Museo del Territorio | Politecnica, Building for Humans

Riccione / Italy / 2025

10
10 Love 989 Visits Published

A Riccione l’ex Fornace Piva, storico complesso industriale degli anni Trenta, si prepara a rinascere come Museo del Territorio grazie al progetto di Politecnica Building for Humans, tra le più importanti società italiane di progettazione integrata di architettura, ingegneria e urbanistica. Con il completamento degli interventi di recupero delle mura della ex fornace e della realizzazione della nuova architettura museale al suo interno, l’antico sito produttivo è pronto ad accogliere una nuova funzione come spazio culturale, in attesa della realizzazione degli allestimenti museali che definiranno il percorso espositivo, a cui seguirà l’apertura al pubblico prevista per febbraio 2027.


L’intervento di Politecnica, selezionato tramite gara pubblica indetta dal Comune di Riccione, restituisce alla comunità un luogo simbolo della storia produttiva della città, trasformandolo in una nuova infrastruttura urbana dove il recupero dell’archeologia industriale diventa occasione per generare attività culturali e sociali.


All’interno del perimetro della fornace, il progetto introduce una nuova architettura contemporanea concepita come una struttura leggera e trasparente — una vera e propria “architettura d’aria” — che dialoga con discrezione con le murature storiche, instaurando un equilibrio tra antico e nuovo. “La sfida era intervenire in un luogo di grande identità senza sovrapporsi alla sua storia. Per questo abbiamo scelto di creare un’architettura contemporanea leggera, trasparente e reversibile, capace di confrontarsi con le tracce della fornace senza cancellarle. Il risultato è uno spazio che conserva la memoria industriale del sito, ma la proietta in una nuova dimensione pubblica, culturale e urbana” spiega l’Arch. Alessandro Uras, partner di Politecnica.


“Non abbiamo voluto solo un contenitore di reperti, ma un'istituzione viva, capace di raccontare la nostra identità attraverso un'offerta culturale dinamica e partecipata. L'idea di un museo 'trasparente' riflette la nostra volontà di rendere il patrimonio un bene comune, accessibile e in costante dialogo con la comunità. Con il recupero di questo landmark, arricchito dalla reinterpretazione stilizzata della storica ciminiera, restituiamo a Riccione un punto di riferimento urbano che celebra le proprie radici proiettandole in una dimensione di respiro contemporaneo e internazionale." dichiara la vicesindaca e assessora alla Cultura del comune di Riccione, Sandra Villa


Inserito in un sistema più ampio di verde pubblico e percorsi ciclopedonali e in diretto rapporto con l’edificio scolastico adiacente, il museo si configura inoltre come un elemento chiave nel processo di rigenerazione urbana di questa parte della città, rafforzando la relazione con il paesaggio circostante. Politecnica ha seguito l’intero processo progettuale, dal restauro e messa in sicurezza delle strutture esistenti, al progetto architettonico, fino alla progettazione delle strutture e degli impianti, assumendo anche la direzione dei lavori. Un approccio che mette in campo una competenza consolidata nella progettazione integrata, capace di governare in modo unitario le diverse scale e discipline dell’intervento.


LA RINASCITA DELLA EX FORNACE PIVA Costruita nel 1908 dall’imprenditore milanese Carlo Andrea Piva lungo le sponde del Rio Melo, la fornace rappresentò per decenni uno dei principali motori economici della città. L’impianto era dotato di un forno Hoffmann, tecnologia innovativa per l’epoca che consentiva la produzione continua di laterizi e che rese lo stabilimento una realtà produttiva all’avanguardia nel territorio riccionese. Negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale la fornace raggiunse livelli produttivi molto elevati e proseguì la sua attività anche nel periodo bellico continuando a rappresentare una delle più rilevanti realtà imprenditoriali locali fino alla cessazione definitiva della produzione negli anni Settanta. Nel progetto di recupero, Politecnica ha scelto di preservare e rendere leggibile questa eredità industriale, valorizzando il recinto murario storico della fornace, unica parte superstite dell’antico complesso produttivo. Le murature perimetrali sono state restaurate con un approccio di tipo archeologico: le superfici storiche sono state conservate senza cancellarne le tracce del tempo, come fori, inserti lignei e segni delle lavorazioni, lasciando emergere le stratificazioni materiche delle murature. Questa scelta progettuale rafforza il dialogo con la nuova architettura inserita all’interno, evidenziando il contrasto tra la materia storica e l’intervento contemporaneo. La valorizzazione delle murature storiche è ulteriormente enfatizzata da un sistema illuminotecnico progettato ad hoc e integrato nelle strutture di sostegno, che nelle ore serali illumina l’edificio dall’interno verso l’esterno, restituendo alla città la presenza della fornace come segno riconoscibile.


UNA NUOVA ARCHITETTURA TRA MEMORIA E CONTEMPORANEITÀ


All’interno delle mura storiche, Politecnica ha progettato una nuova architettura contemporanea concepita come una grande teca trasparente. Il volume si inserisce con leggerezza nel recinto della fornace, stabilendo una relazione continua tra interno ed esterno e rendendo chiaramente distinguibile l’intervento contemporaneo rispetto al manufatto originario.


Il progetto si sviluppa su due livelli per una superficie complessiva di circa 1.500 m², all’interno di un’area di intervento più ampia di circa 2.500 m² che comprende gli spazi esterni e le connessioni con il sistema di verde pubblico circostante.


Tra la nuova struttura e le murature perimetrali è stato introdotto un deambulatorio perimetrale, uno spazio di rispetto che consente di osservare da vicino le facciate storiche e amplia le possibilità di percorrenza e relazione tra museo e spazio urbano.


Elemento simbolico dell’intervento è la reinterpretazione della ciminiera dell’ex fornace, crollata nel tempo. Attraverso un segno stilizzato in acciaio, che ripropone collocazione, altezza e proporzioni originarie individuate attraverso la ricerca storica, viene restituito al paesaggio urbano un segno identitario della storia industriale della città. Un progetto illuminotecnico dedicato ne valorizza inoltre la presenza nelle ore notturne, trasformandola in un nuovo landmark urbano.


UN MUSEO APERTO, FLESSIBILE E CONNESSO ALLA CITTÀ


Politecnica ha organizzato il museo come uno spazio culturale flessibile e aperto alla città. Al piano terra troveranno spazio la hall di ingresso a doppia altezza, la reception, la caffetteria, il bookshop, aule per laboratori didattici, depositi museali vetrati e una grande sala conferenze. Il piano superiore ospiterà invece gli spazi espositivi principali, concepiti come ambienti aperti, flessibili e riconfigurabili.


La distribuzione verticale è affidata a una scala principale dal carattere leggero e quasi sospeso, distaccata dal pavimento e dalle pareti per accentuarne la percezione di leggerezza. Retroilluminata e inserita nella grande hall, la scala diventa un elemento architettonico centrale del progetto, contribuendo alla continuità visiva tra i due livelli del museo.


L’intero edificio è stato pensato per ospitare non solo il percorso museale, ma anche attività educative, eventi culturali e iniziative pubbliche, con spazi in grado di funzionare in modo autonomo rispetto al museo.


STRUTTURA E MATERIALI: INNOVAZIONE INGEGNERISTICA AL SERVIZIO DEL PATRIMONIO Il recupero delle facciate della ex fornace ha richiesto un intervento strutturale complesso per consolidare le murature perimetrali, prive di copertura all’avvio del progetto e quindi esposte al rischio di ribaltamento.


Politecnica ha progettato un esoscheletro strutturale in acciaio capace di stabilizzare le pareti perimetrali e di integrarsi con le aperture originarie della fabbrica, evitando interventi invasivi sulla struttura storica e preservandone la leggibilità architettonica.


La nuova architettura è strutturalmente realizzata in acciaio, con solai e copertura in legno lamellare XLAM, soluzione che garantisce elevate prestazioni strutturali e risponde ai criteri ambientali previsti dal progetto. Le ampie superfici vetrate favoriscono l’illuminazione naturale e rafforzano l’idea, sviluppata da Politecnica, di un museo aperto e permeabile al contesto. Materiali e finiture, come cemento e acciaio, mantengono volutamente una dimensione materica e industriale, in continuità con la memoria produttiva del luogo.


Il nuovo edificio è stato realizzato con sistemi costruttivi a secco secondo il principio della reversibilità, fondamentale negli interventi su edifici vincolati. Con questo progetto, Politecnica mette ancora una volta in campo le proprie competenze multidisciplinari per valorizzare il patrimonio storico e trasformarlo in nuovi spazi a servizio delle persone.

10 users love this project
Comments
    comment
    user
    Enlarge image

    A Riccione l’ex Fornace Piva, storico complesso industriale degli anni Trenta, si prepara a rinascere come Museo del Territorio grazie al progetto di Politecnica Building for Humans, tra le più importanti società italiane di progettazione integrata di architettura, ingegneria e urbanistica. Con il completamento degli interventi di recupero delle mura della ex fornace e della realizzazione della nuova architettura museale al suo interno, l’antico sito produttivo...

    Project details
    • Year 2025
    • Work finished in 2025
    • Client Comune di Riccione
    • Status Completed works
    • Type Recovery of industrial buildings / Adaptive reuse
    Archilovers On Instagram
    Lovers 10 users