Nuovo Complesso Parrocchiale Santa Barbara

Licata Ag Licata / Italy / 2026

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Il nuovo complesso parrocchiale Santa Barbara | Licata Ag


1. Processo di progettazione e quadro attuativo


La realizzazione del nuovo Complesso Parrocchiale Santa Barbara è l’esito di un processo articolato e condiviso, fondato su un percorso di ascolto, confronto e progressiva definizione delle esigenze pastorali, liturgiche e comunitarie. La novità del percorso risiede nel superamento di una tradizionale strategia progettuale di tipo top-down, in cui la nuova chiesa viene concepita come un oggetto definito dall’alto e successivamente consegnato alla comunità. Nel caso di Santa Barbara, al contrario, la comunità parrocchiale è stata un soggetto attivo nella definizione dei bisogni, delle priorità e del significato pastorale del nuovo complesso. Il progetto nasce nell’ambito di un iter promosso dall’Arcidiocesi di Agrigento, dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto e dalla Parrocchia Santa Barbara, con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8 per mille. La fase progettuale prende avvio con la redazione del Documento Preliminare alla Progettazione e con un concorso ad inviti in due fasi, preceduto da momenti di partecipazione e confronto con la comunità. La procedura ha coinvolto quindici progettisti invitati, nove proposte valutate e tre progetti finalisti, fino alla selezione della proposta vincitrice elaborata dal gruppo guidato da Francesco Lipari, Lillo Giglia e Giuseppe Conti. Tra il 2016 e il 2017 si svolge l’istruttoria presso gli organismi competenti, conclusa con esito positivo da parte della CEI; nel 2018 viene quindi emesso il decreto di finanziamento e assegnato il contributo economico destinato alla realizzazione dell’opera. 


Il sostegno CEI, pari a 3,7 milioni di euro, costituisce la quota principale del quadro finanziario, integrata dai contributi della Diocesi e della Parrocchia, per un costo complessivo di 4.338.000 euro. La fase esecutiva prende avvio nel 2019, con l’inizio ufficiale dei lavori il 27 maggio, e si conclude nel 2025 con il completamento dell’opera e la consegna del nuovo complesso alla comunità.


2. Inquadramento urbano e ruolo del complesso nel quartiere


Il Complesso si inserisce nel settore occidentale della città di Licata, nel quartiere Oltreponte, in un’area di espansione urbana collegata a via Portalumi, via Incandela e agli assi di collegamento verso le contrade di Mollarella, Pisciotto e Torre di Gaffe. L’intervento nasce in un contesto segnato da una crescita residenziale progressiva e dalla storica carenza di spazi collettivi adeguati alla vita pastorale, liturgica e comunitaria.


Prima della realizzazione, l’area si presentava come un vuoto urbano ai margini del tessuto abitato: uno spazio sterrato, utilizzato in modo informale come parcheggio e privo di una precisa qualificazione pubblica. La costruzione della nuova chiesa assume quindi un valore non soltanto liturgico, ma anche civico e rigenerativo, trasformando una condizione di marginalità in un nuovo polo di centralità per il quartiere. In questa prospettiva, il complesso non deve essere letto come la semplice somma di edifici e funzioni, né come un manufatto isolato destinato esclusivamente al culto. Esso si configura piuttosto come un organismo urbano complesso, in cui la chiesa, il sagrato, le aule per la catechesi, i locali pastorali, la cappella feriale e la casa canonica concorrono alla costruzione di un sistema unitario.


La relazione tra il luogo liturgico e gli spazi annessi diventa così decisiva per comprendere il ruolo dell’intervento nella città: non solo un edificio religioso, ma anche un’architettura pubblica, parte attiva del quartiere e capace di generare relazioni sociali, educative, pastorali e urbane. La nuova polarità contribuisce a definire la forma e la riconoscibilità dell’espansione occidentale di Licata, offrendo un riferimento fisico e simbolico all’interno di un tessuto residenziale privo, fino a quel momento, di una centralità collettiva riconoscibile. In questa strategia, il sagrato assume un ruolo determinante. Non si tratta di un semplice spazio di pertinenza dell’edificio religioso, ma di una vera e propria piazza civica: una soglia aperta tra città e spazio sacro, luogo di accoglienza, di orientamento e di relazione; un filtro e, al tempo stesso, un dispositivo di connessione, capace di mettere in dialogo la chiesa con il quartiere e di restituire allo spazio pubblico una qualità simbolica e comunitaria. Attraverso questa articolazione, il nuovo Complesso Parrocchiale Santa Barbara si configura come un’infrastruttura spirituale e civile per la città contemporanea.


3. Concept architettonico: un campus della fede


Il concept formale nasce dalla volontà di costruire uno spazio sacro contemporaneo in cui spiritualità, uso quotidiano e accoglienza possano convivere. Il complesso interpreta il tema della chiesa come “casa in mezzo alle case”: un’architettura che appartiene al quartiere emerge come segno urbano e, al contempo, si offre come luogo abitabile, attraversabile e condiviso. 


L’aula liturgica, impostata secondo una matrice a croce greca, nasce dallo sviluppo dell’archetipo della “capanna”, assunto quale figura primaria dell’abitare e del raccoglimento. Attraverso un’operazione di raccordo e di modellazione plastica, questa geometria originaria si trasforma in un volume organico e continuo. A completamento, la copertura sinuosa, le pareti fluide e la continuità delle superfici definiscono un’immagine morbida e accogliente, capace di tradurre in forma architettonica l’idea di una comunità in cammino.


In coerenza con le indicazioni della Nota pastorale CEI La progettazione di nuove chiese, l’aula non è concepita come un semplice ambiente assembleare, ma come uno spazio liturgico articolato, in cui risultano chiaramente leggibili le diverse dimensioni della celebrazione: la statio, la funzione assembleare e la processio. L’organizzazione interna rende evidente la sequenza dei poli liturgici — altare, ambone, sede, fonte battesimale e luogo della custodia eucaristica — attraverso una spazialità dinamica, favorita dall’alternanza di pareti concave e convesse. Tale andamento guida il movimento, orienta lo sguardo e accompagna progressivamente il fedele dalla soglia d’ingresso fino al cuore celebrativo dell’aula. L’identità mediterranea e siciliana viene interpretata non attraverso la riproduzione letterale di elementi storici, bensì mediante una rielaborazione contemporanea di temi plastici e spaziali. L’architettura non ricerca una monumentalità distante o autoreferenziale, ma una presenza riconoscibile e inclusiva, capace di dialogare con la storia del luogo, con l’identità di Licata e con le esigenze della comunità.


Il linguaggio architettonico costruisce una precisa sequenza spaziale e liturgica. Attraverso la successione di luoghi riconoscibili — il sagrato, la soglia, l’aula — il fedele è accompagnato progressivamente dalla dimensione urbana a quella sacra. Il percorso diventa così un’esperienza di avvicinamento, di orientamento e di partecipazione: dalla piazza aperta alla città, attraverso la soglia d’ingresso, fino al cuore celebrativo dell’aula.


Due elementi assumono un particolare valore iconico e simbolico. Il primo è il campanile cilindrico, che funge da riferimento verticale nel paesaggio urbano e richiama, in modo non letterale ma evocativo, la storia di Santa Barbara. Le feritoie che scavano il volume rimandano a tale immaginario, trasformando il campanile in un segno urbano, narrativo e spirituale. Il secondo è il grande arco strombato dorato dell’ingresso principale, interpretato come soglia simbolica e “Porta del Cielo”. La sua profondità e il suo trattamento cromatico ne fanno un fuoco prospettico capace di accentuare il percorso centrale dell’aula, inteso come una sorta di “Via Lucis” che conduce verso l’altare e la zona absidale.


La facciata, rivestita con un intonaco materico chiaro, assume qualità mutevoli a seconda delle condizioni di luce e dei diversi momenti della giornata. Le bucature quadrate, di dimensioni variabili, introducono un tema di pieni e vuoti, di luce e ombra, che si prosegue anche all’interno dell’aula liturgica. Questo dispositivo contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e spirituale, in cui la luce naturale diventa materia architettonica e strumento di orientamento simbolico. La fluidità dell’involucro architettonico trova nei poli liturgici in pietra chiara un principio di ordine e permanenza; la luce naturale ne amplifica la presenza, mentre le opere artistiche introducono una dimensione figurativa capace di rendere visibile il mistero celebrato.


 4. Articolazione funzionale del complesso


Le aule per la catechesi e i locali del ministero pastorale rappresentano la dimensione quotidiana e formativa del complesso. Collocati nella porzione nord-est del lotto, insieme al salone parrocchiale, questi ambienti rispondono alla necessità di dotare la comunità di spazi adeguati alla formazione, agli incontri, alle attività sociali e pastorali.


La loro posizione contribuisce alla costruzione dell’impianto complessivo: i volumi pastorali diventano parti di un sistema unitario che affianca e completa il cuore liturgico. Insieme alla chiesa, al sagrato, alla cappella feriale e alla casa canonica, essi definiscono un organismo parrocchiale capace di accogliere diverse intensità d’uso, dalla celebrazione comunitaria alla vita quotidiana della parrocchia.


La cappella feriale è uno spazio liturgico più raccolto, destinato alla preghiera quotidiana e alle celebrazioni a minore affluenza. La sua presenza risponde alla necessità di articolare il complesso in diverse modalità di partecipazione: l’aula principale accoglie le celebrazioni comunitarie più ampie, mentre la cappella feriale offre un luogo più intimo, adatto alla preghiera personale, alla liturgia feriale e a momenti di raccoglimento.


In continuità con l’aula liturgica, anche la cappella feriale partecipa al linguaggio complessivo del progetto: superfici chiare, luce controllata, atmosfera essenziale e attenzione alla relazione tra materia e rito.


 5. Materiali e sistema costruttivo


Il sistema costruttivo può essere descritto come ibrido, basato sull’integrazione tra strutture in calcestruzzo e grandi elementi lignei di copertura. Le strutture murarie garantiscono massa, continuità e plasticità alle pareti curve e agli elementi verticali, mentre le travi lamellari consentono di coprire l’aula liturgica con un sistema leggero, adatto a seguire l’andamento dinamico dello spazio interno.


Il controsoffitto dell’aula liturgica e della cappella feriale è realizzato con un sistema di pannelli dogati, che consente di riprodurre la curvatura della copertura e di restituire all’interno una superficie continua, calda e vibrante. In particolare, l’uso di doghe modulari da 30 x 180 cm consente di seguire l’andamento sinuoso della copertura attraverso una scansione regolare, trasformando la complessità geometrica in un sistema costruttivo leggibile e realizzabile.


Questa soluzione svolge più funzioni contemporaneamente: definisce l’immagine interna dell’aula, migliora la percezione acustica e luminosa dello spazio, nasconde e integra gli elementi tecnici e contribuisce a creare un’atmosfera raccolta. Il controsoffitto ligneo diventa così un dispositivo spaziale capace di accompagnare la tensione ascensionale dell’aula e di rafforzare il percorso verso il presbiterio.


 


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CREDITS SANTA BARBARA LICATA AG


Tipologia Complesso Parrocchiale (aula liturgica, cappella feriale, sagrestia, aule di ministero pastorale, casa canonica, campanile, sagrato)


Progettisti Arch. Francesco Lipari · Arch. Lillo Giglia · Arch. Giuseppe Conti


Enti finanziatori e committenti Conferenza Episcopale Italiana (8xmille Chiesa Cattolica) · Arcidiocesi di Agrigento · Parrocchia Santa Barbara Licata


Ubicazione Via Incandela, Licata Ag


Anno Concorso ad inviti in due fasi: 2016 (progetto 1° classificato) - Inizio e fine lavori: maggio 2019 - ottobre 2025 - Consacrazione: 25 marzo 2026


Dati dimensionali Superficie lotto: 5.700 m² - Chiesa: 963 m² (aula liturgica, sacrestia, cappella feriale, campanile) - Locali di ministero pastorale: 557 m² - Casa Canonica: 162 m²


Direzione artistica Arch. Francesco Lipari · Arch. Lillo Giglia


Direzione edilizia di culto Sac. Giuseppe Pontillo · Dott.ssa Domenica Brancato


Direzione lavori Arch. Alfonso Cimino


Responsabile unico procedimento (RUP) Arch. Calogero Giglia


Impresa esecutrice Eredi Geraci Salvatore srl di Michelangelo Geraci


Responsabili tecnici di cantiere Arch. Filippo Mancuso · Geom. Salvatore Bonadonna


Direzione operativa strutture e impianti Ing. Gian Luigi Di Marco · Ing. Antonio Milia


Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione Geom. Angelo Iacona


Strutturista Ing. Calogero Palumbo Piccionello con Ing. Andrea Macaluso


Team progetto definitivo ed esecutivo Arch. Filippo Giglia · Arch. Alberto Iacona · Arch. Felix Kai Dorl Ing · Arch. Toni Vetro


Geologia e Analisi Dr. Privato Paolo / Laboratorio Vivirito


Collaudo Statico Ing. Angelo Cuttaia


Forniture e lavorazioni speciali - Controsoffitto aula liturgica e cappella feriale: Zeta House srl (Cittadella - PD) - Opere in marmo e poli liturgici: Curella marmi (Licata) - Opere in ferro: Francesco Porrello (Licata) - Impianto illuminotecnico Aula Liturgica : Strano SPA, Villaggio Mosè (Ag)


Parroci pro tempore Sac. Leopoldo Argento · Sac. Gerlando Montana Lampo


Liturgista Don Ildebrando Scicolone 


Artista Giuseppe Agnello


Fotografie Francesco Caristia


Video Salvatore Giglia / Rec Porter · Calogero Cassaro


Economato diocesano Don Nino Gulli · Rag. Giancarlo Patti


Collaborazione Pastorale Consiglio pastorale parrocchiale · Consiglio parrocchiale affari economici

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    Project details
    • Year 2026
    • Work started in 2019
    • Work finished in 2026
    • Main structure Mixed structure
    • Client Conferenza Episcopale Italiana (8xmille Chiesa Cattolica) · Arcidiocesi di Agrigento · Parrocchia Santa Barbara Licata
    • Contractor Eredi Geraci Salvatore srl di Michelangelo Geraci
    • Cost € 4.338.000,00
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares, Streets / Churches, chapels of worship
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