Weaving_Hotel Savoy | Plasma Studio
Hotel Savoy Grado – A new facade as a dialogical space between city and architecture. Grado / Italy / 2025
ENG
The renovation of the street-facing facades of Hotel Savoy in Grado transforms a once purely functional frontage into a contemporary, living architectural element that actively engages with its urban surroundings. Built in 1968 and expanded over successive decades, the hotel recently achieved its fifth star—an occasion marked by an intervention that merges lightness, sustainability, and urban identity. Positioned along a busy main road, the new facade redefines the boundary between interior and city, offering renewed architectural presence while enhancing environmental performance and the quality of urban life.
The design concept originates from a careful reading of the building and its layered history. Rather than imposing a contrasting language, the project establishes a dialogue with the pre-existing structure, drawing inspiration from its characteristic curved balconies and reinterpreting their rhythm through a contemporary sequence of gently alternating concave and convex forms. This rhythm structures the elevation, giving it depth, sculptural expression, and a sense of movement that mirrors the flow of the street below and the nearby canal. The formerly heavy and introverted frontage—where original roadside balconies had been closed off and replaced by prefabricated concrete panels—has been transformed into a lightweight filter, where architecture, greenery, and urban life coexist. Intermediate balcony gardens emerge from this rhythm, providing intimate outdoor spaces for guests while mediating the relationship with the surrounding cityscape, enhancing the urban context and fostering a dialogue with the rhythms of city life.
Acting as both an architectural and ecological filter, the facade softens the boundary between building and street. Integrated greenery, designed in collaboration with a landscape studio, enhances the microclimate, absorbs noise, provides shade, and evolves through the seasons, offering a changing and sensory-rich experience for both guests and passers-by. From within, the façade filters movement, sound, and light, creating a sense of calm and intimacy without severing connection to the city outside. Planters and climbing vegetation form a calm buffer from the nearby canal and road, while an optimized irrigation system collects and reuses rainwater, supporting the plants and a sustainable water cycle. In this way, the facade performs multiple roles: environmental regulation, comfort enhancement, biodiversity promotion, and visual enrichment, demonstrating how architecture can enhance the context in which the building is located, and participate actively in the life of the city.
Materiality and colour follow principles of honesty, continuity, and contextual sensitivity. Exposed steel and untreated metal surfaces converse with the texture of the original concrete, while a warm palette of greys and sand tones evokes the coastal setting and the hotel’s architectural memory. The choice of materials was strongly guided by principles of sustainability and environmental responsibility, prioritizing durability, low maintenance, and a reduced ecological footprint. Prefabricated steel elements reduce construction waste and accelerate the building process, while durable, low-maintenance materials such as satin-finished stainless steel ensure longevity. Large windows maintain natural light and ventilation, while providing privacy and shielding interiors from street noise.
More than a renovation, the project is a reflection on urban regeneration. By revitalizing an existing building and activating its interface with the city, the facade enhances both the guest experience and the public realm. The green threshold it creates fosters a more resilient, vibrant, and livable urban environment, offering a model for sustainable, context-sensitive, and human-centered architectural transformation—a facade that breathes, mediates, and inhabits the city with care.
ITA
L’intervento di rinnovo delle facciate verso strada dell’Hotel Savoy a Grado trasforma un fronte edilizio originariamente concepito secondo logiche esclusivamente funzionali in un dispositivo architettonico contemporaneo, dinamico e relazionale, capace di instaurare un dialogo attivo con il contesto urbano. Realizzato nel 1968 e ampliato nel corso dei decenni successivi, l’edificio ha recentemente conseguito la quinta stella, occasione che ha dato avvio a un intervento di rifunzionalizzazione e ridefinizione dell’involucro architettonico fondato sui temi della leggerezza costruttiva, della sostenibilità ambientale e della riconoscibilità urbana. Affacciata su un asse viario ad alta intensità di traffico, la nuova facciata ridefinisce il rapporto tra spazio interno privato e spazio pubblico, conferendo all’edificio una rinnovata identità architettonica e migliorandone al contempo le prestazioni ambientali e il contributo alla qualità dell’ambiente urbano.
Il concept progettuale deriva da una lettura critica dell’edificio esistente e della sua stratificazione storica. Anziché introdurre un linguaggio formale in discontinuità con il manufatto originario, il progetto instaura una relazione di continuità interpretativa con la struttura preesistente, assumendo come matrice compositiva il sistema dei balconi curvilinei caratteristici dell’edificio. Tale elemento viene reinterpretato attraverso una sequenza ritmica di superfici concave e convesse alternate, che definiscono una nuova profondità spaziale della facciata e ne accentuano la dimensione plastica e dinamica. L’andamento sinuoso del prospetto richiama il flusso della viabilità urbana e il placido scorrere del vicino canale, traducendo tali riferimenti in una composizione architettonica capace di mediare tra scala edilizia e scala urbana. Il fronte originario, caratterizzato da una forte introversione e appesantito dalla chiusura dei balconi sul lato strada mediante pannellature prefabbricate in calcestruzzo, viene riconfigurato come una membrana permeabile e leggera, all’interno della quale architettura, vegetazione e vita urbana si integrano in un sistema unitario. I balconi con fioriere integrate, destinate a ospitare vegetazione rampicante e inserite nella scansione ritmica della facciata, generano spazi di pertinenza esterna per gli ospiti e svolgono al contempo una funzione di mediazione ambientale e percettiva nei confronti del paesaggio urbano circostante.
La facciata assume così il ruolo di filtro architettonico ed ecologico, attenuando la soglia tra edificio e spazio pubblico. Il sistema vegetale integrato, sviluppato in collaborazione con uno studio di landscape design, contribuisce al miglioramento del microclima urbano attraverso l’assorbimento acustico, l’ombreggiamento e la mitigazione dell’irraggiamento solare, introducendo inoltre una dimensione temporale legata alla variazione stagionale delle essenze vegetali. La presenza del verde genera un’esperienza sensoriale mutevole, percepibile sia dall’interno sia dallo spazio pubblico, e rafforza il rapporto di continuità visiva e percettiva tra edificio e città. Dall’interno, l’involucro filtra luce, rumore e movimento, garantendo condizioni di comfort e privacy senza compromettere la relazione con il contesto urbano. Fioriere integrate e vegetazione rampicante costituiscono una fascia di mitigazione rispetto alla viabilità e al vicino canale, mentre un sistema di irrigazione ad alta efficienza consente la raccolta e il riutilizzo delle acque meteoriche, contribuendo alla sostenibilità del ciclo idrico. In tal modo, la facciata assume una pluralità di funzioni — ambientali, climatiche, ecologiche e percettive — dimostrando come l’architettura possa operare come infrastruttura attiva capace di migliorare il contesto urbano e contribuire ai processi di rigenerazione della città contemporanea.
La definizione materica e cromatica del progetto si fonda su principi di autenticità, continuità e sensibilità contestuale. L’acciaio a vista e le superfici metalliche non trattate instaurano un dialogo materico con la texture del calcestruzzo originario, mentre la palette cromatica, composta da tonalità calde di grigio e sabbia, richiama il paesaggio costiero e la memoria architettonica dell’edificio. La selezione dei materiali è stata guidata da criteri di sostenibilità ambientale, durabilità e riduzione dell’impatto manutentivo. L’impiego di elementi prefabbricati in acciaio ha consentito di minimizzare gli sprechi di cantiere e ottimizzare le tempistiche esecutive, mentre materiali ad alta durabilità e ridotta manutenzione, quali l’acciaio inox satinato, garantiscono elevate prestazioni nel lungo periodo. Le ampie superfici vetrate assicurano un elevato apporto di illuminazione naturale e ventilazione trasversale, contribuendo al comfort interno e garantendo al contempo schermatura acustica e protezione della privacy rispetto allo spazio pubblico.
Più che un semplice intervento di riqualificazione edilizia, il progetto si configura come una riflessione sul tema della rigenerazione urbana e sulla ridefinizione del rapporto tra architettura e città. Attraverso la valorizzazione di un organismo edilizio esistente e la riattivazione della sua interfaccia urbana, la nuova facciata contribuisce simultaneamente al miglioramento dell’esperienza ricettiva e alla qualificazione dello spazio pubblico. La soglia verde generata dall’intervento promuove un ambiente urbano più resiliente, inclusivo e vivibile, proponendo un modello di trasformazione architettonica sostenibile, contestuale e human-centered: un’infrastruttura abitata che respira, media e costruisce nuove relazioni tra edificio, paesaggio e città.
ENG The renovation of the street-facing facades of Hotel Savoy in Grado transforms a once purely functional frontage into a contemporary, living architectural element that actively engages with its urban surroundings. Built in 1968 and expanded over successive decades, the hotel recently achieved its fifth star—an occasion marked by an intervention that merges lightness, sustainability, and urban identity. Positioned along a busy main road, the new facade redefines the boundary between...
- Year 2025
- Work started in 2025
- Work finished in 2025
- Main structure Steel
- Client Hotel Savoy S.R.L.
- Contractor Frener & Reifer GmbH, Braidot Egidio
- Status Completed works
- Type Hotel/Resorts / Building Recovery and Renewal / Gardens, private greenery / Facade renovation
- Websitehttps://www.plasmastudio.com/en/project/weaving_hotel-savoy-232


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