MUZZUNI EXPO | Studio NextBuild
PROGETTO LOCALE DI RIGENERAZIONE CULTURALE E SOCIALE - LE VIE DEL ROSMARINO” Alcara li Fusi / Italy / 2025
“Il «muzzuni» che è una bottiglia col collo rotto, rappresenta, per trasposizione, il Battista decapitato, come abbiamo già detto.
Ma è pur vero che le spighe in esso contenute e gli ori di cui è adornato, fanno un chiaro riferimento alla ricchezza della terra di cui le bionde messi sono il prezioso frutto, che il rituale magico intende propiziare.”
(“La festa del «Muzzuni» ad Alcara, interpretazione orgonomica” - Glielmi Nicola, Motta Roberto, Sturiale Valentino - 1983)
“Muzzuni EXPO” è un piccolo allestimento multimediale inaugurato lo scorso 23 giugno, connesso ad un antichissimo rito pagano, considerato uno dei più antichi d'Italia, legato al culto di Demetra e al solstizio d'estate, con legami con il mondo contadino e contaminato nel tempo da elementi cristiani: infatti, viene celebrato il 24 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni Battista.
Il nome "Muzzuni" potrebbe derivare da una brocca senza collo (mozzata), o dal grano falciato e raccolto in fascioni (mazzuna), o ancora da San Giovanni decollato.
La sua presenza è ulteriormente arricchita dalle “pizzare” che adornano i vari altarini sparsi dentro lo spazio urbano: che sono dei tessuti tradizionali, spesso realizzati a telaio, che vengono anche appesi alle pareti e sui balconi per abbellire il paese, caratterizzate da precisi motivi geometrici romboidali.
Grazie alla riqualificazione di un edificio preesistente, denominato “ex Combattenti”, ci si è prefissi di restituire alla città di Alcari Li Fusi una testimonianza culturale sul tema, attraverso uno spazio appositamente dedicato. La festa del Muzzuni è peraltro iscritta nel registro delle eredità immateriali della Regione Sicilia e tale intervento ne vuole enfatizzare l’importanza e farla conoscere a turisti e visitatori durante tutto l’anno.
Pur trattandosi sostanzialmente di un allestimento, e nella limitatezza delle risorse disponibili, il progetto consegue innanzitutto l’implementazione del ruolo e del valore urbano dell’immobile, attraverso chirurgici interventi di ridefinizione del suo “affaccio” pubblico: come il grande pannello intagliato in acciaio corten e l’inserimento di una conviviale seduta urbana maiolicata, che consente anche la breve sosta di visitatori o dei giovani, che possono “sbirciare” l’allestimento interno ed essere così stimolati ad entrare.
L’organizzazione dei due modesti ambienti interni e l’esigenza di costruire un percorso narrativo articolato e fluido, è stata affidata ad un “nastro” che avvolge lo spazio ed il visitatore, certamente memore della lezione spaziale del Memoriale degli Italiani ad Auschwitz (studio BBPR, 1979).
Dal punto di vista funzionale, il primo di questi spazi è dedicato all’accoglienza e ricezione dei visitatori, dove un operatore/cittadino si farà ambasciatore di tale tradizione e ne racconterà le caratteristiche mediante l’ausilio di banner illustrativi; il secondo ambiente consentirà invece di interagire e rivivere, attraverso contenuti multimediali, l’intera celebrazione.
A partire dal front-office, dunque, si materializza un percorso fluido e organico, dove contenuti e segni, integrati a pavimento/pareti/soffitto, avvolgono il fruitore e lo guidano attraverso una narrazione enfatizzata da un nastro blu che, snodandosi nello spazio, conduce all’elemento principale di tutta la celebrazione, che è l’altare del “muzzuni”: dove una scenografica teca tridimensionale, che riprende forme e colori degli antichi arazzi, accoglie il prezioso reperto.
La giusta ambientazione per la comprensione dell’antico rito verrà assicurata attraverso il sistema di vani espositivi e pannelli espositivi, dei monitor, una illuminazione scenografica, un impianto sonoro, la possibilità di interazione multimediale e un diffusore di flagranze elettrico che riprodurrà gli odori della festa.
“Il «muzzuni» che è una bottiglia col collo rotto, rappresenta, per trasposizione, il Battista decapitato, come abbiamo già detto. Ma è pur vero che le spighe in esso contenute e gli ori di cui è adornato, fanno un chiaro riferimento alla ricchezza della terra di cui le bionde messi sono il prezioso frutto, che il rituale magico intende propiziare.” (“La festa del «Muzzuni» ad Alcara, interpretazione orgonomica” -...
- Year 2025
- Work started in 2023
- Work finished in 2025
- Client Comune di Alcara Li Fusi - Città Metropolitana di Messina
- Contractor ditta Sidoti Giuseppe
- Status Completed works
- Type Urban Furniture / Restoration of old town centres / Museums / Interior design / Interior design / Building Recovery and Renewal / Styling



comment