità degli ambienti, disegnano assi prospettici, allungano le fughe, introducono profondità inattese.
La parete lavora per sottrazione: delimita senza chiudere, organizza le parti contenitive della cucina senza mostrare, diventa presenza silenziosa che sostiene l’intero equilibrio spaziale.
I colori utilizzati – campionati ambiente per ambiente dalle cementine esistenti – rafforzano l’idea che la casa sia un susseguirsi di scatole architettoniche, ciascuna con una propria identità cromatica ma coerente con il tutto.
TEAM: Nicolò Radicioni Angelica Pasteris
Photography: Anna Positano
Il progetto nasce con l’intento di restituire coerenza e identità a un alloggio situato in un elegante palazzo degli anni ’30 a Milano. L’elemento caratterizzante erano i pavimenti originali in cementine, nel tempo compromessi da una suddivisione forzata degli spazi, dettata dalla necessità di mettere a reddito l’immobile. L’idea progettuale trova una sintesi perfetta nella pianta dei “gialli e rossi” (demolizioni e nuove costruzioni): i...
- Year 2024
- Work finished in 2024
- Status Completed works
- Type Apartments / Interior design

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