Gabrini. Antica Nuova Gastronomia | b15a architettura
Rome / Italy / 2023
Abbiamo avuto il piacere di realizzare il progetto degli interni di Gabrini Antica Nuova Gastronomia, situato in Via Cola di Rienzo a Roma, con l’obiettivo di creare un ambiente che stimolasse non solo i sensi visivi, ma anche quelli gustativi e tattili.
Prima di affrontare le diverse tematiche legate agli interni, ci siamo voluti focalizzare su quale fosse la traccia teorica da seguire tenendo a mente la profonda ricerca sul cibo (e a tutto ciò che ad esso gravita intorno) operata dalla nostra committenza.
Tra le prime idee su cui abbiamo lavorato certamente quella secondo cui si è cercato uno spazio che stimolasse l’appetito, uno spazio catalizzatore del gusto.
Sulla base di queste riflessioni il nostro lavoro si è ispirato ai principi della sinestesia, un fenomeno percettivo che implica l’interazione simultanea di più sensi. Il termine "sinestesia" deriva da due parole greche: "syn" (insieme) e "aisthesis" (percezione), e letteralmente significa "sentire insieme". Questo concetto ci ha guidato nella progettazione di uno spazio dove l’esperienza sensoriale si fonde, stimolando una risposta immediata e profonda, non solo visiva ma anche emotiva. Come sottolineato da G. Bertelli, “Il termine sinestesia [...] significa letteralmente 'sentire insieme' ed indica una percezione simultanea. Questa ‘fusione’ è automatica ed involontaria, e si può verificare in diversi modi: ad esempio, alcuni possono ‘vedere’ i suoni, nel senso che una melodia può innescare la visione di un colore; altri sperimentano, invece, la visione dei colori durante la semplice lettura di un testo.” (G. Bertelli, "Sinestesia: vedere un suono o sentire un colore").
All’interno di Gabrini, la sinestesia si concretizza in un progetto che stimola i ricettori del gusto, ma che allo stesso tempo si fonda su stimoli tattili e visivi, in un processo che risveglia ricordi e sensazioni, spesso legati all’infanzia o a momenti di comfort. In questo senso, il nostro intervento mira a stimolare una riflessione complessa sul legame tra il cibo e la memoria. Come suggerito da N. Perullo, “In realtà, il gusto non si riduce alle sensazioni chemestetiche dovute ai ricettori posti nell’apparato orale. Il processo di elaborazione degli stimoli sensoriali che lo riguardano, infatti, coinvolge sempre anche l’olfatto e, di volta in volta ... tutti gli altri sensi. Questo processo viene completato dal cervello, sulla base dell’elaborazione dei dati sensoriali derivanti dagli stimoli fisici più altri dati (cultura, educazione, contesto) costituendo così a tutti gli effetti ... un sistema percettivo complesso.” (N. Perullo, “Il gusto come esperienza. Saggio di filosofia ed estetica del cibo”, Slow Food Editore, Bra 2016). Il nostro intento, quindi, è stato quello di creare un ambiente che sollecitasse una reazione sensoriale totale e coinvolgente, dove ogni elemento - dalle finiture dei materiali alla disposizione dello spazio - contribuisse a stimolare una connessione emotiva e sensoriale.
Un aspetto fondamentale che ci ha ispirato nella progettazione è stato anche il concetto di "comfort food", cioè quella dimensione del cibo che, attraverso il suo sapore, evoca ricordi e emozioni profonde. Come scrive B. Giglioli, “Una petite madeleine e si risvegliano improvvisamente ricordi dell’infanzia. Così accade che un dolce francese diventi il catalizzatore dell’opera di Marcel Proust “A la recherche du temps perdu”. Un morso e, con semplicità, tutto ha inizio. Oggi spesso il cibo perde il suo senso più stretto di alimento e diventa qualcosa d’altro: una ricerca di un momento perduto, di un attimo passato che, grazie al gusto, torna alla mente.” (B. Giglioli, “Comfort food”, quando il cibo emoziona e diventa ricordo: dalla realtà ai cartoons”, Il Fatto Quotidiano, 1 ottobre 2014). Questo concetto è stato un punto di partenza cruciale per la definizione dello spazio interno di Gabrini, dove il design non è solo funzionale, ma cerca di evocare un’atmosfera che incoraggi il ricordo, il piacere e la connessione emotiva attraverso il cibo.
Un altro elemento distintivo del nostro progetto è stato l’inserimento di un soffitto cassettonato in legno di ciliegio, che arricchisce lo spazio della sala. Questa scelta si ispira, tra l’altro, alla tradizione rinascimentale romana, dove il soffitto rivestiva un ruolo centrale nell'architettura degli interni, non solo come elemento di protezione, ma anche come elemento decorativo e simbolico. Come sottolineato da Claudia Conforti, nel suo libro Soffitti nel Rinascimento a Roma. Di sotto in su., “Il soffitto non è solo un elemento architettonico che separa l'interno dall'esterno, ma è un simbolo di ordine e di stabilità. La sua realizzazione, infatti, rappresenta un equilibrio fra la funzionalità dello spazio e la raffinatezza estetica.” (Claudia Conforti, Soffitti nel Rinascimento a Roma. Di sotto in su., p. 45). Il soffitto cassettonato in legno di ciliegio che abbiamo progettato per Gabrini non solo crea un’atmosfera calda e accogliente, ma richiama anche il senso di tradizione e raffinatezza, offrendo una trama che stimola il tatto e un’impressione visiva che arricchisce il contesto.
Inoltre, nella concezione del nostro progetto abbiamo fatto riferimento al libro Sotto il sole giaguaro di Italo Calvino, che ci ha ispirato profondamente con la sua riflessione sul legame tra percezione sensoriale, memoria e la percezione fisica dello spazio. Calvino scrive: “Il cibo è l’elemento che riunisce tutti i sensi, che li coinvolge insieme, e che diventa il catalizzatore di emozioni, ricordi e pensieri.” (Italo Calvino, Sotto il sole giaguaro, p. 92). Questo pensiero ci ha spinto a progettare uno spazio dove la percezione visiva degli interni possa stimolare il desiderio di mangiare e risvegliare sensazioni attraverso l’estetica dell’ambiente, toccando in modo sottile le papille gustative degli ospiti anche attraverso lo sguardo.
Un aspetto importante del progetto riguarda la trasformabilità degli spazi e degli arredi. Il negozio di gastronomia è stato pensato per essere versatile, adattandosi alle diverse esigenze del giorno e della sera. Durante le ore diurne, l’ambiente è configurato per accogliere i clienti nella sua funzione di gastronomia, mentre la sera, attraverso un sapiente gioco di trasformazioni, può diventare una sala ristorante.
Il bancone, elemento centrale dell’attività, nasconde diversi tavoli nella parte frontale che possono essere gestiti elettronicamente tramite un meccanismo robotizzato, in in questo modo si è riusciti a celare questo dettaglio rendendolo al massimo della sua funzionalità. Inoltre, un tavolo apribile manualmente, disposto in coda, può ospitare fino a dieci persone. Questo tavolo è modulabile nella sua lunghezza, per adattarsi alle necessità degli ospiti. Gli arredi, in alcune parti, si integrano perfettamente con l'architettura dell’ambiente, sono realizzati anch'essi in legno massello di ciliegio, in continuità con la scelta estetica e il desiderio di evocare una sensazione di calore e accoglienza, ma anche di raffinatezza e tradizione.
Infine, ci siamo ispirati alla riflessione di Melissa McCracken, un’artista che descrive il proprio processo percettivo come un’esperienza visiva della musica. “Fondamentalmente, la mia mente è confusa,” spiega, “Provo sensazioni sbagliate a certi stimoli. Ogni lettera e numero è colorato e i giorni dell’anno girano intorno al mio corpo come se avessero un punto fisso nello spazio. Ma il 'malfunzionamento cerebrale' più bello di tutti è quello di riuscire a vedere la musica che sento. Scorre in una miscela di tonalità, trame e movimenti, spostandosi come se fosse un elemento vitale e intenzionale di ogni canzone.” (J. Zhang, intervista a Melissa McCracken, "Artist with Synesthesia Paints Music as Gorgeous Splashes of Color", MyModernMet.com).
L’idea di poter "vedere" la musica o "ascoltare" un colore si è tradotta, nel nostro lavoro, nella volontà di progettare uno spazio che stimolasse la percezione totale, unendo tutti i sensi in un’unica, fluida esperienza.
L’architettura che abbiamo creato per Gabrini Antica Nuova Gastronomia si propone quindi come un luogo in cui il design non solo accoglie, ma accompagna ogni visitatore in un viaggio sensoriale completo, dove il cibo diventa non solo nutrimento, ma anche emozione, memoria e sensazione.
Abbiamo avuto il piacere di realizzare il progetto degli interni di Gabrini Antica Nuova Gastronomia, situato in Via Cola di Rienzo a Roma, con l’obiettivo di creare un ambiente che stimolasse non solo i sensi visivi, ma anche quelli gustativi e tattili. Prima di affrontare le diverse tematiche legate agli interni, ci siamo voluti focalizzare su quale fosse la traccia teorica da seguire tenendo a mente la profonda ricerca sul cibo (e a tutto ciò che ad esso gravita intorno)...
- Year 2023
- Work started in 2023
- Work finished in 2023
- Status Completed works
- Type Restaurants



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