MAGAZZINO EX TUBISTI - FINCANTIERI - PORTO MARGHERA | GRUPPO FON ARCHITETTI
L'ARCHITETTURA DI UN ARSENALE NAVALE Venice / Italy / 2024
Gli Arsenali Navali grazie alla propria organizzazione, hanno anticipato di alcuni secoli il concetto moderno di fabbrica, intesa come complesso produttivo in cui maestranze specializzate eseguono in successione le singole operazioni di assemblaggio di un manufatto lungo una catena di montaggio. Quello di Venezia rappresenta l'esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell'economia preindustriale.
Con il peso e la responsabilità di questa eredità, abbiamo affrontato questo progetto, in quello che è di fatto il nuovo Arsenale Navale di Venezia, lo stabilimento Fincantieri di Porto Marghera.
FINCANTIERI Fincantieri costruisce Navi!
Questa è stata la prima cosa che il committente ci ha trasmesso.
Il significato di questa affermazione è semplice e concreto, all'interno dello stabilimento gli edifici sono macchine che servono alla costruzione delle Navi, non mettetevi in testa cose strane.
I luoghi dove si realizza una Nave sono sostanzialmente tre:
l'Officina Navale dove si tagliano le lamiere,
il Bacino dove si assemblano fino a diventare scafo da varare in acqua e la
Banchina dove la Nave viene allestita e finita pronta per navigare ed ospitare le merci e i passeggeri.
LA MACCHINA DI STOCCAGGIO
Il Magazzino Ex Tubisti è una macchina molto importante di questo terzo luogo (la Banchina). Nella costruzione di navi di tipo Cruise, la quantità di materiali di allestimento è rilevante e richiede spazi protetti dove poterli stoccare temporaneamente in attesa dell’imbarco o del montaggio a terra.
L'edificio progettato è lungo 131 metri, largo 45 e alto 18, per 17.685 m2 coperti e 5.895 m2 in copertura, complessivamente sono 23.580 i metri quadrati di stoccaggio, con un volume di 106.110 m3.
E' orientato est-ovest sul lato lungo, con il lato ovest prospiciente la Banchina, dove avanza verso l'acqua quanto basta per consentire al braccio delle gru di prelevare i materiali direttamente dal tetto.
Ad est arrivano e scaricano i TIR, i transpallet smistano le merci nei vari spazi disposti su tre piani più la copertura, movimentandole verticalmente con 4 elevatori posti alle estremità.
All'occorrenza chi lavora nella Nave, richiede pezzi e materiali, questi vengono prontamente movimentati con i transpallet o direttamente a terra a ovest sulla Banchina o in copertura, dove poi le grandi gru su rotaie caricano e trasferiscono il tutto sui vari ponti.
Un'organizzazione logistica che non ammette perdite di tempo, errori o ingorghi di merci in attesa, per questo si tratta di un'Architettura solo apparentemente semplice.
IL SISTEMA PASSIVO
Una significativa sfida progettuale è stata quella di dover realizzare un'edificio senza aperture su entrambi i lati lunghi, uno dei quali per buona parte della sua altezza è anche in aderenza ad un altro edificio esistente.
Per garantire comunque una corretta aerazione degli ambienti, dove lavorano sempre in movimento H 24, circa una trentina di magazzinieri, è stato progettato un sistema passivo per l'ingresso controllato dell'aria dalle testate.
Attraverso un rivestimento in lamelle metalliche, l'aria entra e viene poi veicolata nella distribuzione, grazie all'aspirazione di 32 “camini eolici” che garantiscono un efficace e corretto “effetto Venturi”
In pratica si tratta di un edificio che respira in modo naturlae, per questo sono stati fatti degli studi sulla ventilazione del luogo nell'arco dell'anno e su come l'aria circolerà nell'edificio, fino alla sua espulsione a tetto.
Non è stata una decisione facile quella di scegliere un sistema passivo, poi ci siamo accorti che a Porto Marghera nel passato qualcuno ci aveva già pensato ed aveva fatto lo stesso ragionamento.
Questo un Camino Eolico molto più grande realizzata in una fabbrica ora demolita.
Stiamo vedendo se questo monumento di Archeologia Industriale si potrà salvare.
LA SICUREZZA
Pur essendo i materiali stoccati e successivamente installati a bordo delle navi, con una classe di infiammabilità molto bassa, non lo sono i pallet di trasporto, gli imballaggi che possono essere di cartone, di legno o film trasparente, costituendo nell'insieme un carico di incendio significativo.
Per questo l'edificio verrà realizzato con elementi di calcestruzzo prefabbricato al fine di garantirne un'adeguata sicurezza al fuoco, non essendo possibile determinare a priori la tipologia dei materiali che saranno stoccati.
E' prevista una protezione antincendio che all'occorrenza, trasforma il sistema passivo di ventilazione in sistema attivo di estrazione fumi, oltre naturalmente a molto altro che ottemperi per un rischio così elevato, come l'ascensore ed il vano scale dedicato ai VVFF, come varie geometrie interne pensate per governare le eventuali fiamme ed il fumo.
UN BAMBINO E LE GRU
Da bambino mio padre mi portava al varo delle navi
era sempre una grande delusione
raramente vedevo la bottiglia di champagne infrangersi sullo scafo ero troppo piccolo e non potevo stare troppo vicino al Bacino era pericoloso.
La nave poi non l'ho mai vista, per me era solo un grande muro che ad un certo punto scivolava via
a quei tempi a Porto Marghera si costruivano le Petroliere per Jean Paul Getty e non avevano oblò
Ma il fascino di quei cantieri molto probabilmente è rimasto dentro di me.
Durante il periodo del progetto andavamo in sopralluogo inventando scuse, pur di stare lì a vedere le gru che si muovevano, i carriponte in movimento, le dime in legno per il taglio delle lamiere,
Era un continuo tornare bambini.
IL PAESAGGIO INDUSTRIALE E IL MARE
Oltre l'“Edifico Macchina”, la suggestione del porto, dell'acqua, del mare.
La bellezza di un Arsenale per la costruzione delle Navi è nel paesaggio industriale delle gru, nei grandi capannoni colorati di blu, nella segnaletica, nei containers.
Colori sempre in movimento, visibili anche in lontananza.
Porto Marghera è l'orizzonte di Venezia ed il paesaggio industriale di Mestre.
Ci veniva in mente il quadro di Monet che era nel sussidiario, quando si parlava di Rivoluzione Industriale.
Per noi il paesaggio del quadro di Monet è sempre stato Porto Marghera.
I colori nella nebbia il sole debole è un paesaggio portuale ed industriale che potrebbe essere ovunque.
Un giorno mentre eravamo lì la Nave Cruise ancora in allestimento è tornata in Banchina dopo un'uscita di prova ed il pensiero è andato a tutti quelli oblò a quei ponti da dove i passeggeri guarderanno il mare
I riflessi del sole sul mare, colori in movimento mai uguali.
Quel prospetto così lungo e così alto non era una nave ma quello che si vedeva dalla Nave.
La bellezza del mare è nella luce che riflette, luce che diventa colori in movimento.
Sequenze infinite di blu e azzurri, dove si specchiano i gialli, gli aranci ed i rossi del sole basso immerso nella prospettiva aerea.
C'era la possibilità di impregnare i pannelli di calcestruzzo con questi colori, dividendoli in moduli da 4 metri per 1.30, lo si poteva fare random ma nulla in natura è a caso, nulla in Architettura deve essere un caso.
Ed allora i colori dei riflessi del sole sull'acqua sono diventati 3, rosso, arancio e giallo, e si distribuiscono con una sequenza 112358...144 in diagonale per poi rimbalzare all'infinito.
L'acqua a sua volta è stata sfumata in 7 differenti blu ed azzurri distribuiti con le 7 note do-re-mi fa-sol-la-si che diventano 8 con i semitoni mancanti tra il mi-fa e tra il si-do, come nella tastiera di un pianoforte.
Molte sono state le prove ma quella che rispondeva a questa precisa regola 3 112358...144 do-re-mi... risultava sempre essere la più riuscita.
Non è stato facile con il committente ottenere di poter colorare la facciata con 11 colori diversi, potenzialmente ne bastavano meno e potevano anche essere distribuiti casualmente random
ma da alcuni anni abbiamo portato avanti un lavoro che abbiamo chiamato lo “spazio rallentato”
si sa l'Arte rallenta ma il colore come archetipo può essere un ottimo surrogato per farci rallentare
Serve però che l'uso del colore in Architettura sia del tutto intenzionale.
Se c'è una regola, si capisce che c'è una regola ma non la si comprende, il nostro emisfero sinitro va in crisi e per diretta conseguenza quello destro si apre ad un'esperienza sensoriale.
3 i colori del sole Rosso Arancio e Giallo
7 i colori dell'acqua
ma 7 sono anche le note e queste hanno due semitoni mancanti
L'EDIFICIO SI DOVEVA REALIZZARE COSI'
A progetto pressoché terminato, il Committente ha sollevato delle obiezioni sul costo complessivo dell'intervento, costo peraltro dovuto principalmente al livello di sicurezza antincendio che si doveva ottenere.
Per due settimane gli uffici interni allo stabilimento hanno passato al setaccio ogni scelta tecnica e progettuale.
Noi eravamo abbastanza sicuri che quanto pensato in termini di attenzione per l'Architettura dell'edificio non incideva poi molto, d'altronde uno degli imput ricevuti è stato:
“fate un po' quello che volete basta che non costi di più”
questo di più era in termini percentuali un numero a destra della virgola ma si sa spesso ci troviamo ad operare in un mercato che considera l'Architettura non dico un qualcosa di superfluo ma almeno di non strettamente necessario.
Sono state due settimane molto lunghe per noi.
Quando siamo stati convocati per la riunione decisiva, con grande sorpresa abbiamo trovato il prospetto dell'edificio stampato, incorniciato ed appeso al muro della sala riunioni.
Per un'ora sono stati argomentati i tagli al progetto, aspettavano sempre che arrivasse il momento relativo alle principali scelte architettoniche ed invece niente.
L'edificio si doveva realizzare così.
lo spazio in copertura fronteggiante la banchina pensato per caricare con le gru le merci si era rivelato perfetto anche come luogo per far vedere dall'altro lo stabilimento agli armatori in visita e perfetto per un rinfresco mentre si vedeva dall'alto il movimento incessante di gru e ascensori esterni.
Oltre ad essere l'edificio stesso un qualcosa da esibire ai ricchi armatori che commissionano le navi.
Nell'organizzazione planimetrica noi avevamo fatto del nostro meglio per rispettare le richieste in termini di spazi di stoccaggio dell'Ufficio Metodi ed una volta ottenuto i risultati minimi richiesti eravamo a posto.
Ci è stato fatto notare invece che ci eravamo guadagnati il mantenimento di alcune scelte di dettaglio, “tra virgolette” più raffinate rispetto alla normalità per edifici di questo tipo,
avendo grazie all'attenzione della progettazione trovato l'8% in più di m2 di stoccaggio rispetto a quanto ci era stato richiesto.
8% su 23.580 mq sono circa 1.800 m2 e considerato che questi magazzini vengono affittati a tutte le ditte che lavorano in subappalto alla fine rappresentavano una significativa redditività.
Vuoi vedere che l'Architettura serve
che gli architetti sanno organizzare lo spazio
e che portare l'architettura nelle aree industriali, da dove almeno per i grandi numeri per decenni è sempre stata esclusa
può dare ai committenti del valore aggiunto.
LA COSTRUZIONE
La costruzione dell'edificio è da poco iniziata, senza che questa comporti un fermo nella realizzazione delle navi e del loro allestimento in Banchina.
Un processo costruttivo che pur nella sua sostanziale semplicità tecnica, diventa esso stesso elemento organizzativo della produzione dell'Arsenale Navale.
Edifici Macchina che forse per loro natura sono inequivocabilmente Architettura, come insegna l'eredità ricevuta dall'Arsenale di Venezia.
Gli Arsenali Navali grazie alla propria organizzazione, hanno anticipato di alcuni secoli il concetto moderno di fabbrica, intesa come complesso produttivo in cui maestranze specializzate eseguono in successione le singole operazioni di assemblaggio di un manufatto lungo una catena di montaggio. Quello di Venezia rappresenta l'esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell'economia preindustriale. Con il peso e la responsabilità di questa...
- Year 2024
- Work started in 2021
- Work finished in 2024
- Main structure Reinforced concrete
- Client Fincantieri S.p.A
- Contractor Costruzioni Generali Basso
- Status Completed works
- Type Adaptive reuse of industrial sites / Establishments, Production, production plants / Industrial facilities / Depots and Warehouses




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