Masseria Finorio | Corsaro Architetti

Recupero e valorizzazione di un complesso rurale Monopoli / Italy / 2025

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Masseria Finorio sorge nell'agro di Monopoli (BA), in un’area fortemente caratterizzata da complessi masserizi di natura produttiva che nascevano come presidi per il controllo e lo sfruttamento delle aree agricole e storicamente hanno strutturato il territorio legato alla gestione dei latifondi.


Il complesso si colloca a ridosso dell'altopiano delle Murge, nei pressi della linea di costa, in un settore territoriale segnato da solchi erosivi perpendicolari al litorale e salti di quota inseriti in un comprensorio pianeggiante. In questo scenario geologico, la disponibilità di roccia facilmente scavabile ha favorito la diffusione di masserie con annesso frantoio ipogeo o semi-ipogeo. La formazione calcarenitica consentiva un duplice vantaggio: un risparmio sui costi di realizzazione e condizioni termoigrometriche ideali per la lavorazione e la conservazione dell'olio.


L'impianto rurale si sviluppa su due livelli sovrapposti: un corpo di fabbrica principale e uno minore al piano superiore, e un complesso sottostante a sviluppo longitudinale. Quest'ultimo, interamente scavato nel banco geologico, è caratterizzato da ambienti concatenati originariamente destinati all’attività produttiva ("frantoio a corridoio" con torchi di legno del tipo "alla Genovese”), ai servizi  ed alla residenza funzionale al frantoio stesso.


Il progetto nasce dalla volontà di restituire continuità a un luogo profondamente radicato nel paesaggio della Murgia costiera, recuperandone l’identità storica, costruttiva e produttiva attraverso un intervento che interpreta il patrimonio esistente con una visione architettonica contemporanea valorizzando ed arricchendo la stratificazione del processo evolutivo fino ai nostri giorni.


Un obiettivo così ambizioso è stato raggiunto grazie a una consapevole convergenza d'intenti che ha unito progettisti, committenza e impresa in un'unica filiera d'eccellenza. In questo quadro, la committenza ha svolto un ruolo attivo e determinante, mossa da una profonda passione per l'architettura e forte di una solida esperienza nel settore, non si è limitata a promuovere l'opera, ma ha partecipato attivamente a ogni fase del processo progettuale e realizzativo. Questa competenza specifica ha permesso di stabilire un dialogo tecnico e culturale di altissimo livello con lo studio di progettazione e l’impresa.


Sostenuta da una lungimirante visione di valorizzazione, la committenza ha condiviso ogni scelta progettuale, accettando la sfida di un restauro rigoroso ed autentico, capace di trasformare il vincolo storico in un'opportunità narrativa e funzionale.


Sul piano realizzativo, la traduzione del progetto in opera ha trovato un interlocutore d'eccellenza nella Garibaldi Fragasso, storica azienda di rilievo nazionale nota per la sua radicata specializzazione nel restauro di importanti opere e grandi complessi monumentali. L'esperienza e l'altissimo profilo tecnico dell'impresa, custodi di un saper fare artigiano combinato con le più moderne tecnologie conservative, hanno permesso di affrontare le complessità strutturali e materiche del cantiere con un approccio sartoriale.


La sinergia virtuosa tra la visione dello studio di progettazione, la sensibilità culturale della committenza e la maestria esecutiva dell'impresa ha trasformato il cantiere in un laboratorio di alto artigianato e rigore ingegneristico, garantendo la perfetta corrispondenza tra il pensiero progettuale e la qualità del dettaglio eseguito.


L’intervento è stato preceduto da un approfondito processo conoscitivo, supportato da rilievi laser scanner e analisi geologiche e strutturali. Questo approccio scientifico ha permesso di leggere le stratificazioni storiche e materiche del manufatto e di definire un sistema di interventi compatibili con le caratteristiche costruttive originarie.


La rifunzionalizzazione del complesso restituisce nuova vita agli spazi, rispettandone la vocazione originaria. I nuovi interventi hanno seguito i principi di riconoscibilità e reversibilità mentre sui corpi esistenti, attraverso l’eliminazione delle superfetazioni, l’adeguamento e riqualificazione delle aggiunte, il ripristino della continuità materica, si è recuperata e valorizzata la purezza dei volumi e delle forme originarie che caratterizza questa tipologia di architetture.


 Gli ambienti superiori sono stati destinati alla residenza e all'ospitalità, mentre gli spazi ipogei recuperano il loro ruolo collettivo come luoghi di incontro, cultura e memoria della produzione olearia.


Anche il paesaggio esterno è parte integrante del disegno architettonico: la ridefinizione degli spazi aperti, il recupero del giardino mediterraneo nella forma tradizionale di "orto concluso" per la coltivazione degli agrumi, e il rapporto osmotico tra architettura, suolo e vegetazione contribuiscono a ricostruire l’identità rurale del luogo.


Particolare attenzione è stata dedicata agli ambienti ipogei, dove il tema della sicurezza è stato risolto attraverso un presidio strutturale costituito da telai in acciaio, progettati per sostenere il banco roccioso senza alterare il comportamento statico della cavità, garantendo condizioni di stabilità degli ambienti e la fruizione dei luoghi.


La struttura metallica, chiaramente riconoscibile, dialoga con la materia storica senza imitarla: definisce le partizioni dei nuovi spazi di fruizione, valorizza gli elementi storici caratterizzanti, funge da elemento di supporto all’impianto elettrico ed illuminotecnico e formalmente instaura un rapporto di equilibrio tra memoria e contemporaneità.


Per il restauro sono stati impiegati materiali e tecniche tradizionali: malte a base di calce idraulica naturale, recupero dei conci esistenti, scialbature a calce, consolidamenti della continuità muraria e restauro delle superfici in calcarenite, eseguiti secondo le tecniche costruttive della tradizione locale.


In conclusione Masseria Finorio interpreta il restauro non come mera conservazione dell’esistente, ma come processo corale di riattivazione culturale e spaziale. L’intervento riafferma il valore del paesaggio pugliese attraverso un dialogo misurato tra tecnica e poetica contemporanea, memoria costruttiva e permanenza materica, reso possibile solo grazie alla perfetta sintonia tra una committenza illuminata, un progetto ed una supervisione accurata dello studio di architettura e un'esecuzione magistrale.


Photo Credits


©Dario Miale


 


EN


Masseria Finorio is located in the rural territory of Monopoli (Bari), within a landscape strongly characterized by productive fortified farm complexes (masserie), originally established as outposts for the control and exploitation of agricultural land. Historically, these structures played a fundamental role in shaping the territory associated with the management of large landed estates.


The complex stands at the edge of the Murge plateau, close to the coastline, in a geographical area marked by erosion channels running perpendicular to the shore and by changes in elevation within an otherwise predominantly flat landscape. In this geological setting, the availability of easily excavated rock favored the development of farmsteads incorporating underground or semi-underground olive mills. The calcarenite formation offered a dual advantage: reduced construction costs and ideal thermo-hygrometric conditions for olive oil production and storage.


The rural compound is organized on two superimposed levels: a main building and a smaller upper volume, above an extensive underground complex developed longitudinally beneath them. Entirely excavated into the geological substrate, this lower level consists of a sequence of interconnected spaces originally dedicated to production activities—a corridor-type olive mill equipped with traditional Genoese wooden presses—as well as service areas and residential quarters supporting the milling operations.


The project originated from the desire to restore continuity to a place deeply rooted in the landscape of the coastal Murge, recovering its historical, constructive, and productive identity through an intervention that interprets the existing heritage from a contemporary architectural perspective, enhancing and enriching the stratification generated by its evolutionary process through to the present day.


Such an ambitious objective was achieved through a conscious convergence of intentions that brought together architects, client, and contractor within a single chain of excellence. In this context, the client played an active and decisive role. Driven by a profound passion for architecture and supported by extensive professional experience in the sector, the client did not merely commission the work but participated actively in every stage of the design and construction process. This specific expertise enabled the establishment of a highly sophisticated technical and cultural dialogue with both the design team and the construction company.


Supported by a far-sighted vision of heritage enhancement, the client embraced every design decision and accepted the challenge of a rigorous and authentic restoration, capable of transforming historical constraints into both narrative and functional opportunities.


From an implementation perspective, the realization of the project found an exceptional partner in Garibaldi Fragasso, a historic company of national prominence renowned for its longstanding specialization in the restoration of significant monuments and large architectural complexes. The firm's experience and outstanding technical expertise—combining traditional craftsmanship with the most advanced conservation technologies—made it possible to address the structural and material complexities of the site through a highly tailored approach.


The productive synergy between the design studio's vision, the client's cultural sensitivity, and the contractor's executional mastery transformed the construction site into a laboratory of exceptional craftsmanship and engineering rigor, ensuring perfect correspondence between the architectural concept and the quality of its execution.


The intervention was preceded by an extensive knowledge-gathering process supported by laser-scanner surveys, geological investigations, and structural analyses. This scientific approach made it possible to interpret the historical and material stratifications of the complex and to define a system of interventions fully compatible with its original construction characteristics.


The adaptive reuse of the complex breathes new life into its spaces while respecting their original vocation. New additions were conceived according to the principles of recognizability and reversibility. Within the existing buildings, the removal of incongruous additions, the upgrading and reinterpretation of later interventions, and the restoration of material continuity allowed the recovery and enhancement of the purity of volumes and forms that characterizes this architectural typology.


The upper levels have been converted into residential and hospitality spaces, while the underground areas reclaim their collective role as places of gathering, culture, and memory associated with olive oil production.


The surrounding landscape also forms an integral part of the architectural design. The reconfiguration of open spaces, the restoration of the Mediterranean garden in the traditional form of an enclosed orchard (orto concluso) dedicated to citrus cultivation, and the osmotic relationship established between architecture, ground, and vegetation all contribute to reconstructing the site's rural identity.


Particular attention was devoted to the underground spaces, where safety issues were addressed through a structural reinforcement system composed of steel frames designed to support the rock mass without altering the static behavior of the cavity itself, thereby ensuring both stability and accessibility.


Clearly identifiable as a contemporary insertion, the steel structure engages in dialogue with the historic fabric without imitating it. It defines the partitions of the new public spaces, enhances the site's significant historical features, serves as a support system for electrical and lighting installations, and formally establishes a balanced relationship between memory and contemporaneity.


The restoration employed traditional materials and techniques throughout: natural hydraulic lime mortars, the recovery and reuse of existing stone blocks, limewash finishes, consolidation of masonry continuity, and the restoration of calcarenite surfaces, all executed according to local building traditions.


Ultimately, Masseria Finorio interprets restoration not as the mere preservation of an existing structure, but as a collective process of cultural and spatial reactivation. The intervention reaffirms the value of the Apulian landscape through a measured dialogue between contemporary technique and architectural poetics, constructive memory and material permanence—a result made possible only through the perfect synergy between an enlightened client, the careful design and supervision of the architectural practice, and masterful execution on site.


Photo Credits


©Dario Miale

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    Project details
    • Year 2025
    • Work started in 2018
    • Work finished in 2025
    • Client FINOLIO SS - Martina Zimmermann – Michael Griesmayr
    • Contractor Garibaldi Fragasso srl
    • Status Completed works
    • Type Country houses/cottages / Interior design / Interior design / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of façades / Structural Consolidation / Gardens, private greenery / Farm, farmstead, agritourism / Styling
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