Riqualificazione Europa Palace | Calvi Ceschia Vigano architetti associati

Sanremo / Italy / 2024

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L’Hotel Europa occupa un luogo decisivo nella costruzione dell’immagine moderna di Sanremo. La sua origine coincide infatti con una fase di profonda trasformazione urbana della città, avviata nella seconda metà dell’Ottocento in seguito all’attivazione della linea ferroviaria del 1872 e all’affermazione della Riviera ligure quale destinazione climatica internazionale. Costruito tra il 1873 e il 1874 all’inizio di Corso Imperatrice, l’edificio appartiene alla stagione fondativa dell’ospitalità sanremese ed è tra i primi grandi alberghi sorti lungo il nuovo asse urbano affacciato sul mare. La successiva trasformazione del 1905, progettata da Filippo Grossi in concomitanza con la realizzazione del Casinò Municipale, segna il momento in cui l’albergo assume una presenza urbana riconoscibile e definitiva. L’ampliamento della testata verso Corso Imperatrice e la sopraelevazione dell’edificio attribuiscono al complesso un nuovo equilibrio compositivo, nel quale convivono il rigore dell’impianto ottocentesco e la libertà figurativa propria della cultura eclettica del primo Novecento. In quella stagione Sanremo si definisce come città cosmopolita e mondana; l’Hotel Europa ne accompagna l’evoluzione diventando parte integrante della sua rappresentazione pubblica. Nel corso del Novecento l’edificio è stato oggetto di interventi successivi, determinati dall’adeguamento funzionale e dal mutare delle esigenze dell’industria alberghiera. Tali trasformazioni, pur necessarie, hanno progressivamente attenuato la leggibilità dell’impianto originario e alterato la qualità figurativa dell’architettura. Il progetto di riqualificazione prende avvio proprio da questa condizione: non dalla volontà di ripristinare un’immagine storicizzata dell’edificio, ma dalla necessità di restituire coerenza a un organismo che aveva smarrito il rapporto tra struttura, linguaggio e rappresentazione urbana. L’intervento si è quindi confrontato con la storia materiale dell’Hotel assumendola come materia viva e non come repertorio decorativo. La scelta fondamentale è stata quella di riconoscere il valore testimoniale dell’ampliamento di Grossi, preservandone il ruolo urbano e la capacità di identificare l’edificio nello spazio della città, e al tempo stesso ridefinire le parti più compromesse attraverso un linguaggio unitario, capace di ristabilire ordine, proporzione e continuità.

Il ridisegno delle facciate nasce dalla rilettura dell’impianto esistente. Le bucature sono state ricondotte a un sistema proporzionale più rigoroso; i marcapiani e le cornici sono stati utilizzati come elementi ordinatori in grado di ristabilire una scansione leggibile dei prospetti; il basamento lapideo, esteso ai fronti nord e sud, restituisce all’edificio il carattere urbano proprio della tradizione alberghiera storica della Riviera. La rimozione di elementi incongrui accumulatisi nel tempo ha consentito di recuperare la continuità della composizione senza ricorrere a soluzioni mimetiche o a citazioni stilistiche. In questo senso il progetto evita sia l’atteggiamento conservativo inteso come semplice riproduzione del passato, sia la ricerca di un contrasto programmaticamente contemporaneo. L’intervento lavora piuttosto sulla misura delle relazioni: tra pieni e vuoti, tra superficie e profondità, tra memoria e trasformazione.

L’adozione del sistema di isolamento a cappotto, indispensabile per garantire elevate prestazioni energetiche, è stata interpretata non come un vincolo tecnico ma come occasione progettuale. La nuova superficie continua assorbe le discontinuità dei prospetti e costruisce una materia architettonica compatta, nella quale le ombre leggere prodotte dalle cornici e dalle modanature definiscono un’immagine misurata e silenziosa. L’edificio ritrova così un carattere unitario senza rinunciare alla complessità della propria storia.

La grande loggia aperta sul fronte principale introduce infine un tema di eccezione all’interno della composizione. In questo vuoto urbano è collocata la scultura site-specific di Abbaldo Abbertelli, “Le acciughe fanno il pallone”, appartenente a una ricerca dedicata al rapporto tra paesaggio, natura e architettura. La presenza dell’opera non assume un ruolo ornamentale, ma stabilisce una tensione tra spazio costruito e dimensione simbolica, tra la misura controllata dell’architettura e il carattere instabile e mobile della materia naturale.

A centocinquant’anni dalla sua costruzione, l’Hotel Europa torna così a occupare il proprio posto nella città non come oggetto restaurato, ma come edificio nuovamente capace di interpretare il tempo presente attraverso la continuità della propria storia.

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    L’Hotel Europa occupa un luogo decisivo nella costruzione dell’immagine moderna di Sanremo. La sua origine coincide infatti con una fase di profonda trasformazione urbana della città, avviata nella seconda metà dell’Ottocento in seguito all’attivazione della linea ferroviaria del 1872 e all’affermazione della Riviera ligure quale destinazione climatica internazionale. Costruito tra il 1873 e il 1874 all’inizio di Corso Imperatrice, l’edificio appartiene alla stagione fondativa dell’ospitalità...

    Project details
    • Year 2024
    • Work started in 2022
    • Work finished in 2024
    • Client Società Alberghi Europa
    • Contractor Ars Aedificandi s.p.a.
    • Cost 18.000.000
    • Status Completed works
    • Type Hotel/Resorts / Recovery/Restoration of Historic Buildings
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