Fortezza di Montalcino | CMT architetti

Progetto di riqualificazione e restauro Montalcino / Italy / 2024

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CENNI STORICI
La posizione strategica di Montalcino, posta sull’antica via Francigena, ha permesso il suo rapido sviluppo come città fortificata con grandi mura difensive. Montalcino ha combattuto quasi tutte le guerre del periodo medioevale, sia contro le fazioni ghibelline sia contro la vicina Siena, fino a che nel 1361 viene riconosciuta ai Montalcinesi la cittadinanza senese. Nel corso di una vasta campagna di manutenzione e aggiornamento della nutrita serie di castelli nel territorio senese, proprio in questo anno, viene iniziata la costruzione della fortezza, realizzata nell’arco di soli due anni sul vertice meridionale delle preesistenti mura cittadine; per la sua edificazione viene demolito a largo raggio ogni edificio circostante l’area, il cui materiale di demolizione servirà per l’innalzamento della cinta muraria e delle torri del recinto. Tra le demolizioni che si sono rese necessarie, c’è stata anche quella della Chiesa di Sant’Egidio, una antica basilica a tre navate, della quale ancora oggi una laterale è presente all’interno della rocca, che ha avuto la funzione di cappella della fortificazione. Da questo momento Montalcino rappresenta uno dei luoghi di maggiore importanza dello stato senese, diventando un rilevante caposaldo difensivo e avendo un ruolo di primo piano nelle guerre che segnano l’ultimo periodo della Repubblica. Alla metà del cinquecento diventa l’ultimo avamposto della resistenza senese contro la conquista medicea.


Nel 1553 infatti, la cittadina subisce l’ultimo grande assedio della sua storia da parte delle milizie di Carlo V, alleate dei Medici e, quando nel 1555 Siena capitola, proprio qui viene fondata la Repubblica di Siena in Montalcino, la cui vita dura fino al 1559 anno in cui passa definitivamente al Granducato di Toscana.


Nel 1570, durante i lavori di ripristino di numerose fortezze, la rocca montalcinese è interessata ai sui primi lavori di restauro e in questa occasione viene dotata di un nuovo bastione (il bastione


mediceo) che si estende sul lato sud. Nel corso dei suoi secoli di vita, la fortezza perde gradualmente la sua funzione militare; il bastione, ad esempio, diventa sede del cimitero, che resterà qui fino al 1896.


INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Il centro di Montalcino si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della Val d’Orcia, sul confine amministrativo con la Provincia di Grosseto e, grazie alla sua collocazione sopra una collina, permette di ammirare uno splendido paesaggio. Dal 2004 la Val d’Orcia fa parte dei siti italiani patrimonio dell’UNESCO e il nucleo di Montalcino rappresenta uno degli elementi più caratteristici del suo paesaggio. La campagna attorno al centro abitato è costituisce un caratteristico mosaico di agro-ecosistemi ed ambienti forestali che costituiscono un unicum di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, con una elevata presenza di elementi vegetali lineari (siepi e filari alberati). Un territorio cosi ricco è particolarmente apprezzato dai numerosi punti di vista sulle strade che conducono all’abitato, oltre che da questo verso la campagna circostante; a Montalcino infatti esistono molti punti panoramici e tra questi, uno particolarmente importante, è proprio la Fortezza, dai cui camminamenti sopra le mura è possibile ammirare tutto il territorio circostante.


La fortezza è ubicata nel centro storico del paese, nel punto più alto, ed è collegata nell’ampio sistema di mura e fortificazioni che ancora oggi delimita l’abitato di Montalcino, costituendo un importante esempio di architettura militare del tipo “castello-recinto” impostato su una pianta pentagonale.


IL PROGETTO
 


L’intervento ha come tema la riqualificazione della rocca sia da un punto di vista estetico, sia funzionale/impiantistico. Risulta evidente, infatti, come la pavimentazione in calcestruzzo all’interno della fortezza (in passato utilizzata come campo da tennis) sia del tutto inadeguata al prestigio del manufatto; cosi come il rigido disegno di ispirazione ottocentesca delle aiuole del bastione mediceo mal si rapporti ad un’architettura di origine tardo medioevale. L’edificio della cappella inoltre versa in condizioni di evidente degrado e necessita di un restauro del manto di copertura, delle pareti e degli infissi. L’accesso alla sommità del grande torrione centrale non è più agibile in ragione delle pericolanti scale in legno che non consentono una salita in condizioni di sicurezza. L’impianto di illuminazione è del tutto carente e inadeguato: la fortezza, infatti, è illuminata poco e male e l’attuale illuminazione non ne sottolinea il valore simbolico e la posizione privilegiata all’interno del nucleo urbano. La rocca inoltre non è dotata di un apparato impiantistico in grado di supportare adeguatamente gli eventi e le attività culturali-turistiche che si svolgono ogni anno al suo interno.


 La Rocca.
 


Il progetto prevede di sostituire l’attuale pavimentazione con un calcestruzzo architettonico colorato in pasta e ghiaia in vista, un materiale fortemente evocativo che allude, per finitura superficiale e colore, alle pavimentazioni in terra battuta che caratterizzavano questo tipo costruzioni. Il disegno della nuova pavimentazione non è slegato dal contesto come quello attuale, ma riprende la forma pentagonale della fortezza.


Si distingue in due settori: una parte centrale, una sorta di piazza vera e propria, caratterizzata dal disegno di percorsi rettilinei che si intrecciano tra di loro alludendo ai segni dei tragitti di massima percorrenza lasciati nelle pavimentazioni in terra, e una parte perimetrale (sulla quale sono presenti alcune sedute) adibita a percorso che collega gli elementi più importanti presenti all’interno della fortezza: gli ingressi, la cappella, il mastio.


Ai lati della pavimentazione, nello spazio compreso tra quest’ultima e le mura, viene lasciata una zona sistemata a verde, cosi come succedeva in origine, visto che questa parte perimetrale era quella meno battuta dai percorsi. Realizzata mediante una finitura a prato, aiuole con cespugli,  piccoli arbusti autoctoni ed ulivi, ha lo scopo di creare uno stacco più naturale tra l’imponenza delle mura e lo spazio interno orizzontale sottolineando la bellezza del paramento murario originale.


Da un punto di vista esecutivo la piazza è stata pensata come un piano ad unica pendenza che in sostanza segue le quote naturali del terreno attuale in modo da consentire un corretto deflusso delle acque meteoriche. Il piano parte dalle scale dell’Enoteca e si conclude nel suo punto più basso sotto la porta che conduce ai giardini. Nel dettaglio sulle scale dell’Enoteca la quota in livello assoluto è di +68cm, mentre ai piedi della porta è di -5 cm. La linea di massima pendenza ortogonale alle curve di livello così generate avrà un’inclinazione costante dell’1,40 % in modo da condurre la gran parte dell’acqua che pioverà sulla piazza verso la griglia in lunghezza ricavata nel verde lungo il bordo della piazza tra la porta d’ingresso e quella dei giardini.


Tutte le altre caditoie saranno ricavate all’interno delle altre zone di verde ove confluiranno naturalmente il resto delle acque.


Il bastione mediceo
 


Anche i giardini attigui, situati sopra al bastione mediceo ai piedi del fronte meridionale della fortezza, vengono interessati da un nuovo disegno. Pur conservando la sua natura di parco urbano, il tracciato delle aiuole di progetto (all’interno delle quali rimangono le alberature attuali) è meno rigido e spezzettato di quello attuale primo novecentesco, con l’obiettivo di integrarsi meglio con questo tipo di architettura. L’area di sosta centrale con le sedute e il percorso perimetrale a fianco delle mura, vengono mantenute, ma l’attuale finitura in battuto di terra e ghiaia viene sostituita dalla stessa pavimentazione in calcestruzzo architettonico della fortezza.


 


Il restauro della cappella
 


L’edificio della cappella, rialzato di alcuni gradini rispetto al piazzale, è posto a ridosso delle mura della fortezza, sotto il bastione centrale a pianta esagonale e versa in condizioni di evidente degrado.


Per quanto riguarda l’edificio, il progetto prevede il rifacimento del tetto con la sostituzione delle parti ammalorate, il totale rifacimento dell’orditura lignea primaria e secondaria e la creazione di un cordolo metallico formato da un profilo UPN 200 e da un piatto di mm. 125x8 saldato al profilo,


fissati tramite ancoraggi alle strutture lignee e alla struttura muraria esistente. Inoltre viene realizzato il ripristino dell’intersezione muraria della parete corta della cappella (lato ingresso) con la parete delle mura storiche oggetto di un evidente scollamento, attraverso barre interne 2f 16/50 disposte a quinconce con resina epossidica. Il tetto sarà anche integrato con un isolante termico (sughero tostato) di sp. cm 4 e una guaina impermeabile


Il progetto prevede, inoltre, il restauro del portone d’ingresso e la realizzazione di una vetrata fissa con struttura in corten e doppi vetri basso emissivi a chiudere l’apertura verticale situata sulla destra del portone d’ingresso. Stesso tipo di infisso è previsto per la finestra tonda situata in alto nel prospetto laterale della cappella.


Per quanto riguarda l’interno, visto il tema per lo più specialistico, ci siamo avvalsi della collaborazione di un tecnico restauratore, la cui relazione costituisce il canovaccio del nostro intervento.


 Il progetto illuminotecnico
 


L’elemento principale sul quale si è concentrato il progetto sono ovviamente le mura, che vengono illuminate sia all’interno che all’esterno da apparecchi posizionati a terra, nella fascia di verde presente sia internamente che esternamente.


Vista la loro datazione storica, l’effetto ricercato non è quello di una illuminazione piatta ed uniforme, ma piuttosto differenziata ed eterogenea, concentrata su alcuni elementi come ad esempio i torrioni, sia in presenza (esterno) che in assenza (interno).


L’illuminazione in questo caso vuole essere suggestiva ed evocativa, cerca contrasti e difformità, crea livelli di lettura differenziati scegliendo temi da privilegiare.


Per quanto concerne la rocca, il progetto si divide in due parti: una che riguarda l’illuminazione delle mura esterne ed una che riguarda quella delle mura interne e del piazzale.

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      CENNI STORICILa posizione strategica di Montalcino, posta sull’antica via Francigena, ha permesso il suo rapido sviluppo come città fortificata con grandi mura difensive. Montalcino ha combattuto quasi tutte le guerre del periodo medioevale, sia contro le fazioni ghibelline sia contro la vicina Siena, fino a che nel 1361 viene riconosciuta ai Montalcinesi la cittadinanza senese. Nel corso di una vasta campagna di manutenzione e aggiornamento della nutrita serie di castelli...

    Project details
    • Year 2024
    • Work started in 2021
    • Work finished in 2024
    • Main structure Masonry
    • Client Comune di montalcino
    • Cost 1.500.000
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares, Streets / Urban Furniture / Urban area recovery, squares and streets / Monuments / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of Works of Art / Building Recovery and Renewal / Belvederes, panoramic terraces
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