Sala dei Giganti di Mont'e Prama

Sala per l'esposizione permanente del patrimonio archeologico di Mont'e Prama Cabras / 2026

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Il progetto per il rinnovato Museo di Cabras, dal titolo Tra il silenzio e la luce, ha come visione ultima la creazione di un luogo in cui archeologia, paesaggio, architettura e arte si incontrano per dare vita a un’istituzione culturale di respiro internazionale.

Il museo archeologico, attualmente in fase di completamento, è così pensato come un grande parco sulle rive dello stagno nel quale emergono le strutture museali, originarie e in ampliamento, concepite come elementi scultorei nello spazio pubblico.

Le nuove sale del museo – la Sala dei Giganti e la Sala del Paesaggio – si distinguono per un involucro esterno di grande forza espressiva, in equilibrio tra tradizione e innovazione. In particolare, la Sala dei Giganti trova la sua massima espressione nella relazione tra spazio architettonico e memoria delle statue di Mont’e Prama.


L’interno si presenta come un grande spazio introverso, avvolto dall’oscurità, dove la luce artificiale non è mera funzione illuminotecnica, ma principio ordinatore. I fasci luminosi cadono sulle statue scolpite, evocando quella “soglia tra luce e silenzio” di cui parlava Louis Kahn: il punto in cui l’ispirazione prende forma, dove il desiderio di esprimere incontra il possibile. Le ombre scolpiscono lo spazio, restituendo una dimensione sacrale, quasi liturgica, all’incontro con i guerrieri di pietra.


Il percorso del visitatore diventa così un attraversamento iniziatico: dall’oscurità indistinta, che rappresenta l’ignoto ancora vivo attorno ai Giganti, si apre progressivamente la luce come rivelazione, come conoscenza. In questa dinamica il pubblico non rimane semplice spettatore, ma partecipa a un rito di scoperta: l’architettura lo accompagna, lo sospinge oltre una soglia percettiva e simbolica, fino a trasformare la contemplazione in esperienza di consapevolezza. È proprio in quell’intervallo tra buio e luce, tra ignoto e conoscienza, che si manifesta la vera forza dell’opera architettonica.


All’esterno, il volume monolitico sospeso sul terreno si offre come un parallelepipedo di luce riflessa, scandito da bassorilievi realizzati a mano attraverso la tecnica del Sand-Casting. 


La tecnica è stata ideata dall’artista sardo Costantino Nivola. Nata quasi per gioco sulle spiagge di Long Island, questa tecnica consiste nello scolpire un disegno in negativo nella sabbia umida e colarvi sopra gesso o cemento: una volta indurito, il rilievo in positivo conserva la texture vibrante della sabbia, creando superfici uniche. Negli anni Cinquanta e Sessanta Nivola ne fece un linguaggio distintivo, realizzando grandi murali e pannelli per architetture pubbliche e private negli Stati Uniti e in Europa.


Con questa tecnica gli architetti Dejana e Fiamma hanno conferito alle facciate un carattere unico, in cui la materia diventa segno plastico e memoria. Qui la tradizione scultorea dei Giganti trova un’eco contemporanea: se le statue nuragiche incarnano la monumentalità arcaica della Sardegna, i rilievi in Sand-Casting proiettano quella stessa forza identitaria nel linguaggio della modernità, stabilendo un ponte ideale tra l’antico e il nuovo.


Il contrasto tra la massa luminosa del contenitore e l’intensità oscura dell’interno ribadisce quindi la dialettica tra "silence and light" cara a Kahn: il museo non è semplice contenitore di opere, ma santuario delle presenze, soglia tra memoria e attualità, tra ombra e rivelazione.


Nell’involucro scultoreo l’immagine della necropoli cinge i quattro lati della sala, restituendo a scala monumentale l’evocazione delle tombe coperte dai blocchi quadrati di arenaria. Una sottile linea curva abbraccia l’edificio: simbolo del mare, inteso non come limite ma come punto di contatto, un “tra” che unisce la Sardegna con i popoli del Mediterraneo. Su questa linea, i riquadri si susseguono in un ritmo apparentemente casuale e raccontano tremila anni di storia.


Ogni riquadro è un’opera nell’opera, in cui le luci e le ombre del bassorilievo evocano un lento cammino verso di noi. I dettagli caratterizzanti le statue – scudi, archi, pettorine – vengono rielaborati e proposti a più scale: alla scala umana si accostano ai corpi scultorei rendendo riconoscibili guerrieri, pugilatori e arcieri; alla scala monumentale diventano simboli universali, che osservati da vicino svelano dettagli inaspettati. Accanto a essi, paesaggi in cui la geometria e la linea curva si intrecciano evocando il viaggio, l’ignoto e la conoscenza.


Con la Sala dei Giganti, questa tradizione viene ripresa e portata oltre: per la prima volta, il sand-casting supera la sua funzione originaria di semplice paramento murario e assume una valenza strutturale. La facciata diventa così il più grande sand-cast mai realizzato, un ponte tra memoria e innovazione, tra l’eredità di Nivola e il presente, tra l’arte e l’architettura.


 

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    Il progetto per il rinnovato Museo di Cabras, dal titolo Tra il silenzio e la luce, ha come visione ultima la creazione di un luogo in cui archeologia, paesaggio, architettura e arte si incontrano per dare vita a un’istituzione culturale di respiro internazionale. Il museo archeologico, attualmente in fase di completamento, è così pensato come un grande parco sulle rive dello stagno nel quale emergono le strutture museali, originarie e in ampliamento, concepite come...

    Project details
    • Year 2026
    • Work started in 2019
    • Work finished in 2026
    • Main structure Mixed structure
    • Client Comune di Cabras
    • Contractor Geom. Giuseppe Angius S.r.l.
    • Cost 1.500.000
    • Status Completed works
    • Type Museums / Pavilions / Temporary Installations / Permanent installations
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