Capannone 15 Reggiane Parco Innovazione | Zamboni Associati Architettura

Progetto Architettonico ZAA Zamboni Associati Architettura con Cairepro Reggio Emilia / Italy / 2024

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La riconversione di complessi industriali dismessi, trattandosi di edifici di considerevoli dimensioni e di valenza urbana, a fronte di situazioni di degrado avanzato, implica, assieme al recupero della memoria di cui sono portatori, criteri di reinterpretazione entro una logica lessicale che i fabbricati stessi sembrano suggerire, mentre il riuso funzionale condiziona le scelte di progetto.


L'intervento riguarda il Capannone 15, parte dell'intervento ad opera di STU Reggiane per la realizzazione delle Reggiane Parco Innovazione tramite il recupero di una delle più estese aree industriali del Novecento.


 Nel Capannone 15BC abbiamo adottato due strategie complementari, applicate alle parti con una matrice strutturale differente, al fine di generare una continuità di percorrenze, recuperando il fabbricato nella sua unitarietà. Nella parte più consistente una struttura in acciaio a tre navate (Capannone 15B) è mantenuto il solo telaio per costruirvi dentro un parco e nuove strutture che si inseriscono entro la maglia preesistente senza connettervisi. Nella restante parte (Capannone 15C) a telaio in cemento armato, fortemente ammalorata, la strategia è stata quella di conservare il perimetro murario, costruirvi internamente una nuova struttura che sorregga i muri preesistenti, realizzandovi spazi che ne ricalchino la forma tipologica con copertura a shed. Il criterio del costruire internamente si declina quindi in scelte innanzitutto strutturali che determinano una diversa forma architettonica, traduzione immediata delle esigenze funzionali nel loro potenziale di riconversione.


 Il Capannone 15B è stato trasformato in parco interno a seguito della rimozione dei tamponamenti e il recupero dello scheletro strutturale lasciato a nudo. Internamente al telaio, in adiacenza alla testata Nord, è stato realizzato l'Incubatore per l'innovazione e la ricerca, un nuovo padiglione a struttura in acciaio. Rifacendosi alle fotografie dell'Archivio Reggiane, alle immagini di carroponti e vagoni in costruzione internamente alla struttura, la forma del padiglione definisce una struttura a ponte, autoportante e autonoma rispetto alla struttura in cui si inserisce, rimarcando la continuità degli spazi pubblici e la contiguità delle funzioni complementari qui insediate, ovvero formazione e ricerca.


Nel Capannone 15C, parte terminale della grande fabbrica, si è attuato il recupero delle murature perimetrali e la realizzazione di una nuova struttura in calcestruzzo al suo interno che assolve al ruolo di sorreggere le murature preesistenti consolidate, rimarcando la forma tipologica del fabbricato.


Nel recupero delle due parti adiacenti del grande fabbricato si enfatizza la contrapposizione tra due diverse risposte allo stesso tema strutturale e si costruisce una continuità di percorrenze che rinsalda l'unitarietà dell'edificio nella sua articolazione originaria. Si crea in questo modo una sequenza di spazi pubblici attraversanti il ​​giardino interno, l'edificio-portale e la piazza coperta interna al Capannone XV sec.


 Nel Capannone 15C la nuova struttura ricalca la forma degli shed che emergono dalle murature, permettendo che le aule ei laboratori godano di una luce naturale costante come in precedenza per la fabbrica. Il nuovo polo universitario qui insediato ha il suo fulcro in una piazza coperta ricavata all'interno del fabbricato, uno spazio pubblico attorno al quale si organizzano i diversi dipartimenti dell'Università di Modena e Reggio Emilia. A sua volta la piazza si pone in continuità rispetto all'adiacente struttura a ponte dell'Incubatore che inquadra la vista in profondità verso il parco interno all'adiacente struttura a telaio del Capannone 15B.


Il grande parco pubblico recuperato all'interno e all'esterno del capannone dà continuità alle percorrenze trasversali del capannone verso quelli adiacenti, generando un altro brano di città dentro le strutture del complesso produttivo delle ex Officine Meccaniche Reggiane.


 


Crediti di progetto:


Committente: STU Reggiane, Luca Torri


RUP: Giada Grosoli


Direttore Area: Massimo Magnani


 


Progetto architettonico: ZAA Zamboni Associati Architettura con Cairepro


Team di progetto architettonico: Andrea Zamboni, Alessandro Molesini, Omar Ben Hamed, Giulia Iotti, Angelica Orlandini, Davide Bernazzali, Anna Vittoria Zuliani


Direzione lavori: arch. Nello Tafuro, ing. Ardilio Magotti (Cairepro)


Direzione operativa opere edili: Arch. Andrea Zamboni (ZAA Zamboni Associati Architettura)


Progetto e direzione lavori strutturali: Ing. Alberto Calza (Cairepro)


Progetto e direzione lavori impianti: Ing. Letizia Gilardi, PI Gianluca Gavesi, PI Luca Zanni (Cairepro)


Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione: Studio Michaelides Associati


 


Bibliografia:


“Built With/In. Complessità e contraddizioni nel riuso”, Manuel Orazi e Andrea Zamboni” (a cura di), Quodlibet Macerata (2026). Con saggi di Juhani Pallasmaa, Christian Sumi, Massimo Carmassi, Andrea Zamboni;


 “L’architettura del Novecento a Reggio Emilia”, Andrea Zamboni e Chiara Gandolfi (a cura di), Bruno Mondadori Milano (2011). Saggi di Piero Orlandi, Carla Di Francesco, Marco Mulazzani, Federico Bucci, Giovanni Leoni, Andrea Zamboni.

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    Project details
    • Year 2024
    • Work started in 2020
    • Work finished in 2024
    • Main structure Mixed structure
    • Client STU Reggiane
    • Contractor Impresa Allodi (in ATI con Siro Marin, ETS Energy&Technology Service Srls)
    • Cost 6.558.600,00 €
    • Total area 4500 m²
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Adaptive reuse of industrial sites / Office buildings, skyscrapers / Colleges & Universities / Recovery of industrial buildings / Building Recovery and Renewal / Coworking spaces
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