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Villa bifamiliare nel centro di Cavriago Cavriago / Italy / 2025

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Il progetto prevede la realizzazione di due unità residenziali con differenti esigenze abitative, riunite all’interno di un unico volume architettonico: una destinata a un nucleo familiare monocomponente e l’altra pensata per una giovane famiglia.
L’intervento si colloca nel Comune di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, all’interno di un territorio pianeggiante prossimo all’antica strada consolare della via Emilia e caratterizzato, nel suo intorno più ampio, dalla presenza prevalente di campi agricoli.
L’area di progetto è invece inserita nel nucleo urbano consolidato di Cavriago, poco distante dal centro storico. Il contesto immediato è costituito da un tessuto residenziale eterogeneo, formato prevalentemente da edifici puntuali realizzati tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, generalmente privi di particolare qualità architettonica.
Sul lotto era presente una casa rurale con un nucleo originario risalente ai primi decenni del Novecento, successivamente ampliato in più fasi fino agli anni Sessanta. Il fabbricato si presentava in condizioni di scarsa qualità architettonica e di forte precarietà strutturale, tali da costituire anche un potenziale rischio per la pubblica incolumità. Per queste ragioni si è scelto di demolire la preesistenza e ricostruire la medesima volumetria, reinterpretandola attraverso un nuovo sedime, una diversa configurazione planimetrica e un differente rapporto tra i fronti.
Pur trovandosi in prossimità del centro storico, l’area conserva un carattere marginale e appartato. Il lotto è infatti raggiungibile da una strada privata stretta e poco visibile, quasi nascosta rispetto alla viabilità principale, e non risulta immediatamente identificabile all’interno del tessuto urbano.
Il progetto assume questa condizione e lavora su una duplice relazione. Da un lato, la casa si confronta con un contesto relativamente denso, in cui la vicinanza tra gli edifici e la presenza della strada privata riducono la riservatezza degli spazi abitativi. Dall’altro, il lotto dispone di un’area verde allungata, caratterizzata da alberature esistenti, che consente di costruire un rapporto più intimo con uno spazio aperto domestico.
L’inserimento architettonico nasce dunque da questa doppia condizione. Verso la strada privata, più esposta e frequentata, il volume tende a chiudersi, limitando fortemente le aperture e costruendo una presenza compatta, monolitica e riconoscibile. La casa assume così il ruolo di margine fisico tra la strada e l’area interna del lotto, definendo un fronte controllato e protetto.
Sul lato opposto, rivolto verso il giardino, l’edificio si apre invece alla dimensione domestica dello spazio verde. Le aperture e gli affacci stabiliscono una relazione diretta con le alberature preesistenti, trasformando il lotto in un paesaggio abitato, dinamico ma raccolto e riservato.
L’edificio si configura come un insieme articolato di parti che si muovono sia in pianta sia in alzato, attraverso avanzamenti, arretramenti e variazioni del profilo della facciata. Questa scomposizione consente di ridurre la percezione della massa complessiva e di ricondurre il volume alla scala minuta ed eterogenea del contesto, costituito da edifici a uno e due piani, corpi accessori e abitazioni di diversa natura. Allo stesso tempo, il progetto richiama concettualmente la tradizione degli edifici rurali locali, spesso formati da aggregazioni successive di parti residenziali e agricole, cresciute nel tempo secondo necessità funzionali e trasformazioni progressive.
La casa utilizza il laterizio come materiale principale e adotta due differenti colorazioni per definire il rapporto tra le parti dell’edificio. Una fascia più chiara al piano terra raccorda altimetricamente le diverse porzioni del volume e contribuisce a dare continuità ai corpi che avanzano e arretrano. Questa base materica rafforza l’attacco al suolo e accentua il carattere monolitico dell’edificio, senza aumentarne il peso visivo. La colorazione più scura della parte superiore accompagna invece le variazioni del volume e i diversi scarti del profilo, contenendo lo sviluppo verticale dell’edificio e mantenendo un rapporto più diretto con il suolo.
Dal lato della strada, la casa mantiene un carattere volutamente misurato e riservato, senza rivelare immediatamente la propria natura domestica. Un primo corpo compatto definisce il rapporto con il fronte pubblico, mentre l’arretramento dell’edificio verso est genera un cortile di ingresso, protetto dalla strada da un muro in gelosia. Questo elemento, realizzato alternando le due colorazioni di mattoni utilizzate in facciata, introduce una prima soglia tra lo spazio esterno e la dimensione più interna dell’abitazione.
Dal cortile di ingresso si accede a un ulteriore spazio di mediazione, comune alle due unità abitative: un ambiente coperto che richiama la tradizionale porta morta delle case coloniche. Nella tradizione rurale, questo spazio attraversava l’edificio e funzionava come luogo intermedio tra esterno e interno, oltre che come ambito destinato alle attività comuni. Nel progetto, tale elemento viene ripreso come soglia collettiva e come spazio condiviso, utilizzabile anche per momenti conviviali legati alla vita delle due abitazioni. Da qui si accede in modo simmetrico ai rispettivi ingressi.
Verso nord si trova l’unità più piccola, destinata a un nucleo familiare monocomponente e sviluppata su un unico livello. Sul lato sud della porta morta si accede invece all’abitazione più ampia, distribuita su due piani. Al piano terra sono collocati gli ambienti maggiormente condivisi e quotidiani della casa, costituiti principalmente dalla cucina e dalla sala da pranzo. Al piano superiore trovano posto un soggiorno più raccolto e contemplativo, separato dalle attività del livello inferiore, e la zona notte.
Le aperture si concentrano prevalentemente verso il giardino a est, fronte più discreto e meno esposto alla vista delle abitazioni vicine. Ulteriori affacci selezionati si aprono verso sud, in relazione sia con il giardino di ingresso sia con l’ampio spazio verde principale. Nei prospetti sono inoltre inserite due finestre rotonde: una a ovest, che illumina il vano scala al piano primo, e una a est, che dalla cucina inquadra uno scorcio del paesaggio verde esterno.
Il progetto riprende alcuni elementi della tradizione costruttiva locale e li rielabora entro un linguaggio architettonico contemporaneo. Il riferimento principale è l’uso del mattone, impiegato come materiale unitario per dare continuità alle diverse parti dell’edificio. La volumetria frammentata, i diversi arretramenti e la disposizione delle aperture costruiscono relazioni selettive tra interno ed esterno, cercando un equilibrio tra protezione, apertura e rapporto con il contesto. La casa prova così a inserirsi in modo attento e controllato nella scala eterogenea dell’abitato circostante, mantenendo al tempo stesso una propria autonomia volumetrica e un carattere architettonico riconoscibile.

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    Il progetto prevede la realizzazione di due unità residenziali con differenti esigenze abitative, riunite all’interno di un unico volume architettonico: una destinata a un nucleo familiare monocomponente e l’altra pensata per una giovane famiglia.L’intervento si colloca nel Comune di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, all’interno di un territorio pianeggiante prossimo all’antica strada consolare della via Emilia e caratterizzato, nel suo intorno...

    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 2024
    • Work finished in 2025
    • Main structure Masonry
    • Client Privato
    • Contractor EdilMerc di Davide Mercurio
    • Cost 900.000€
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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