Tenuta San Michele

Corte aperta sul paesaggio Camigliano / Italy / 2025

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Tenuta San Michele _Tipologia a corte aperta sul paesaggio


1. Inquadramento tipologico e territoriale


In questo progetto il riferimento tipologico è la casa a corte contadina, tipica della regione storica nota come Terra di Lavoro, che costituisce uno dei modelli più rappresentativi dell’edilizia rurale tradizionale. Si tratta di un organismo architettonico caratterizzato da un cortile centrale attorno al quale si dispongono edifici residenziali e agricoli, configurando un sistema chiuso, funzionale e al tempo stesso sociale. Plasmata da esigenze climatiche, economiche e comunitarie, la corte si presenta come il nucleo generatore dello spazio insediativo, luogo di incontro e di condivisione, nonché centro delle principali attività agricole e artigianali. I materiali costruttivi — pietra, mattoni e legno — provenivano dal territorio stesso, rafforzando il legame tra architettura e paesaggio.


2. La corte aperta sul paesaggio


Una variante evolutiva della corte chiusa tradizionale è la corte aperta sul paesaggio, che si distingue per l’apertura verso l’esterno, instaurando un dialogo diretto tra costruito e natura. In genere, questa tipologia assume una configurazione planimetrica a U, in cui il lato mancante si orienta verso il paesaggio, consentendo una relazione visiva e percettiva continua tra lo spazio interno e l’ambiente circostante. Dal punto di vista funzionale e sociale, la corte aperta rafforza il senso di comunità, favorendo il contatto diretto con la natura e generando un equilibrio dinamico tra spazio di relazione e paesaggio.


3. Il riferimento storico: il Belvedere di San Leucio


Un esempio emblematico di questa tipologia in Terra di Lavoro è il Belvedere di San Leucio, realizzato a partire dal 1778 su progetto dell’architetto Francesco Collecini, ispirato dal sogno illuminato di Re Ferdinando IV di Borbone di creare una comunità produttiva autonoma. Nel complesso di San Leucio, la corte aperta diventa il fulcro distributivo e compositivo del sistema architettonico: un ampio spazio scoperto attorno al quale si articolano ambienti residenziali, produttivi e di servizio. La disposizione su più livelli e la differenziazione funzionale degli edifici — abitazioni, scuole, spazi sociali, laboratori — permettono interconnessioni visive e funzionali, facilitando controllo, comunicazione e partecipazione.


La collocazione del complesso sulla collina di San Leucio risponde inoltre a una precisa scelta paesaggistica: l’edificio si configura come belvedere naturale, affacciato sulla pianura di Caserta, con una visuale che si estende fino a Napoli, al Vesuvio e ai Campi Flegrei.


4. Il progetto di Tenuta San Michele


Il progetto della Tenuta San Michele si sviluppa a partire da questi riferimenti tipologici e culturali fortemente radicati nel territorio. La conformazione planimetrica del complesso riprende il principio della corte aperta sul paesaggio, orientando l’apertura principale verso le colline del Monte Maggiore. Tale scelta esprime la volontà di stabilire un rapporto continuo e permeabile con il contesto naturale. La corte centrale si configura come spazio di incontro e socializzazione, un luogo di relazione e di condivisione che richiama, in chiave contemporanea, la funzione originaria della corte rurale. Essa assume un valore sociale prima che funzionale, agendo come una sorta di agorà comunitaria dove il rapporto tra persone, architettura e natura si intreccia in modo armonico e reciproco. Come affermava George Candilis, “la costruzione isolata è un mostro, mentre se essa è parte di un sistema non rappresenta mai un ingombro nello spazio, ma apre verso nuove possibilità”. Non si è trattato, dunque, di pensare un oggetto architettonico ma di ridisegnare una parte di sistema-paesaggio. Tenuta San Michele si fonda esattamente su questo principio: non un edificio autonomo, ma un sistema integrato nel paesaggio e nella vita del territorio.


5. Scelte materiche e percettive


La scelta dei materiali — mattoni, acciaio corten, legno e vetro — risponde a un criterio di essenzialità e coerenza con il contesto. Il corten richiama i toni caldi della terra, i mattoni evocano la tradizione costruttiva locale, mentre legno e vetro introducono una dimensione di leggerezza e trasparenza. Il progetto persegue un obiettivo di continuità visiva e percettiva: non esiste una netta separazione tra interno ed esterno, ma una relazione filtrata da superfici trasparenti che permettono di mantenere costante il contatto con la natura. L’architettura si fa così spazio di soglia, luogo di interazione tra costruito e paesaggio, tra intimità e collettività, tra permanenza e apertura.


 


6. Conclusioni


Il progetto di Tenuta San Michele interpreta in chiave contemporanea la tradizione della casa a corte contadina della Terra di Lavoro, trasformando la corte in uno spazio di relazione, produzione e condivisione aperto verso il paesaggio. Attraverso la semplicità compositiva, la chiarezza materica e la continuità percettiva, l’intervento ricerca un dialogo autentico con il territorio, riaffermando il valore della corte come simbolo identitario e come dispositivo architettonico capace di generare comunità.


 


 


 


 

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    Tenuta San Michele _Tipologia a corte aperta sul paesaggio 1. Inquadramento tipologico e territoriale In questo progetto il riferimento tipologico è la casa a corte contadina, tipica della regione storica nota come Terra di Lavoro, che costituisce uno dei modelli più rappresentativi dell’edilizia rurale tradizionale. Si tratta di un organismo architettonico caratterizzato da un cortile centrale attorno al quale si dispongono edifici residenziali e agricoli, configurando un...

    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 2023
    • Work finished in 2025
    • Main structure Mixed structure
    • Client ARENA
    • Contractor Sfawood srl
    • Cost 1.200.000,00
    • Status Completed works
    • Type Farm, farmstead, agritourism
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