La Ludomotiva: nuovo asilo nido pubblico a Beura Cardezza | Paolo Citterio

arch. Paolo Citterio, PCA Beura-Cardezza / Italy / 2025

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Il progetto di un nuovo asilo nido era atteso da alcuni decenni dalla comunità montana di Beura Cardezza in Val D’Ossola, Piemonte. Il nuovo edificio pubblico, poi denominato dagli autori “Ludomotiva”, rappresenta una grande sfida per la comunità locale, è l’occasione per reinterpretare con pochi e semplici gesti un ambito che si configurerà come il più importante spazio pubblico della comunità. Un luogo definito tanto dalla nuova costruzione, quanto dagli spazi aperti a cui essa partecipa dandone nuova forma. Lo sfondo territoriale che fa da cornice al progetto, a valle della dorsale montuosa dell’Ogliana, incastona l’asilo tra il rilevato ferroviario della Milano-Domodossola, la chiesa di San Giorgio, di origine romanica, e la scuola esistente risalente agli anni Ottanta. In questo contesto eterogeneo il vicino tessuto costruito si dispone intorno ad uno spazio aperto pianeggiante, una piazza a prato su cui si affacciano tanto il fianco sud della chiesa, quanto il complesso scolastico. Questo suolo naturale ha in realtà un carattere d’uso fortemente urbano, un nodo spaziale che mette in stretto dialogo il nucleo della chiesa e quello della scuola: un decisivo punto di forza del luogo enfatizzato nella proposta e ancora oggi un ambito assai frequentato dagli abitanti per il gioco, il tempo libero e gli eventi pubblici.
Il volume dell’edificio è molto compatto, mentre la sezione costruttiva rimane costante lungo tutto l’edificio, l’impronta a terra è ritagliata adattandosi alle interferenze delle preesistenze. Il programma prevede la creazione di due ambiti distinti, quello del nido (atrio, atelier, servizi igienici e ambienti di riposo) e quello degli spazi di servizio (ufficio direzione, lavanderia, ambulatorio, cucina e spogliatoi). Il corpo compatto dell’asilo si ancora alla zona di snodo centrale dell’edificio preesistente e si protende in diagonale per captare il massimo di luce solare e limitare il più possibile l’interferenza visiva tra i due edifici. La piazza-prato prende forma compiuta proprio con l’inserimento della testata nord dell’asilo, stabilendo un dialogo tra la storia edificata (la chiesa, la canonica, ma anche la ferrovia), il paesaggio montano e infine quello infrastrutturale dello scalo merci ferroviario. Il lato ovest, infine, è interamente definito dalla fascia di rispetto (35 metri) della ferrovia.
Gli spazi dell’asilo sono pensati anche, cambiati gli orari d’uso, per usi estesi all’intera popolazione adulta, creandone di fatto, in determinati momenti, una sorta di ludoteca. L’asilo prende quindi la forma di un bastione esagonale plasmato con pochi gesti in levare: gli accessi sono ottenuti da scavi nel volume sottolineati dal cambio materico e cromatico. Gli spazi interni tendono a susseguirsi in una sequenza quasi termale, senza elementi distributivi di sorta, fatta eccezione per la zona di servizio e della cucina. I vari ambienti dell’asilo sono separabili da grandi porte scorrevoli, azionabili a seconda delle esigenze. La sezione si protende costante secondo il principio strutturale del tetto a capriata piemontese, con falsi puntoni non spingenti, alla sommità del quale è collocato un camino di luce continuo ottenuto con lucernari piani che bilanciano l’ombra proiettata nelle prime ore del giorno dalla vicina montagna. La luce zenitale viene considerata come principale movente progettuale, diffusa anche negli spazi di servizio e nei bagni centrali, non solo in termini di apporti luminosi e termici, ma ancor più in termini percettivi poiché i bambini da zero a tre anni sperimentano per tutto questo arco di vita il passaggio dalla posizione prona, rivolta al cielo, e quella carponi o eretta, rivolta al pavimento o all’orizzonte terrestre. L’atelier a nord si estende in un piccolo giardino ombroso e cinto da muri segnati da bucature in forma di ovoli, geometria che ricorre anche nella pietra di fondazione intarsiata nel pavimento dell’atrio, omaggio al tangram ovale di Otto Lilienthal (1879).
Dal punto di vista costruttivo e materico pochi materiali e colori definiscono il guscio esterno e le superfici interne. Un telaio di cemento armato sorregge una copertura con travatura in legno lamellare di abete lasciato in vista. La muratura perimetrale in blocchi di calcestruzzo areato di spessore pari a 45 cm è rivestita sui lati est ed ovest da un ulteriore paramento continuo realizzato in lamiera di alluminio a doppia aggraffatura di colore bruno simile alla patina scura delle pietre del tetto ottocentesco della chiesa, generando uno spesso pacchetto estremamente inerte agli sbalzi termici. Sulle testate nord e sud viene invece esposto all’esterno un paramento in calcestruzzo lavato con inerti a vista, richiamando, in modo contemporaneo, la parentela materiale con le pietre (beole e graniti) che prevalgono nelle costruzioni locali. Negli scavi del volume generale che definiscono gli accessi un intonachino arancione segnala in modo evidente la loro collocazione. Tale colore inedito viene poi continuato nelle zone “comuni” come l’agorà o atrio e nella parte di servizio e dello staff laddove il pavimento (linoleum) e le tinteggiature a zoccolo lo estendono. Negli atelier invece l’arancione viene sostituito nelle zone attive da un verde-giallo chiaro e da un blu-azzurro nelle zone di riposo. Il movimento attraverso l’edificio è quindi anche un movimento attraverso un variare delle “temperature” cromatiche che evitano i colori primari per adottare colori combinati che rappresentano i diversi momenti della giornata (accesso, lavoro, gioco e alimentazione, riposo) e fanno da sfondo e non da protagonisti. Nei due terzi del volume degli interni prevale comunque il colore bianco neutro che si applica come scialbatura tanto alle travi del tetto, quanto ai blocchi in calcestruzzo areato lasciati a vista dalla quota di + 2,4 metri in su. Sempre bianchi sono tutti i serramenti interni.
Si è voluto progettare ad hoc e inserire come camei alcune sagome zoomorfe nell’atrio di ingresso ottenute dal recupero di tavole in vari legni di spoglio/recupero elaborati colla collaborazione e donazione del laboratorio “Il Campo” di Piacenza. Oggetti a reazione emotiva assai semplici e scabri e tuttavia portatori di una riflessione sul ruolo giocoso e di custodia a cui tali forme primarie e tali materiali di scarto inevitabilmente rimandano. Un cavallo, un orso e una giraffa condensano in modo polivalente il dialogo tra immagine, materia e disponibilità all’uso. Anche i giardini, specialmente quello ombroso a nord e quello aperto ad ovest, sono mantenuti come terreni su cui intervenire liberamente, privilegiando gli aspetti naturalistici su quelli artificiali. 


Credits


Progetto esecutivo e DL: arch. Paolo Citterio, PCA | Paolo Citterio Architetti, 2025


RUP: geom. Maurizio Fabbri


Responsabile UTC di Beura Cardezza: Fabrizio Balzano


Coordinazione: geom. Claudio Lavarini


Sindaco: Davide Carigi
Cantiere: Settembre 2023 - giugno 2025 (cantiere edile), settembre 2026 (arredi)
Collaboratori: Laura Gregori, Giulia Citterio
Sicurezza e DL strutturale: Ing. Andrea Isoli, Verbania
Strutture: Ing. Giacomo Maurelli, Pavia
Impianti meccanici, idrosanitari, fotovoltaici, L.10, prev. incendi: Ing. Lorenzo Comi, Torino
Impianto elettrico, illuminazione e antincendio: perito ind. Diego Gentili, Torino
Impresa principale: Tecno Costruzioni S.r.l., Verbania
Illuminotecnica, Flavio Brusati di Zero luce, Bonate di sopra (BG)
Apparecchi illuminanti, Esse-Ci (Vigonza – PD), Platek S.r.l. (Rodengo Saiano, BS)
Carpenterie in legno lamellare: Bionda Legnami, Ornavasso (VB)
Elettricisti: R.T.M. S.n.c. di Ruschetti Tarcisio e c., Omegna (VB)
Impianti idraulici: Idrotermo S.r.l. di Vaglio Massimo, Verbania
Lattonerie PREFA: Lattoneria Trapani, Crevaldossola (VB)
Serramenti: Serramenti Castiglioni, Anzola D’Ossola (VB)
Arredi ludici in legno riciclato: laboratorio “Il Campo”, Piacenza
Pavimenti in linoleum, Forbo Resilienti srl, Segrate (MI)
Murature in blocchi di calcestruzzo areato autoclavato Ytong, Xella Italia, Grassobbio (BG)
Arredi asilo nido, arredi cucina: GAM Arredi, Mantova; 

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    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 2023
    • Work finished in 2025
    • Main structure Mixed structure
    • Client Comune di Beura Cardezza
    • Contractor Tecno Costruzioni srl, Verbania
    • Cost 1.200.000
    • Total area 470 m²
    • Status Completed works
    • Type Kindergartens
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